martedì 31 maggio 2011

La versione dei Mele sugli sponsor

Copio e incollo, da leggere. Dove sta la verità?

Sassari - Luciano e Pinuccio Mele: tutta la verità, nient'altro che la verità

Il campionato della Dinamo è finito una settimana fa, in gara-4 dei quarti di finale play-off con l’Armani Jeans Milano. Un risultato straordinario per una neo-promossa, al primo anno della sua storia in Serie A, senza un primo sponsor e con tanti problemi vissuti e superati durante la stagione. L’ambiente cestistico sassarese è ancora elettrico, i riconoscimenti sono giustamente tanti ed a Sassari non c’è nessuno che non se li goda. Il primo a goderseli è, naturalmente il Presidente Luciano Mele, con il quale abbiamo fatto una lunga chiacchierata, parlando davvero di tutto. Una chiacchierata che, come una partita “strana”, vede una squadra pimpante nel primo tempo e poi, nel secondo, spenta. Abbiamo rivissuto l’annata sportiva, le gioie, i momenti più esaltanti e quelli più difficili. Poi abbiamo parlato della questione sponsor. Insomma “dopo l’intervallo”, stavolta anche insieme al General Manager Pinuccio Mele, ci si è fatti molto seri e dalle considerazioni su soddisfazione e felicità, si è passati all’amarezza ed al momento della verità.

- Come ci si sente “all’indomani” di un’impresa durata un’intera stagione?

“E’ una grande, grandissima soddisfazione perché all’inizio del campionato, se avessimo parlato di risultato sportivo, non avremmo mai e poi mai potuto ipotizzare di arrivare al sesto posto assoluto. Abbiamo sempre detto che il campionato di Serie A era suddiviso in diverse fasce, una inarrivabile formata da Siena, Milano, Bologna, Roma, Treviso, Cantù, poi una fascia intermedia ed infine quella più bassa. Noi ci collocavamo in quella media. Certo che, arrivare sesti a fine stagione regolare, vedendo dopo di noi squadre come Roma, che non ha fatto nemmeno i play-off, oppure la stessa Bologna, veramente è stato qualcosa di strepitoso, straordinario. Se poi si fanno altre considerazioni, tipo il fatto che per metà campionato ed anche per la parte finale abbiamo dovuto rinunciare a Diener, viene da pensare che chissà cosa sarebbe potuto succedere se lo avessimo avuto. Per carità, tutto è possibile, magari non avremmo avuto risultati migliori, però, se tanto mi dà tanto, visto che Diener ha dimostrato cosa è nel momento in cui ha giocato, magari qualcosa in più ce l’avrebbe data. Però direi che pensare di poter fare di più, dal punto di vista sportivo, sia pretendere troppo, per cui siamo soddisfatti al massimo, anche perché il nostro obiettivo è sempre stato quello di fare campionati dignitosi, soprattutto per il pubblico. Quando qualcosa va male, il mio pensiero va subito al pubblico, mi dispiace per la gente. Soffro anch’io, è vero, ma queste cose si fanno fondamentalmente per gli altri e solo in minima parte per sé stessi. L’altra grande soddisfazione è quella dei dati sulle presenze al palazzetto. Considerando la capienza dell’impianto ed il fatto che, comunque sia, Sassari è una città abbastanza piccola rispetto ad altre realtà, essere tra le prime società per numero di spettatori è motivo di grande orgoglio e gratificazione. Il nostro pubblico con il suo calore, e non lo dico solo io ma è riconosciuto da tutti, è uno dei migliori. E’ una cosa importante e ci fa molto piacere”.

- Quali erano le più grandi scommesse, i rischi maggiori che avete preso in estate, in sede di costruzione della squadra e che, evidentemente, si sono rivelate vincenti?

“La maggior scommessa, seppur relativa, è stata la scelta di Hunter. Abbiamo cercato di fare un biennale con lui, invece purtroppo non l’ha fatto”.

- E’ stato anche quello che vi ha fatto penare di più, ritardando la decisione in attesa dell’Nba e facendovi inserire una clausola di “uscita” dal contratto, qualora fosse arrivata l’attesa chiamata…

“Esatto, ci ha fatto un po’ soffrire ed era quello sul quale contavamo maggiormente. Una scommessa sicuramente vinta, e l’ha vinta in primis lui. Ora non so cosa succederà, ma sicuramente è un giocatore che durante il campionato è cresciuto moltissimo. L’altra scommessa, secondo me, riguardava i giocatori che avevano fatto e vinto con noi la Legadue l’anno scorso: Vanuzzo, Devecchi e Hubalek. I primi due l’hanno stravinta, perché hanno dimostrato che nei loro ruoli, come italiani possono starci tranquillamente. Hubalek ha avuto la sfortuna di infortunarsi, per cui non è semplice esprimere valutazioni. Certo è che chi lo ha sostituito ha fatto molto bene. E’ stato un problema di spazi perché quando Plisnic è arrivato, non gli si poteva dire di giocare due mesi e poi rischiare di lasciarlo senza squadra, fermo. Ha fatto bene, si è conquistato il posto e non sarebbe stato corretto poi toglierlo o sostituirlo. Anche Pinton era un giocatore alla sua prima esperienza in Serie A e mi sembra che abbia dimostrato buone cose. Ma la cosa bella è che i successi non sono dovuti al singolo, ma al gruppo. Ormai se non hai un gruppo, non vai da nessuna parte, se non in qualche partita isolata”.

- Hubalek non è riuscito a dimostrare qualcosa a livello sportivo, ma sicuramente lo ha fatto sotto il profilo umano, restando al suo posto, senza creare il minimo problema. Di ciò gli si deve dare atto, visto che spesso viene descritto come una “testa calda”:

“E’ un ragazzo straordinario, uno che ormai sta mettendo radici qui a Sassari e mi sa che il suo futuro, che lo vedrà di certo andare in giro per il mondo a giocare basket, avrà come meta finale la nostra città. E’ un ragazzo molto in gamba, molto affezionato e lo siamo anche noi a lui”.

- Vi aspettavate da White le meraviglie che ha fatto?

“Sinceramente sì. L’anno prima in quel ruolo avevamo Kemp, che non avevamo potuto trattenere perché, con i noti problemi legati alle sponsorizzazioni, anche la scorsa estate, inizialmente, non eravamo in grado di assicurare niente. Noi stessi gli avevamo detto di prendere le sue decisioni e, qualora avesse avuto chiamate interessanti, di non lasciarsele sfuggire perché non sarebbe stato giusto né tantomeno corretto, da parte nostra, vincolarlo senza certezze e rischiare di fargli perdere quell’opportunità. Dunque l’eredità da raccogliere era pesante, perché Kemp ha lasciato un ricordo importante a Sassari, ed io stesso lo avevo fatto notare a Pinuccio. Lui mi aveva risposto “papà, stai tranquillo, perché Kemp è un bravissimo giocatore, tutti quanti lo apprezziamo, ma il valore di White, a certi livelli, Kemp deve ancora dimostrarlo”. Anche White non aveva mai giocato in Italia. E’ capitato spesso che giocatori bravissimi siano arrivati nel campionato italiano e siano andati via dopo poco perché non sono riusciti ad ambientarsi. Ma devo dire che White è stato bravissimo. E’ arrivato alla fine un po’ stanco, ma ci sta”.

- Quali sono stati i momenti più esaltanti di questa stagione, ammesso che si riesca ad estrapolare dei tasselli da un mosaico perfetto nella sua interezza?

“La cosa bella è che individuare i momenti più positivi è difficile, perché è stato un campionato esaltante. Tolta la parentesi legata al periodo in cui abbiamo collezionato qualche sconfitta consecutiva di troppo che rischiava di mandarci in depressione, esaminandola invece con obiettività, dobbiamo considerare che ci siamo trovati in un momento in cui Diener era a mezzo servizio e forse nemmeno, Hubalek si è fatto male, Vanuzzo aveva qualche problema. Eravamo un pronto soccorso. Lì la squadra è stata brava a mantenere la serenità, senza cadere nel panico, che poi è ciò che fa maggiori danni, e superare il momento. Quindi, i momenti belli sono stati tanti. La vittoria su Siena è stata la cosa più eclatante, per cui resterà un ricordo particolare ed una grande emozione, penso per tutti e non solo per me. Ma anche con Cantù in casa abbiamo fatto una partita importante, fallendo solo l’ultimo tiro, e la vittoria su Roma resta di un’importanza fondamentale perché ci ha dato la matematica salvezza. E come non citare la vittoria in gara-1 dei quarti play-off a Milano? Quella vittoria e vedere che poi in gara-2 e gara-3, quest’ultima per 30 minuti, ce la siamo giocata, la metterei insieme a quella con Siena. Quelle squadre sono di un livello tecnico totalmente diverso, anche perché hanno dei budget che hanno niente a che vedere col nostro. Il finale di campionato, quella serie di vittorie: Bologna, Roma, Siena. E tutto senza mai montarci la testa, ma capendo sempre più che squadra eravamo. Un campionato straordinario”.

