lunedì 2 maggio 2011

battuta pure Varese, come all'andata

il viso enigmatico di El Greco nella caricatura di F.Farina (c)

LA PARTITA - La Dinamo ha battuto Cimberio Varese all'overtime giocando con sette giocatori contati, vista l'assenza di Devecchi e Pinton. In più occorre considerare che Cittadini, teso, beccato da una parte del pubblico in occasione della sua sostituzione e (forse) fuori condizione, ha dato un contributo molto modesto ed ha giocato solo cinque minuti; il giovane Matteo Samoggia, espressione delle giovanili Dinamo fin dai tempi di Demis Cavina, applaudito all'esordio (per fortuna), non ha raggiunto il minuto di presenza ed ha semplicemente "tastato" l'atmosfera del parquet. In queste difficili condizioni, con Varese in serie positiva da sei giornate, sarebbe stata necessaria una prova di carattere e di estrema compattezza: cosa che puntualmente si è verificata. L'impresa, fatta di una capacità inumana di soffrire, è arrivata al 1 tempo supplementare quando Varese, falcidiata dai falli, ha ceduto di schianto.
Intanto, un super-White, autore di entrate nel pitturato e due schiacciate destinate a restare nella storia della società; 31 punti, +41 di valutazione, ormai ogni aggettivo è quasi superfluo, gran parte delle fortune di quest'anno dipendono da lui, visto che quando è in forma in versione NBA diventa immarcabile. Othello Hunter ha ancora una volta dato il suo contributo, ed una stoppata memorabile, ancora impressa negli occhi dei ragazzini (proprio quelli che ormai guardano i giocatori della Dinamo come dei veri miti, e dai quali molti grandi "sapientoni" presenti in tribuna dovrebbero solo imparare). Plisnic, apparentemente non in grado di tenere i lunghi avversari, ha dato il suo in termini di rimbalzi e recuperi, combattendo come un leone sotto le plance. Quanto a Tsaldaris, i suoi errori sono stati più volte commentati con degli "ooohhhh" oppure "nooooo" di sorpresa; ma quando ha iniziato a prendere le misure per le sue precisissime bombe, e la sfiga al tiro lo ha finalmente abbandonato, ha dato un contributo sostanziale alla rimonta della Dinamo. Quest'uomo, poco appariscente, di carattere caparbio, ombroso, conseguentemente non "gigione" e poco amato dal pubblico, gran faticatore così come lo furono Trent Whiting e prima ancora Emanuele Rotondo (entrambi nel suo stesso ruolo) si è rivelato giocatore chiave nell'assetto della squadra: uno disposto a distillare ogni goccia di sudore gettandola sul campo, risalendo le scale dell'inferno centimetro dopo centimetro, recupero dopo recupero, con una fatica quasi inumana che si aggiunge ad altra fatica. 
Vanuzzo, chiamato più volte dalla panca al posto di Plisnic, gravato di falli, è stato commovente per dedizione e decisivo in almeno un paio di occasioni. Di Mister T non posso dire più nulla, un giocatore AlaDiener (così ribattezzato su Superbasket) che è un piacere ammirare, sta facendo tutto quello che ci aspettavamo da lui...e forse di più. Ha giocato 40 minuti segnando 24 punti, una cosa pazzesca, una fatica inenarrabile per il condottiero americano. Ecco la base di una squadra vincente: un grande playmaker. Brian Sacchetti, infine, ha fatto un lavoro prezioso ed abbastanza oscuro, inversamente proporzionale alla sua valutazione come da tabellino. Uno che non si tira mai indietro: sul ferro, per pochissimi centimetri, una tentata bomba che avrebbe potuto ricacciare Varese sul -11. Forza Brian e forza Dinamo !
IL POST PARTITA - Il coach in sala stampa ha reso una brevissima dichiarazione con la quale ha elogiato tutti i suoi atleti, dolendosi nei confronti del pubblico per un "atteggiamento" errato nei confronti di qualche giocatore. Durata della dichiarazione: un minuto secco. Non eravamo presenti. Accerteremo tramite le nostre fonti se siano state effettivamente sbattute porte o se il comportamento di Sacchetti possa essere stato eventualmente scortese nei confronti dei signori presenti. A memoria non ricordo atteggiamenti irriguardosi del coach nei confronti dei giornalisti, men che meno nei confronti del pubblico. 
Sia bene chiaro, qualora non si fosse capito, che questo è un blog libero e totalmente svincolato dalla società: è scritto da tifosi per i tifosi, fans for fans. Non sappiamo neppure se i giocatori e lo staff tecnico lo leggono. Non abbiamo alcun pubblico da osannare, o copie da vendere in edicola, tantomeno persone da compiacere a vari livelli, nella vita facciamo ben altro e questo non ha alcuna attinenza col basket. 
Detto ciò, premetto che non è mio interesse idolatrare o semplicemente difendere coach Meo Sacchetti: l'uomo al comando si difende da solo, dall'alto della sua carriera bellissima di giocatore. Titoli europei e partecipazioni olimpiche, scudetti e titoli non cadono come la manna dal cielo, sono frutto di pura bravura. I comportamenti umani, dal gesto del coach che sfancula gli arbitri (fatto realmente verificatosi e non certo ascrivile a Meo Sacchetti) ad uno puro sfogo con i giornalisti, financo i comportamenti dei criminali capaci di intendere e di volere, non sono frutto delle bizzarrie del tempo e dell'aria che tira. 
Hanno sempre una motivazione psicologica. 
Nulla nasce dal nulla, insomma.