- Parlando dei momenti esaltanti, abbiamo già citato anche quello più brutto: la fase in cui la squadra ha patito tanti infortuni. E’ stata brava la squadra stessa a non disunirsi, ma non si può non sottolineare la bravura ed il sacrificio economico della società che, senza uno sponsor principale, è tornata sul mercato per portare a Sassari una pedina che poi si è rivelata fondamentale.

“Plisnic ci ha dato molto equilibrio e, cosa non secondaria, ha portato serenità nello spogliatoio. E’ un ragazzo straordinario. Dietro le quinte ci sono tanti piccoli episodi che fanno capire che è una grande persona ancor prima che un bravissimo atleta e per questo lo ammiro davvero tanto. Nel momento in cui gli è stato detto “devi saltare la partita di Siena”, lui ha accettato serenamente la decisione senza dire assolutamente nulla. Ed è facile capire quanto chiunque tenesse in modo particolare a giocare quella gara. Questo dimostra la maturità dell’uomo. Quindi io su Plisnic preferisco dare un giudizio prima come uomo e poi come atleta, perché è veramente un ragazzo strepitoso che penso ogni allenatore vorrebbe allenare”.

Passiamo ora al…secondo tempo. Abbiamo parlato delle note liete, di un campionato che è sembrato una favola, di un’escalation di emozioni che ad una settimana dalla fine faticano ancora ad affievolirsi perché troppo forti e troppo belle. Ma c’è sempre la nota dolente: la mancanza dello sponsor. Alla Dinamo sono stati accostati tanti “nomi”: Moby, Carrefour, Saras, Decathlon, Costa Crociere, Ferrero e Kinder, Meridiana, Ichnusa, De Vizia, E-On, La tazza d’oro.

- Come si procede? Ci sono novità?

“Se lei mi chiedesse quale è stata la sorpresa del campionato, purtroppo dovrei dire che è stata proprio questa, il fatto non trovare uno sponsor, anche se in genere al termine sorpresa si accostano cose positive. Quando io, prima del campionato, dicevo che non avrei voluto prendere impegni senza avere certezze, ovvero contratti di sponsorizzazione firmati, chiunque mi rispondeva “ma scusi, ma come può ipotizzare o solo avere il timore di disputare il campionato senza un main sponsor, per giunta in serie A"? Ahimè, questo è successo e questa è una grande, grandissima amarezza. Sono stati presi impegni importanti, non si può scherzare quando si parla di milioni di euro. In questo momento non c’è niente di definito. Abbiamo fatto una conferenza stampa, come sapete, il 30 marzo perché non volevamo aspettare all’ultimo momento, son passati due mesi, ma di concreto, oggi, non c’è nulla. L’unica cosa concreta è che i tempi ormai stanno per scadere. Se lei mi chiede qualcosa sul futuro, devo risponderle che non credo si possa parlare di futuro senza un main sponsor. Ma questo non solo qui a Sassari, alla Dinamo, penso che non potrebbe parlare di campionato forse nemmeno Siena se non avesse dietro il Montepaschi, né Milano se non ci fosse Armani, né Roma se non ci fosse la Lottomatica e si potrebbe continuare elencando una per una tutte le squadre. La risposta è che non dipende da noi. Senza main sponsor il giocattolo si sfascia e immagini con che dolore da parte nostra, dopo sei anni di lotte, di sacrifici per costruire un progetto per il futuro, vedere svanire tutto. E’ una cosa incredibile ed incomprensibile. C’è ancora qualche giorno di tempo ed io mi appello….”

- Qualche…quanti giorni?

“Pochi. Diciamo una settimana. Se in settimana non si sblocca qualcosa… Però, lo dico con la massima serenità, questa volta io non devo avere solo promesse…”

- Quelle pare che ci siano già…

“Tante, non sono mai mancate! Quando l’estate scorsa abbiamo iscritto la squadra al campionato, prendendo impegni non indifferenti, io ho ricevuto una telefonata nella quale mi si diceva “c’è uno sponsor pronto”. Una volta iscritti, questo sponsor è venuto a mancare. Prima ha iniziato a rimandare di due o tre giorni, poi di settimana in settimana, di mese in mese. Siamo arrivati alla fine del campionato così. Questo mi dispiace molto, per cui ora gli impegni dovranno essere scritto e non a parole, sicuro”.

- Torniamo un attimo al fatto cui accennava lei. Supponiamo che non ci interessi sapere chi fosse questo sponsor che poi si è tirato indietro. Ma si può almeno sapere quali motivi ha addotto per defilarsi da una trattativa già andata in porto?

“Molto generica: sono mancati dei presupposti aziendali. E i miei presupposti? Io i giocatori e tutto il resto dovevo pagarli. Nessuno firma pre-contratti, ti dicono che ti devi fidare. Ma io dico che non mi fido più. Mi avevano chiamato una sera alle ore 22 “c’è l’azienda pronta a fare il main sponsor”, io risposi “guardi, facciamo subito” e mi dissero “eh, domani non ce la facciamo, ma lunedì o martedì sì”. Questa è la delusione più cocente. Non ho nessuna difficoltà ad ammettere che mi sono pentito amaramente di aver iscritto la squadra in quel momento. Il campionato siamo riusciti a portarlo a termine, con risultati straordinari, però quello che io ho sofferto son cose incredibili, sacrifici inimmaginabili. In questi giorni si sentono tante cose, che sono più chiacchiere da bar che altro, del tipo “lo sponsor c’era, ma non l’hanno accettato perché volevano…”. Sono cose talmente stupide che probabilmente non meriterebbero nemmeno di essere commentate. Ma le pare che io, non dormo la notte, poi mi si presenta uno sponsor ed io dico no perché volevo due anni, tre anni, perché ho messo condizioni su questo o su quest’altro? Oppure sento dire che non ho accettato perché lo sponsor era concorrente della Ford”.

- Effettivamente si è parlato anche di un’ottima proposta di sponsorizzazione da parte di Kia…

“Hanno fatto il nome di Kia? Sono amico di una persona della Kia e avevo chiesto una mano con uno striscione come contratto pubblicitario, qualcosa. Ma nulla. Però invito chi dice queste cose a venire qui a parlarne con me, può darsi che qualcosa mi sia sfuggito. Avevo ricevuto una telefonata da un suo collega giornalista, che mi diceva “complimenti, finalmente sarà contento visto che c’è lo sponsor”. Avevo chiesto lumi perché io non ne sapevo niente e mi avevano risposto “sì, guardi, 500000 euro subito e 300000 euro dopo due o tre mesi” (era ciò che si diceva di Sisa, parecchi mesi fa, ndr). Erano solo chiacchiere, mentre gli stipendi da pagare non possono essere chiacchiere”.
“Ho avuto un contatto a Milano - prosegue il Presidente - Avevo rilasciato un’intervista su Sky Sport 24, il giorno dopo ho ricevuto una telefonata di un’azienda che, ascoltata l’intervista, era interessata a sponsorizzare la Dinamo. Ho dato immediata disponibilità e ci siamo incontrati a Milano. Solo che più che dare una sponsorizzazione a noi, si trattava di dare lavoro a loro. Se uno mi dice che è disposto a darmi 100000 euro, ma io gliene devo dare 150000, insomma non mi pare una buona trattativa. Il concetto era questo”.

Nel frattempo arriva anche Pinuccio Mele, gm della Dinamo e figlio del Presidente. Anche lui partecipa attivamente alla chiacchierata e contribuisce a togliere molti dubbi ai tifosi: “Non ho mai sentito nessuno di Costa Crociere, Ichnusa mi ha risposto che fa solo sagre. Abbiamo sentito Meridiana, Moby sia l’anno scorso che recentemente…”

- Moby e l’armatore Onorato si trovano in un periodo particolare della loro attività e sono in aperto scontro con la Regione…si potrebbe ipotizzare un’intercessione della Regione stessa, visto che le manovre politiche in questi casi contano eccome, per dirimere la questione e trovare un punto d’accordo mettendo in mezzo la Dinamo?

“Chiedetelo alla Regione - sorride Pinuccio Mele - La Regione ci è vicina, così come il Sindaco di Sassari, ma ci stiamo muovendo anche noi”.

Interviene il Presidente Luciano Mele: “Facciamo un po’ di ordine: con Meridiana abbiamo fatto due incontri, uno a Cagliari ed uno a Olbia, abbiamo mandato un progetto. Inizialmente ci è stato proposto qualcosa, ma poi la sponsorizzazione non rientrava nei loro piani, si poteva al limite prevedere qualche accordo di scontistica su viaggi. Ma alla fine non si è fatto nulla. Latte Arborea, 3A, mandato il progetto e nessun riscontro. A Moby è stato mandato il progetto due volte”.

Il gm Pinuccio Mele torna sulle voci secondo le quali tanti sponsor sarebbero stati rifiutati o perché prevedevano un impegno di un solo anno, o perché le cifre erano inferiori al milione di euro, oppure ancora perché si trattava di aziende concorrenti al campo lavorativo dei Mele stessi: “A me non fanno arrabbiare le voci che girano, ma le persone che le inventano e, in totale malafede, le fanno girare”.

- Ma che motivo ci sarebbe? Avete dei nemici che hanno interesse a parlar male di voi?

“Non lo so. Io credo di avere molti amici e sicuramente non ho fatto del male a nessuno. E se qualcuno mi dimostra, invece, che sono stato scorretto, gli chiedo anche scusa. Però lo deve dimostrare. Le voci girano tutte, si può anche inventarne una ora e si scopre sicuramente che in giro c’era già. Mi dà fastidio che scientificamente ed in malafede qualcuno dia inizio alla voce. Per esempio, io non ho mai incontrato Cellino in vita mia e qui dentro lui non è mai entrato. Semplicemente, qualche mese fa una persona mi aveva chiamato per chiedermi se poteva dare il mio numero a Lucina Cellino, che era interessata a fare qualcosa, a livello pubblicitario, nel finale di stagione, non sponsorizzazione. Lucina Cellino mi ha richiesto dei biglietti per gara-3 dei play-off perché aveva piacere di fare qualcosa su Facebook per i clienti, non glieli ho potuti assicurare, son riuscito a farle avere due biglietti di distinti per gara-4. Mi ha pagato i due biglietti e questo è stato. Non ho parlato di altro, perché ho pensato che nell’ipotesi in cui ci dovesse essere un domani, magari potremo parlare. Non ho mai avuto contatti con Kia. Non ci sarebbero stati problemi, così come non abbiamo problemi a mettere al Palazzetto pubblicità di case automobilistiche concorrenti alla nostra, e tutti possono vedere gli striscioni sui rotori. Chi ha detto questa cosa di Kia, venga qui da me e ci andiamo insieme, pago io il biglietto. Io ho la sensazione che ci sia gente che ha interesse, e non so perché, a far girare voci di questo tipo. Quando il Comitato per la Dinamo è venuto qui a dirmi che Carrefour era pronto a sponsorizzarci ed io avrei boicottato il progetto, avevo le mail di contatto con Carrefour e le ho fatte vedere, anzi le ho stampate e consegnate. Era tutto scritto: progetto, cifre, date ed anche importi di ciò che avrebbe avuto la persona che a loro aveva detto di essere il salvatore della patria che veniva per amore della Dinamo. Evidentemente, invece, non lo stava facendo in maniera del tutto disinteressata. Va anche bene, ma portami la sponsorizzazione. Invece non l’ha fatto, ha detto di essere il salvatore della patria che lo faceva solo per amore della Dinamo e ha anche detto che io non ho nemmeno risposto. Io avevo dato la risposta, avevo acconsentito alla sua percentuale, per me l’accordo era trovato ed io gli avevo detto: procedi. Tanto più che la trattativa è stata ritentata da poco ed io non avevo nessun problema di sorta e avevo chiamato questa persona proprio per dire che ero sereno, che gli avrei mandato all’istante tutto ciò di cui aveva bisogno. La risposta doveva arrivare dopo l’inaugurazione di Carrefour, ma non ho più saputo niente. Avevamo parlato anche di Decathlon e l’unica cosa che ha fatto Decathlon è stata di chiedermi se la squadra poteva presenziare all’inaugurazione del loro punto vendita di Sassari, senza nient’altro. Gli ho detto soltanto di farmi sapere a cosa pensavano per avere la squadra, non hanno risposto. Ma sinceramente andare così alla loro inaugurazione non mi pareva per niente corretto nei confronti di altri negozi che nel corso degli anni ci hanno dato una mano. E forse, visto che mi danno una mano, nel momento in cui io mando la squadra all’inaugurazione di Decathlon che non mi dà un centesimo, dovrei loro qualche spiegazione, come minimo. Ho ricevuto anche una proposta di un professionista del settore, credo fosse più o meno a giugno o luglio del 2010, che si proponeva come direttore marketing e voleva: un appartamento in uso a Sassari, una macchina in uso, non ricordo se 25 o 30000 euro per preparare la relazione di presentazione della società da presentare poi agli sponsor, 3500 / 4000 euro al mese e altro. L’ho ringraziato e gli ho detto che non era una cosa fattibile, perché sarebbe stato un impegno certo a fronte di un “poi vediamo cosa troviamo”. Forse noi sbagliamo, ma non siamo disponibili a questo genere di cose. Preferiamo rimanere artigianali. Noi siamo innamorati della Dinamo e ci mettiamo passione, impegno e sacrificio. Delle volte sbagliamo perché pensiamo che anche gli altri, o molti altri, facciano le cose con la stessa mentalità, invece spesso troviamo persone che vogliono speculare ai margini di questa realtà e la vedo una cosa brutta perché significa speculare sulla passione dei tifosi e tante altre piccole cose. Non ho mai parlato con nessuno della Kinder, né della Ferrero, sono totali invenzioni”.

- Su Ferrero si diceva che fosse stata proprio una persona della società a dirlo, appena conclusa la scorsa stagione, ovvero subito dopo la promozione in Serie A.

“Bene, allora parlate con questo dirigente, ma ho la sensazione che lui abbia solo nominato la nutella - e sorride - Penso che se ci fosse stato Ferrero come sponsor, lo avrei saputo. Io son sempre stato disponibile, ho sempre detto chi vuole dirmi qualcosa, venga e lo faccia, sono qui. Quando vuole, mettendoci la faccia. Perché io quando dico le cose, le dico in faccia e non ho mai problemi a farlo. Chi, invece, inventa è indegno. Poi è chiaro che girando la voce si articola, si arricchisce e tutto, ma, ripeto, a me dà fastidio chi la voce la inventa e la mette in giro per primo. Se una persona viene e mi dice “sei un cretino, non ne hai azzeccata una”, io lo ascolto, ma se uno lancia letame da dietro i cespugli, lo vedo molto vigliacco come comportamento”.

- Si dice anche che il Banco potrebbe tornare ad essere il primo sponsor…

“Il Banco ha dato la disponibilità all’importo del contratto, ovvero a quello dell’anno scorso. C’è un contratto in essere, valido per altri due anni e la cifra è quella, 400000 euro all’anno. Ford aveva un contratto annuale di 500000 euro, se ci sarà la possibilità di risolvere le cose per il campionato in corso, cercheremo di parlare con Ford per il prossimo. Sono tutti scenari da scrivere. Per E-On, aveva scritto una lettera aperta il Sindaco, una richiesta formale, per cui bisognerebbe chiedere al Sindaco se ha ricevuto risposta”.

- Ma i contatti col Sindaco voi li avete

“I contatti col Sindaco li abbiamo e infatti pensiamo che se avesse avuto una risposta, ce l’avrebbe detto. In ogni caso, penso che lui possa essere senz’altro più preciso da questo punto di vista”.

Su altri contatti, interviene nuovamente Luciano Mele: “Alla Saras abbiamo mandato un progetto ben articolato ad inizio anno, ma purtroppo niente e niente nemmeno con Tiscali”.

- Ora però non c’è silenzio totale, giusto?