Ieri la gente ha borbottato contro Dimitrios, poi si è visto cosa ha saputo fare l'uomo del Pireo, con canestri ben assestati ed efficaci penetrazioni. Anche nelle giovanili under 13 si sa bene che quando tiri, e poi ritiri, e lo fai tante altre volte, alla fine la mira si aggiusta, la parabola viene modificata e il canestro lo prendi. E' matematico o quasi. Dimitrios si carica quando mette i canestri, prima è un uomo avvilito, ma per arrivare al climax della condizione deve segnare. Poi si esalta, ma lo fa da solo. Forse il pubblico non gli serve, si caricherebbe da solo anche al campo del Meridda giocando il sabato sera.
Ieri purtroppo si è notata l'ignoranza baskettara di certe persone, costoro attaccano Dimitri ma nella realtà non sanno manco tirare un libero da distanza ravvicinata come nel minibasket : provateci voi a giocare in serie A !
Ieri molti hanno "contestato" Alessandro Cittadini; dunque, ci sono molti sistemi per criticare una persona, nella nostra curva (una curva di tifosi, non di suore orsoline) non fischiamo la Dinamo e non facciamo gli impiccababbu, caso mai può scappare una battuta salace (detta a mezza voce) sul conto di un giocatore ottimo, che ha dato tanto in passato, ma oggi non risulta adatto ai ritmi forsennati della A. Soprattutto quando parte dalla panca ed ha minutaggi bassissimi; quando ha giocato bene (trasferta Caserta) gli è sempre stato concesso un sostanzioso minutaggio. Prova ne sia che pure Travis Diener si è un attimino lamentato con lui perché non ha agganciato un passaggio. Capita ! 
Altro conto è rumoreggiare, in segno di fastidio (cosa ben diversa dal borbottio di una sala in attesa di un concerto), quanto il giocatore esce. Qualcuno ha apostrofato Cittadini, lui ha risposto pan per focaccia, capita pure questo. 
Ancora. Qualcuno ha fischiato Plisnic, ma qui siamo nel campo dell'assurdo, del patetico, o della purissima ignoranza sportiva: Vanja è stato l'uomo giusto al posto giusto a partire da gennaio, spiace dirlo ma con Jiri Hubalek avremmo continuato a subire soprattutto in difesa.
Stendiamo un pietoso velo sul personaggio che nella partita contro Biella voleva aggredire il patron Mele, "reo" di non aver mandato via Diener. Sono cose anche difficili da raccontare, io mi vergogno profondamente che certe persone entrino al palazzetto (fermo restando ovviamente il diritto di criticare civilmente l'americano, se per caso non rende secondo le aspettative, e questo più volte si è verificato tra novembre e dicembre).
Forse la gente non ha ancora capito che il gruppo Dinamo sta compiendo un miracolo, dall'alto di questi 26 punti: andate dalle parti di Brindisi, Biella e Teramo, così toccherete con mano cosa significa "pura sofferenza". Non oso pensare a cosa sarebbe capitato a Sassari in situazioni di questo genere. Sarebbero volati gli stracci, anzi di più...
Sono state cancellate quelle scritte del menga all'ingresso del palazzetto, tracciate l'anno scorso all'incirca in questo stesso periodo? Chi le ha fatte ha poi chiesto scusa ai diretti interessati ? E qualcuno si ricorda bene le due partite ai P.O. contro Pistoia, con il pubblico che teneva il broncio e che non applaudiva Marcelus Kemp neppure quando eravamo sopra di 30 punti, salvo idolatrare la stessa squadra in gara5 contro Casale e nell'apoteosi contro Veroli ?
Sic transit gloria mundi...
Quindi, Meo Sacchetti non ha una, ma dieci buone ragioni per essere un po' contrariato, anche perché certi antipatici episodi si sono già verificati contro Cantù e Roma (in casa). Lo scatto di rabbia è un episodio perdonabile, ma l'ingratitudine no: questo è un comportamento che considero orrendo. E noi tutti dobbiamo rispondere anche dell'atteggiamento del cretino nascosto in mezzo al pubblico, da quello che nel 1990 insultò Cesare Pancotto mettendoci in mezzo i suoi familiari (il nostro allenatore che ci ha salvato in A2), a quell'altro ancora che se l'è presa con coach Bernardi, da quello che ha tirato le bottigliette in campo contro Soresina fino a quell'altro che prende per i fondelli Tsaldaris salvo scoprire che  di basket non ci capisce nulla (lo spettatore, mica il greco...).
THE FUTURE IS UNWRITTEN - Poiché il futuro deve essere ancora scritto e nessuno sa ancora come MPSiena rientrerà dalla EuroLeague di Barcellona, nulla si può dire sulla prossima partita che vedrà impegnata la Dinamo contro i toscani. Abbiamo dieci giorni circa per preparare il match; il pubblico dovrà fare un ulteriore sforzo. Chi critica in modo preconcetto o non ci crede, può sempre stare a casa, la sua presenza non è affatto necessaria. Una partita alla volta, come dice Ducarello, e quella contro Siena è una partita teoricamente a pronostico chiuso ma che ancora deve essere giocata.
Speriamo che lo sfogo piuttosto chiaro di Meo Sacchetti induca alla riflessione più d'uno.
il lavoro a tutto campo di Tsaldaris


2 commenti:

Skywalkerboh ha detto...

Non posso non condividere quanto scrivi, ma al palasport entrano tanti di quegli ingoranti.... meglio restino fuori a martellarsi i gioielli di famiglia

SoloDinamo ha detto...

...poi non so se ho fatto bene a scrivere tutto ciò, ripensandoci si tratta probabilmente di ignoranza sportiva "sui generis".
Cioè di una scarsa sensibilità sportiva in generale in quanto non legata particolarmente al basket, che in ogni caso resta uno degli sport più difficili da giocare, da arbitrare e conseguentemente da seguire.
ciao