“No, silenzio totale no. Stiamo aspettando. Vedremo se il Sindaco ci darà qualche risposta. Io, sinceramente, non trovo altre soluzioni. Credo che chi mette in giro certe voci sia intellettualmente disonesto. Per far capire la situazione e far capire che noi non cerchiamo alcuna speculazione, né business, ribadisco che noi fin dall’inizio abbiamo detto mettiamo tot soldi, per una questione sociale. Se, purtroppo, noi arriveremo a vendere la società, non lo faremo cercando di ricavare qualcosa, ma lo faremo al prezzo della sponsorizzazione che avremmo dovuto avere questa stagione, punto. Non ci sono aste, non cerchiamo un “miglior offerente”, noi diamo la Dinamo all’azienda che copre la sponsorizzazione di quest’anno. Noi non vogliamo avere un euro di margine. Abbiamo sempre fatto l’abbonamento, ai play-off ognuno di noi ha comprato il biglietto. Certe voci sono dolorose”.

- Una settimana di tempo e quante speranze in percentuale?

“Se devo pensare a speranze in percentuale, allora non devo pensare al passato _ risponde Luciano Mele, mentre Pinuccio dice: “Potrebbe succedere in questi giorni quel che non è successo fino ad ora”.

- Perché ci sono buone basi oppure è solo un discorso “fatalistico”?

“Buone per nulla. Riguarda per esempio il fatto che io mercoledì prenderò l’aereo e andrò in Toscana, vado a Pistoia probabilmente a buttare una giornata, ma non voglio lasciare niente di intentato. Avevo un appuntamento fissato ad Olbia nei giorni in cui eravamo a Milano per i play-off e non ho potuto onorarlo, allora ora è giusto che vada io da loro. Li incontro, sentiamo. Vado senza nessun tipo di pregiudizio o preconcetto. Mi sembra una cosa difficile, ma vado a parlarci perché se mi piace l’idea potrebbe essere una cosa interessante. Se saranno delle cose positive sarò contento. Sono chiaro, le cose le dico. E forse a volte è anche sbagliato, forse è sbagliato dire con chi abbiamo parlato e che non si è fatto nulla perché credo che le trattative siano cose riservate. E’ come il discorso “state cercando un giocatore, dovete dire chi state trattando”. Io credo che la società debba fare la società e nel farlo gestisce una serie di cose. Questo non è un reality in cui tutto deve essere necessariamente riportato. Poi a volte le cose si dicono perché difficilmente ci si rifiuta di rispondere ad una domanda, ma si rischia di creare malumori. Allo stesso tempo, se non parliamo, ci sarà sempre qualcuno che metterà in giro le voci di cui abbiamo abbondantemente parlato. Se una trattativa non va in porto, non c’è problema, pazienza, non succede nulla. Ma non si deve ricamare sopra con invenzioni e soprattutto, la verità è che tanta gente parla tanto, ma fa poco. Mi viene ancora di più da dirlo quando arriva chi dice Kia era pronto, quello era pronto e l’altro pure. Non è che a noi qualcuno è venuto a dirci “io sono pronto per 800000 euro, ma ad un milione non posso arrivare”, non è mai successo”.
Ma qui si trattava semplicemente di fare chiarezza e non polemiche. Dietro alla Dinamo c’è un popolo che vuole sapere: ora il popolo della Dinamo sa e trarrà le proprie conclusioni.

giovedì 26 maggio 2011

domani


Appunto...e ora ? si domanda giustamente Luca nel post successivo.
Ora non sappiamo cosa accadrà, perché i dirigenti hanno annunciato la loro intenzione (non si comprende se l'intenzione è seria) di cedere la società Dinamo al miglior offerente. 
Non commento, dico solo che non si vende e non si compra una passione. Un giorno la verità salterà fuori, ed è veramente strano che in nove mesi una società di serie A sia rimasta priva di sponsor. Un fatto da considerarsi quanto meno anomalo. La Dinamo è un piccolo angolo di felicità in una realtà sociale non molto allegra, regala due orette di spensieratezza alle persone, offre aggregazione ai più giovani, amicizia anche a  chi giovane non è, fa sognare o disperare le persone intorno ad una bandiera.
Di questi play off, i quarti disputati dal 2008 fino ad oggi, mi restano dei bei ricordi. Un pezzo di retina tagliata dagli ultras come scalpo, una bandiera con qualche autografo, quelli ottenuti da giocatori assediati dai tifosi in festa, i biglietti di queste due indimenticabili serate, la felicità dopo la vittoria a Milano in gara1, la prima storica  di una squadra della Sardegna cestistica nel palazzo di Assago. Il delirio finale intorno alla squadra in festa, nonostante la sconfitta. La disponibilità di Dimitrios Tsaldaris,finalmente sereno, il sorriso  di Diener, la fretta di White The Champ, la statura di Hunter e le lacrime di Manuel Vanuzzo. Birra a fiumi, strette di mano, battute curiose, ragazze che toccano i loro idoli, foto ricordo, visi sudati ed eccitati, un momento di ubriacatura collettiva prima di scivolare nella notte più stanchi di prima. Ora le luci si sono spente, e il palazzetto resta vuoto...tornerà alle solite attività, il campionato di serie C1, il torneo internazionale di lotta, l'animazione estiva dei bambini...quelle tribune vuote sembrano irriconoscibili, dove c'era un coro ora solo silenzio, là dov'era attaccato uno striscione ospite  ci trovi solo un pezzo di nastro adesivo. Ventole girano stancamente lassù in gradinata. Mi fa una certa tristezza vedere il palazzetto deserto anche se penso che Sassari ha altre bellissime realtà sportive: la pallamano femminile, il calcio femminile, la Torres di calcio, il volley e tutto il resto.
Non ho molta voglia di commentare tutto quello che sta succedendo, sono stanco perché non ho mai sostenuto la squadra come quest'anno, la mia famiglia è stata chiamata ad uno sforzo ulteriore; restano ricordi indelebili, si trova tutto qui dentro, basta girare nel blog e troverete trasferte, foto, filmati, tutto ciò che può interessare. Mi è costata fatica farlo, l'ho scritto di notte perché di giorno lavoro. Volevo offrire un servizio e condividerlo, Luca mi ha capito e di lui mi posso sempre fidare, perché lo conosco a prescindere dalla Dinamo ed i blood brothers non si dimenticano...perciò, grazie a tutti per l'attenzione. 
Saluto con la Nazionale femminile di basket che si sta allenando a Taranto per i campionati europei. C'è pure la Wabara, la famosa giocatrice insultata, ormai cittadina italiana. 
Forza ragazze ! Giocate col cuore.


Ci risentiamo presto .... un ciao grande. 
(la foto è tratta dal blog di Marina Petrillo) 
Il calendario delle azzurre (additional round 3/8 giugno, qualificazione Europei)
4 giugno: Italia-Serbia (ore 17.15 diretta su RaiSport1); Romania-Germania
5 giugno: Italia-Germania (ore 20.30 diretta su RaiSport1); Belgio-Romania
7 giugno: Italia-Belgio (ore 20.30 diretta su RaiSport1); Serbia-Germania
8 giugno: Italia-Romania (ore 20.30 diretta su RaiSport1); Belgio-Serbia

mercoledì 25 maggio 2011

Dinamo stremata ma applaudita. E ora?

Travis Diener vs Mordente; sullo sfondo, il gruppo dirigente Dinamo


C'è voluto un po' per digerire gara4. Ieri non me la sono sentita di mettermi al pc per pigiare questi tasti neri. E' stata dura digerire una serie di playoff persa con merito, bisogna riconoscerlo, ma giocata con forti handicap. Milano è arrivata ai playoff sfiduciata, debole, nervosa, e la Dinamo ha vinto con un guizzo azzeccato e un po' di fortuna la partita dei sogni, gara1, senza il suo faro Diener. L'Olimpia poi ha avuto la grande fortuna di iniziare gara2 con un grande aiuto da parte dei sassaresi, che hanno segnato il primo canestro dal campo dopo più di 8 minuti di gioco, e là prima piano, poi sempre più forte, ha trovato fiducia, fisicità e gioco, imponendosi con autorità.

Peccato però. Se Diener fosse stato bene forse Sassari sarebbe tornata da Milano sul 2-0. Ma dobbimo ringraziare l'Anonima Picchiatori, che in Siena ha trovato un'impunita e indecente rappresentante, se Travis ha la schiena quasi del tutto rovinata e una gamba che oggi riesce a malapena a trascinare (senza dimenticare che anche in terra toscana, all'andata, Travis fu messo impunemente fuori uso: in quel caso ci passò la testa). Peccato poi che sulla scia della Mens Sana anche l'Olimpia abbia impostato le partite sul corri-e-picchia, mostrando la faccia tosta del mettersi indecentemente e pateticamente a protestare quando qualche fallo le veniva sanzionato, e lavorando praticamente impunita sui fianchi dei sassaresi, più leggeri e con panca più corta.

Gara4 è stata la fotografia di tutto ciò: White con la mano segata e fasciata da gara3, Hunter che viene gettato a terra e deve lasciare il campo zoppicando (quando tornerà la partita sarà compromessa), Sacchetti Jr. che viene rovesciato da Eze mentre va a canestro e cade sulla schiena, Diener - come detto - che non ce la fa (ancora grazie a Siena), e gli altri a correre come matti, fino a inciampare sulla lingua, a terra.

Milano non aveva bisogno di picchiare così, se avesse impostato la serie giocando bene da subito: il fatto è che davvero non c'era. Ma il blasone c'era, eccome, e si è visto. L'anno prossimo l'Olimpia se arriverà ai playoff la faremo giocare con la nazionale neozelandese di Rugby: sono sicuro che gli All Blacks spiegheranno due cosine ai milanesi.

E Peterson e le sue offese? Il timeout beffa di gara2, l'ordine in gara3 di tirare sulla sirena finale nonostante il +19, le mancate strette di mano in gara2 e 3 a Sacchetti, i finti giochi col cellulare (forse era un I-phone) e infine la presa in giro dei complimenti serviti sul vassoio a noi sassaresi ma solo dopo il passaggio del turno. Torni a casa Dan Peterson: io tiferò Cantù, e spero che vi asfalti per bene, con doppia bitumazione e lapide deridente sopra.

Grazie Dinamo. Coraggiosa, guascona, stremata. Hai avuto un pubblico che per tutto l'ultimo quarto di gara4 ti ha osannato nonostante la batosta. I nomi dei tuoi giocatori sono stati scanditi da più di 4500 anime, i cui cuori battevano all'unisono. Il tuo angelo custode Mimì Anselmi sorride da lassù, e ti guarda preoccupato, perché non ci sono buone nuove sul fronte sponsor. Non inganni la presenza di Perra ai playoff: non gliene importa niente della Dinamo se non per il fatto che lo fa splendere di luce riflessa. Se Cagliari avesse avuto una squadra nella massima serie con gli stessi problemi, avrebbe fatto il diavolo a quattro. Per noi solo qualche parole sciorinata come con un mangianastri.

Il futuro è buio, le voci che girano (e non citiamo) dipingono fosche colorazioni su un presente luminoso e gaio. Il recente passato ha un solo nome: Gloria. Gloria imperitura per una squadra che ha lottato fra mille infortuni e problemi (e qui l'AIAP dovrebbe farsi più di un esame di coscienza, su almeno 3 arbitraggi visti a Sassari [Bologna, Treviso e Montegranaro] per non parlare di altrettanti fuori casa, ma soprattutto sulla mole di multe con cui si è riempita le tasche).

Noi amanti della Pallacanestro - lo sport più spettacolare che esiste, altro che il calcio - e adepti del sacro culto Dinamo tratteniamo il respiro di fronte all'ennesima estate disperata, forse l'ultima, e quindi la più breve.

Forza Dinamo

lunedì 23 maggio 2011

un grande sogno biancoblu


gara3
Tanti bei ricordi di questa partita. Ma più di tutte mi piace questa foto: chi conosce bene il basket, chi lo vive nelle piccole palestre dei campionati dilettanti, nelle emozioni che sanno suscitare ragazzini velocissimi e ragazze che piangono dopo la sconfitta (o che esultano tutte insieme abbracciandosi) sa di cosa parlo. La Dinamo, sconfitta, si raccoglie in mezzo al campo e si dà un appuntamento in gara4. 
Ma la Dinamo non ha perso, ha vinto il suo scudetto ! Abbiamo vinto, perché siamo riusciti a portare 5000 persone dentro un palazzetto da ogni parte dell'Isola; abbiamo vinto, perché le nostre trasferte sono state vincenti, 30 punti in regular season e un sesto posto assoluto non sono frutto del caso; abbiamo vinto a Masnago, al palaMaggiò, a Bologna, abbiamo sbancato campi come Teramo, Cremona e Biella, ci siamo presi il lusso di battere la corazzata Siena. Noi abbiamo vinto nelle tante trasferte, visti con simpatia e rispettati da tutti, mai uno screzio o un malinteso con le opposte tifoserie.  
Ricorderò sempre di questa indimenticabile serie l'attesa spasmodica, la fila per ritirare i biglietti, i tanti discorsi con molte persone che condividono un'identica fede cestistica, l'ingresso al Palazzetto un'ora e mezza prima (con biglietto numerato, era davvero impossibile restare a casa in graticola !), le botte prese da James White, il sacrificio di Travis Diener, i tacchi alti di sua moglie Rose Mary, gli applausi a Dan Peterson e i fischi (fisiologici) ai giocatori milanesi, il boato assordante sui primi canestri Dinamo. Sassari ha un grande pubblico, immenso patrimonio umano, solida base per il futuro, e non voglio credere che davvero l'anno prossimo non si riesca ad allestire una squadra di serie A. La partita? Cosa posso dire, a me piace pensare che come un bel sogno (erotico ????) sia durata poco, un solo tempo; con la Dinamo in gran vantaggio, il pubblico entusiasta e Dan Peterson seriamente preoccupato.
Dinamo forte nel primo tempo, Olimpia fortissima nel secondo tempo, soprattutto nella quarta frazione. Le partite durano 40'. 
Il secondo tempo è stato esibizione di superiorità tecnica da parte della AJ Milano, costruita sui milioni di euro per puntare a scudetto ed Eurolega (sull'ultimo aspetto si sa come è andata a finire). Un giocatore come Hawkins (+ 28 val.), profondo conoscitore del basket italico, lo vorrebbe qualsiasi squadra, con la sua enorme capacità di difendere forte e poi di trovare lucidità in fase offensiva. "Fenomenale", direbbe un tale con seri problemi di statura. Giocatori come Mancinelli, Greer o Pecherov non li scopro certo io, e se questa squadra profondissima si permette il turn over lasciando addirittura in tribuna Petravicius, un senso ci sarà ... la Dinamo era stata costruita per combattere con onore  in regular season, i play off sono stati un meraviglioso regalo, diciamo che la "spia della riserva" si è accesa verso la fine di maggio, quando il calo fisico è più che evidente e mentre James White avrebbe voluto essere non qui ma nella sua Washington a riabbracciare la sua splendida famiglia. Hunter ha dimostrato più fondo atletico (mostruoso il suo +34 val.), MVP nei rimbalzi in questi playoff), ma vi è anche da dire che per tutto il campionato non ha ricoperto il ruolo scomodo di "sorvegliato speciale" delle difese avversarie come è invece accaduto più volte per "The Flight", e giocare con certi mastini alle calcagna non piace a nessuno. Bravi El Greco, giustamente elogiato da Peterson, e jack Devecchi, nel suo piccolo derby personale (doppia cifra per il lodigiano, un  bellissima soddisfazione per il ragazzo con forti legami in città, ma nativo di un luogo a 18 km da Milano).  
Un solo appunto su un comportamento discutibile (un coretto offensivo degli ultras contro la città di Milano, personalmente non l'ho udito, così come non aveva sentito insulti contro Brindisi, peraltro documentati inequivocabilmente su YOUTUBE): siamo contro le brutture che insultano la palla a spicchi, contro le porcherie viste avanti ieri in Cantù Varese, con derby regionali ridotti a reciproci insulti,  gente arrotata, macchine prese a calci, strutture di canestri fatte agitare da frustrati dei palazzetti durante la partita e tante cose che poco hanno a che vedere col basket vero.
Milano l'abbiamo sfidata l'ultima volta in gara agonistica (1992) quando la gran parte dei tifosi del "C" non era manco nata o era in fasce, ergo  si può dire molto umilmente che non siamo nessuno, o quasi in serie A ; allora, cari ragazzi, la "guerra per bande" con annessi e connessi fatevela voi. Io non ci sto.
Non gettiamo al macero la reputazione bellissima che ci siamo fatti in questo campionato, e pure prima, con la nostra tifoseria apprezzata e rispettata da tutti. Ci vuole tanto per costruire qualcosa di bello, pochissimi attimi per gettare tutto via e farsi male da soli. E' una delle cose certe che ho capito della vita !
Confido che queste mie parole saranno pienamente comprese senza possibilità di equivoci. 
In ogni caso, grazie Dinamo e grazie di nuovo ai tifosi organizzati.

i video sono del mitico Pinox!


Qui Cagliari....leggiamo su altri schermi e volentieri ripostiamo ;-)

23.05.2011 - ore 10:51
Cuore Dinamo: "La gente come noi non molla mai"


Il popolo sassarese sa vincere anche quando la Dinamo perde, Milano passa 91-72.

SASSARI. Certe partite non si possono seguire dalla tribuna stampa, devi viverle in mezzo alla gente, al centro del cuore sassarese, con l'orecchio poggiato sul battito di un palazzetto vivente, lì dove ogni coro emette la sua prima nota. Non c'è cronaca che tenga per un evento come quello di ieri, come se la cornice fosse stata spesso più importante del quadro. Sarebbe bello riuscire a trasportare quelle emozioni in queste righe ma è missione impossibile. Un palazzetto stracolmo come un uovo, capace di creare un'atmosfera surreale trasmettendo una carica pazzesca a questa Dinamo che brilla di luce propria. C'è tempo per un saluto a Mimì, lui che vive ancora nei canti della curva e nei cuori dei giocatori, lui che coccolava e viziava un po' tutti e che anche ieri avrebbe avuto qualcosa da insegnare. 
Tre, due, uno, via e c'è solo Sassari in campo contro una Milano quasi stordita. La gioia della gente è assordante, emozioni allo stato puro. E' una Dinamo a "trazione popolare" che gioca una bella pallacanestro divertendosi e facendo divertire. Difende forte, corre in contropiede, si carica con le triple, Sassari arriva anche a +8 e chiude la prima metà della gara in vantaggio per 43-37. Sembra tutto possibile e tutti ci credono. Ma il sogno, proprio come i più belli, non dura molto. Appena quei quindici minuti dell'intervallo, il tempo di mangiare una pasta. Già, perché in curva passano anche le paste gratis che, anche se spariscono in un "amen", la dicono lunga sulla coesione e lo stile di questa realtà. In campo e fuori. Alla ripresa purtroppo Milano dilaga. Sassari non trova più la via del canestro e i tiri dall'arco si infrangono tutti sul ferro uno dopo l'altro. 
I ragazzi di coach Sacchetti non riescono neppure ad avere quell'intensità difensiva che aveva permesso loro di far finta che personaggi come Mordente, Hawkins, Mancinelli non si chiamassero più così. E invece poi è proprio Mordente, la razionale sicurezza di Dan Peterson, a segnare i canestri importanti che consentono a Milano di svegliarsi dal torpore iniziale. E così l'aggancio e il sorpasso milanese al terzo quarto chiuso 63-66 per gli ospiti. Sassari è fisiologicamente stanca. 
L'ultima frazione è quella più drammatica. E proprio ora si nota la maturità del popolo della Dinamo: "la gente come noi non molla mai", quasi come se non fosse più tanto importante quello che succedeva in campo. Certo, qualche muso lungo per chi (come il cronista, ndr) aveva fatto duecento chilometri per esser presente a questo evento e avrebbe magari voluto percorrere gli altri duecento di ritorno con una vittoria nel cuore e un sogno che è nel cassetto di Sassari ma anche di tutta la Sardegna. Gli ultimi minuti non rendono giustizia a quello che la Dinamo aveva mostrato di sé e Milano scappa via lontana. Ma non importa: "Dinamo, non ti lasceremo mai" grida la curva.

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Autore: Andrea Balestrino per Isola basket.

domenica 22 maggio 2011

Milano stravince un gara segnata: 2-1

Milano lascia il campo tra gli applausi in regular season
Troppo cotta la Dinamo oggi, e pure sfortunata, mentre Milano ha azzeccato tutto. Forse bastano queste poche parole per spiegare la partita di oggi.

Sassari è scesa in campo col coltello fra i denti e ha azzannato la partita, senza riuscire però ad ammazzarla: ogni minibreak dei padroni di casa è stato subito compensato dal controbreak ospite. Il primo tempo è volato via con del gran basket da ambedue le parti, finalmente una partita vera e ricca di belle giocate. Poi nel secondo tempo sono girate contemporaneamente troppe cose: Diener ha risentito dei postumi del recente infortunio, White si è ferito alla mano e non ha più messo un punto, mentre Milano ha trovato il bandolo della matassa contro la zona sassarese (ci hanno messo due partite e mezzo, troppe, ma ce l'hanno fatta, amen). Tutto ciò ha spostato gli equilibri a favore degli ospiti, i quali proprio coi quintetti bassi (Eze e Rocca presto con 3 falli sul groppone, causa alta falegnameria) hanno creato maggiori difficoltà alla Dinamo.

Ho sentito per telefono due persone: una ha sentito la radiocronaca dalla parte milanese, l'altro dalla parte sassarese. Il primo ha sentito più di una lamentela su un presunto arbitraggio casalingo: stia tranquillo ogni milanese che leggerà queste righe, sono panzane. Milano si è vista abbuonare due falli tecnici sacrosanti (fra l'altro alla panchina: Peterson era da codice penale) evidenti e ha goduto del bonus-contatti anche oggi: lo stesso tipo di contatto non è stato sanzionato mai alla difesa biancorossa, mentre quella biancoblu è stata punita oltremisura. La Lega con L'AIAP dovrebbero mettere per iscritto questa regola che già vige per consuetudine: il blasone conta, purtroppo è così. Il secondo amico ha invece sentito la radiocronaca di casa: anche lui si è lamentato tantissimo, ma del radiocronista (a Sassari sappiamo tutti chi è): "Non ha descritto un'azione ed era scandaloso, è una vergogna che parli in quel modo" (non mi stupisce, quando è capitato a me sentire le radiocronache di casa ho sentito prurito alle mani), insomma: una vera indecenza, come è consuetudine purtroppo.

Ma torniamo alla partita. Milano ha una panchina lunga, e può ruotare tutti gli stranieri che vuole: è stata programmata per giocare ogni 2-3 giorni e la sua freschezza oggi si è vista, perché ha portato lucidità nei momenti topici. La Dinamo ha sempre gli stessi uomini (budget limitato per i motivi che conosciamo) e questi hanno la spia accesa. Quando Sassari c'è fisicamente, se la gioca con tutti, in caso contrario sono dolori.

Passiamo ai singoli. Per Milano non è facile trovare un migliore. Diciamo che i 9 assist di un ritrovato Jaaber hanno spinto l'Olimpia più delle 12 triple messe a segno dagli esterni milanesi. Nota di merito per Pecherov, il vero jolly della serie: assente per scelta tecnica in gara1, ha cambiato la serie.

Per la Dinamo invece un nome su tutti: Othello Hunter. I suoi 18 punti e 14 rimbalzi sono stati linfa vitale per la Dinamo nei momenti di difficoltà. Nota di merito per Devecchi e Tsaldaris: Jack nel primo tempo e Dimitrios nel secondo hanno fatto quello che non è riuscito a fare White. 7 assist da Travis Diener, e se consideriamo che ha giocato con una gamba allora valgono di più. Niente da dire sugli altri. Ricordo solo che la Dinamo in gara1 ha mandato tutti a referto, infatti ha vinto.

Infine Dan Peterson: le sue sparate sugli arbitri sono state lasciate passare in cavalleria, evidentemente anche lui ha un bonus speciale che per l'AIAP conta (ah, l'AIAP passerà alla cassa anche oggi, le proteste dei tifosi di casa porteranno una bella multa, ma devono far cassa se no non mangiano, poverini). E alla fine una nuova beffa. I più attenti ricorderanno che due giorni fa in gara2 Peterson chiamò timeout a pochissimi sceondi dalla fine sul +10, mancando di rispetto a Sacchetti e alla squadra (oggi si ha preso molti fischi, tutti meritati). Anche oggi però è arrivata un'altra porcheria: Milano sul +19 ha avuto l'ultimo possesso, Greem ha superato la metà campo fermandosi e facendo cenno che bastava così, quindi tutti si son fermati aspettando la fine. Peterson invece gli ha urlato di tirare e Greem ha obbedito, lanciando una tripla allo scadere e beccandosi sguardi torvi dai sassaresi in campo e insulti sagli spalti... Anche oggi poi come alla fine di gara2, Peterson appena la sirena ha mandato tutti sotto le docce ha tirato fuori dalla tasca il cellulare e si è messo a fare non si sa che cosa, girando le spalle ancora una volta a Sacchetti e allo staff di casa: forse ha paura di contrarre qualche rara malattia, stringendo le mani ai sassaresi, come per esempio la "sportività", grave malattia da cui noi siamo affetti, lui invece è sanissimo.

Martedì si gioca gara4, e stavolta la Dinamo sentirà la pressione, ma chissà: magari per una volta (almeno una) non avrà i suoi americani debilitati dagli infortuni.

venerdì 20 maggio 2011

La partita più brutta giocata sui nervi premia Milano: 1-1

prepotentemente Brian !
Oggi la Dinamo e i suoi tifosi hanno capito bene cosa significa giocare senza Travis Diener, fra l'altro un americano: l'assenza del play NBA oggi si è sentita tantissimo... tante, troppe palle buttate sulle mani dell'Olimpia che ha punito con i suoi contropiedi i lenti rientri dei sassaresi, forse paghi della vittoria di gara 1. Pinton può fare le pentole una volta, poi basta.

Ma cosa ha preceduto tutto questo? Un incontro stamattina vicino al Duomo di Milano fra una delle tante tifose sassaresi in trasferta in terra lombarda per la partita e Travis Diener, che ha detto: "Io sto bene, ma non decido io se gioco". E poi anche le parole della società sull'essere contenti di "regalare" ai tifosi "due partite" a Sassari! Sull'1-0 questo i Mele non dovevano dirlo, perché la gente non è stupida e sa fare due più due. Detto questo, in un clima così non è stato facile per la squadra scendere in campo, e infatti la Dinamo ha segnato un solo punto in mezzo primo quarto, è stato facile allora per Milano prendere la testa della gara da subito e mantenerla per tutta la partita (rimonta finale a parte, per altro rintuzzata bene).

Milano oggi ha vinto senza i punti di Jaaber e Mancinelli, e con due soli uomini in doppia cifra... ma ha vinto perchè tutti sono andati a referto, e perché il metro arbitrale ha sì punito più i milanesi dei sassaresi, ma ha anche mostrato discontinuità di giudizio. In partite così male arbitrate chi picchia di più la spunta: Milano è più grossa, ha la panca più lunga, DOVEVA vincere. Questi sono i playoff, baby!

Peccato però: se Tsaldaris avesse messo qualche punto in più e White non avesse litigato con la linea della carità forse la Dinamo avrebbe vissuto un'altra serata di gloria. Eh sì, perché Milano ha giocato davvero male, e solo quando nel finale - in piena rimonta della Dinamo - ha messo i tiri che avantieri le sono usciti ha chiuso in scioltezza. Milano però oggi ha tirato meglio da due, da tre e ai liberi: ha quindi meritato la vittoria. La Dinamo è riuscita a colmare il gap a rimbalzo bene, ma i problemi erano altrove, appunto nella gestione del gioco. E poi non aver segnato nessuna tripla nel primo tempo ha pesato tanto, anche perché alcune di esse erano errori su tiri ben costruiti.

La cosa più brutta di stasera però è stata un'altra: il time-out chiamato a una manciata di secondi dalla fine da Peterson. Chi conosce bene il basket sa perfettamente che quello è il modo per umiliare coach e squadra avversaria, e infatti Meo Sacchetti non ha partecipato al minuto di sospensione dalla sua parte, ridendo amaro sotto l'occhio della telecamera, e alla fine i due allenatori non si sono stretti la mano: Peterson giocava col cellulare voltando ostentatamente le spalle a tutti, mentre Sacchetti ne diceva due a Giorgio Valli. Pazienza: lo "stile" Peterson l'ha dimenticato. O forse voleva mandare qualche messaggio a Sacchetti e alla Dinamo, ma stia tranquillo: a Sassari sarà accolto come ha mostrato di meritarsi.

In ogni caso Peterson non merita Milano e Milano non merita Peterson: non c'è dialogo fra loro e il non-gioco dell'Olimpia ne è la prova. Per fortuna che hanno il blasone e i soldi, beati loro. A Sassari sarà battaglia, speriamo in due terne arbitrali all'altezza.
Vanja Plisnic di nuovo positivo: da lui bombe e rimbalzi
Vanuzzo e Matteo Samoggia ringraziano i 200 tifosi sardi che hanno
scaldato la fredda atmosfera del Mediolanum Forum 

giovedì 19 maggio 2011

Senza Travis Diener la Dinamo sbanca Milano!

Il Commando ad Assago (MI)
I corsari biancoblu colpiscono ancora, nel tempio di Assago !
Quando ero ragazzino seguivo sulle reti commerciali le finali NBA fra i Celtics e i (miei) Lakers. Quando una delle due squadre vinceva in trasferta, Dan Peterson urlava qualcosa come: "Loss Angelesss sbaanca Booston Gaaardeen!". Il destino ha voluto giocare un brutto scherzo al più grande commentatore del basket in Italia (dopo la dipartita di Aldo Giordani), e la sua Milano, la plurimilionaria Milano che all'ultimo compra un americano nuovo di zecca per i playoff, ha perso una partita incredibile contro la matricola pestifera Dinamo.
Facciamo un passo indietro, anzi due. Al PalaSerradimigni la Dinamo incontra la corazzata Siena e vince una partita pazzesca, con tutta la sua forza di volontà, la sua unione di gruppo, e la cristallina tecnica dei suoi leaders, Meo Sacchetti in primis. Sugli spalti è "festha manna": i tifosi si abbracciano proprio come fecero un anno prima alla fine di gara 4 dei playoff contro la Prima Veroli, e i giocatori fanno il giro del campo per salutare da vicino tutti ,ma proprio tutti i tifosi.
Un passo avanti allora. La Dinamo vola a Cremona, che dopo una stagione difficilissima causa infortuni si è salvata in extremis ma è fuori dalla lotta per i playoff, e la Dinamo sfodera un'altra prestazione maiuscola, conducendo una partita in crescendo: quando allo striscione dell'ultimo chilometro Sassari mette la freccia e sorpassa i padroni di casa, non si guarda più indietro e vince davanti a un centinaio di tifosi irriducibili che sono in estasi sugli spalti. Non appena arrivano i risultati dagli altri campi la festa continua: Sassari giocherà i playoff contro Milano.
Mai una squadra all'esordio nel massimo campionato era arrivata sesta, Napoli anni fa giunse settima, ma la Dinamo batte il record e con niente da perdere è pronta al singolar tenzone del post season. L'accoppiamento con Milano fa storcere il naso: l'Olimpia di coach Peterson è la squadra che ha dato maggiori problemi al quintetto di coach Sacchetti nella regular season, con due vittorie abbastanza nette. Ma è anche vera una cosa: Milano per tutta la stagione è stata falcidiata dagli infortuni, ha vissuto un cambio di timone alla sua guida, e nel finale di stagione ha giocato davvero male, quindi vive su equilibri piscologici e tattici precari.

Eccoci quindi alla partita di ieri. La tegola che cade sul capo di Sassari è esiziale: Travis Diener, che aveva voluto giocare a Cremona a tutti i costi dopo il doppio body-check subito dalla violenta difesa senese che gli ha causato grossi problemi alla schiena, è nei dodici ma non entra in campo. Sacchetti Sr. lo vuole tenere a riposo perché giocando ogni due giorni non ce la farebbe. Tutto farebbe presagire una passeggiata per Milano e invece... Pinton sfodera la sua migliore partita da quando è a Sassari proprio nel momento della necessità, mostrando di avere due spalle larghe così! 11 punti, 4 assist e i due tiri liberi che hanno dato la vittoria a Sassari!
E pensare che il sempre costante "zio Vanja" Plisnic ieri proprio non c'era (se non a rimbalzo) e che i due colored hanno sofferto tantissimo la fisicità dei pari ruolo avversari. Eppure la Dinamo ha vinto. Ha vinto per la maggiore volontà, per aver potuto giocare "leggera" come aveva sinistramente presagito Dan Peterson avantieri, ha vinto perché tutti i 9 che sono scesi in campo hanno messo punti a referto, e perché ha tirato meglio da due, da tre, e ai liberi. Milano ha vinto a rimbalzo e nel saldo perse-recuperate, ma ha mostrato di essere troppo dipendente dal duo Jaaber-Mancinelli: usciti i due per 5 falli a pochi minuti dalla fine l'Olimpia si è sfaldata, chinando il capo alla rimonta e al sorpasso sul filo di lana di una Sassari più precisa e solida nei momenti topici del match.
Lo sottolineo ancora: la Dinamo ha giocato senza Diener, e Sassari non ha i soldi di Milano per comprare chi vuole e quando vuole, sia chiaro. Qui si gioca senza sapere cosa porterà il domani, con la chiusura delle danze dietro l'angolo, e si vive di voci (preciso: VOCI) di chi avrebbe visto alcuni mesi fa la Kinder Ferrero voler acquistare quote sociali e sponsorizzare per un anno la squadra, col diniego dei Mele (sempre bravi a lamentarsi, ma sinceri quanto?). Qui non si sa cosa porterà il futuro prossimo, Milano, invece,in  parterre ha Giorgio Armani... la differenza è nettissima.
Ora siamo 1-0, e Milano ha tutta la pressione del mondo, ma anche tutte le capacità per rimettere in sesto la sua serie contro Sassari. Domani la partita sarà trasmessa da Sky, quindi non saremo costretti a sentire la radiocronaca di due persone che ieri sera hanno detto di tutto. Non mi dilungo oltre, chi era attaccato alla radio sa di cosa parlo (ma è vero anche che il nostro radiocronista è altrettanto di parte, se non peggio).
Forza Dinamo, sempre ! 
Piazzale Segni, last night:
I nostri meravigliosi tifosi al Forum di Assago, ieri notte: 

ci temono2:


"Faccio appello al pubblico di Milano. A chi mi ferma per strada e mi ricorda ancora la rimonta contro l’Aris Salonicco, a coloro che ieri sera non hanno visto una buona partita da parte nostra, a quelli che affollavano i palazzetti negli anni ’80: a tutti loro chiedo di venire al palazzo domani sera e sostenerci in questa partita così importante per il nostro cammino”. Così coach Dan Peterson prima di gara2 contro la Dinamo Sassari “Abbiamo bisogno del calore della nostra gente, anche di quelli che ieri sono tornati a casa delusi per la nostra prestazione e con i quali mi scuso. Io ho spiegato ai miei giocatori cosa significasse avere un palazzo pieno nella mia precedente carriera di allenatore, e vorrei davvero che anche loro avessero il privilegio che ho avuto io, e cioè poter contare sull’appoggio del grande pubblico di Milano, che nei momenti di difficoltà ha sempre aiutato la sua squadra”. Una definizione per la partita di domani sera: “Mi hanno chiesto diverse volte quale sia stata la partita più importante della mia vita: ho sempre risposto che sarebbe stata la successiva che avremmo giocato. Quella di domani sarà la partita più importante della mia vita”. coach Dan Peterson, 19/5/2011
Palla a due alle 20.15, diretta tv su Skysport e su Radiohinterland. Aggiornamenti in tempo reale su sito www.olimpiamilano.com, su facebook e twitter.


Ufficio Stampa Pallacanestro Olimpia Armani Jeans Milano

mercoledì 18 maggio 2011

in the FAST LANE




Emanuele Rotondo su gara1
IL VIDEO dell'apoteosi di Cremona (82-88)
Attenzione, oggi scatta il "D" DAY, il giorno magico dei play off per la Dinamo. La parola d'ordine è cautela, rispetto assoluto per Olimpia Milano ma non timore: siamo in ballo e ora "balliamo".
Un fatto è sicuro: la Dinamo ha giocatori capaci di esaltarsi nel post season, in primis James White, che un giorno sì e l'altro pure chiedeva quale fosse la fatidica data di inizio dei play off, e Travis Diener, ribattezzato su SuperBasket "Aladiener" per la sua capacità di inventare soluzioni in campo estraendole da una magica lampada. Altri personaggi capaci di colpire duro sono Hunter, in straordinaria forma, e Plisnic, un po' punito dai falli ma concreto come sempre.
In particolare, il giocatore del Wisconsin pare fatto di ferro: toccato duro contro MPSiena, probabilmente vittima di un'ernia, ha saltato il secondo tempo ma si è ripresentato tosto come un leone - tougher than the rest - sul campo di Cremona, conducendo la sua Dinamo alla meritata vittoria e mettendo a segno importanti canestri. L'uomo play off , secondo me, sarà lui.
Travis corre sulla "corsia veloce": gran passatore, è abituato ad imporre ritmi vertiginosi all'attacco, e sono certo che può essere ancora una volta l'uomo risolutivo in casa biancoblu. Oltre -ovviamente - a White che vorrà rifarsi visto che in regular season proprio contro l'Olimpia non aveva particolarmente brillato, a causa di una marcatura asfissiante e di falli al limite del lecito di Hawkins. . 
Intanto, da Milano aspettano senza distrazioni l'inviata speciale Dinamo:

coach Dan Peterson su gara1:
"Chi sostiene che abbiamo pescato bene nell'accoppiamento dei playoff con Sassari, commette un errore grave". Così coach Dan Peterson alla vigilia di Gara1 dei playoff tra Olimpia Armani Jeans Milano e Dinamo Sassari. "Sassari è un'ottima squadra, che ha fatto un grande risultato e che ha tre giocatori come Diener, White e Hunter che sono in grado di fare la differenza". "Paradossalmente - continua Peterson - un altro tipo di accoppiamento avrebbe costretto la nostra avversaria a fare i conti con un po' di pressione, mentre Sassari, come ha detto coach Sacchetti, può giocare leggera. Sostenere però che la Dinamo abbia già fatto il suo campionato e che verrà a Milano in gita è un'assurdità e mi aspetto un'avversaria molto tosta che cercherà di sorprenderci soprattutto nella prima partita. Noi dovremo fare molta attenzione al loro contropiede, cercare di limitare Diener e contenere le iniziative di White. Sarà una serie dura, per altro Sassari ha battuto Siena ed è stata in grado di mettere in difficoltà tantissime squadre. Ci sarà da lavorare duro e sudare per passare il turno".
Ufficio Stampa Pallacanestro Olimpia Armani Jeans Milano 

Ci temono !
Questo può significare che Armani Jeans vuole iniziare bene la serie, sulla base del vecchio adagio secondo cui chi vince gara1 ha in mano buone carte per portare a casa la serie (regola che non sempre viene rispettata, vista l'insondabilità fisiologica dei play-off, basta pensare a cosa accadde a Veroli l'anno scorso nella fase finale contro la Dinamo...).
Certo, oggi la Dinamo dovrà sostenere l'assalto dell'Olimpia, che partirà disponendo tutto il suo potenziale in termini di fisicità di fronte al  pubblico di Assago, stanco di finali perse e in attesa di un nuovo scudetto che manca da troppi anni.
Noi, con la nostra umiltà, lo "scudetto" (salvezza+play-off) lo abbiamo già portato a casa; non mi avventuro in pronostici stile "frate indovino" e del resto a settembre avevo osservato che tutto ciò che sarebbe venuto in più, sarebbe stato un meraviglioso regalo per i sassaresi: è quello che è poi avvenuto, sono contento del fatto che ho creduto ancora una volta nella Dinamo e nel progetto.
Di certo, vincere almeno gara2 a Milano sarebbe un risultato eccellente, o quanto meno vincere una partita, magari gara3 al palaSerradimigni domenica prossima. Il fuoco della passione dovrà bruciare dalle 20,30 in poi per "scaldare" i furori dei biancoblù. 
Una vittoria ci proietterebbe sulla "fast lane", darebbe ulteriore carica alla squadra e si sa come funzionano i P.O., spesso una vittoria convincente moltiplica in modo geometrico le capacità della squadra (è sufficiente pensare a quanto avvenuto l'anno scorso contro Junior Casale e Veroli, ma si dirà, giustamente, quella era la Legadue e questa è la serie A...).
Allora, Forza Dinamo ! Hic sunt leones, come nelle nostre migliori serate. Ma col sorriso sulle labbra, siamo belli ;-)