domenica 27 marzo 2011

Dinamo - Cantù: una grande prova

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La partita più intensa. La grande e blasonata Cantù è venuta a Sassari per i 2 punti e ha fatto suo il bottino, ma con enorme fatica. Oggi l'Italia cestistica che guarda Sky ha visto e finalmente capito cosa significa respirare l'aria del Palaserradimigni. Un tifo incredibile a sostegno dei colori sociali, un grande impegno profuso in campo, seppure con qualche sbavatura. Oggi abbiamo avuto la conferma che con arbitraggi equilibrati la Dinamo può giocarsela con chiunque, ed è stata la differenza nella lucidità degli ultimi possessi a far pendere l'ago della bilancia dalla parte sbagliata (per noi sassaresi).

La terna arbitrale oggi ha visto bene di non applicare (se non in una sola occasione) la regola dei 3 secondi in area, così Cantù ha costruito una quindicina buona di punti gratis, cui si sono aggiunte nel finale delle triple impressionanti. La Dinamo è arrivata al finale gestendo in maniera rivedibile gli ultimi 3 possessi. I primi due con White - lasciato solo - spinto verso raddoppi deleteri (in uno onestamente c'era fallo, e non saremmo qui a lamentarci per la sconfitta) e l'ultimo con l'unica difesa decente su Diener, che ha scaricato male su White il quale ha sbagliato il peggiore tiro che si poteva prendere in quel frangente: la tripla dall'angolo (tirata con una mano del difensore a spingere sul fianco, ma questo l'arbitro, che era lontanissimo - meno di un metro! - non l'ha visto).

Fino a quel momento la partita ha vissuto grandi sprazzi di rara intensità, con ottimi contropiedi e scintille sotto le plance. Leggermente in ombra Mazzarino, protagonista annunciato della vigilia, che ha segnato quasi tutti i suoi punti quando De Vecchi era sulla panca a rifiatare. In grande spolvero Travis Diener, che dopo la prova opaca di Brindisi (ma aveva la giustificazione di una pessima condizione fisica per noie muscolari) oggi ha portato a spasso i diretti marcatori, mandandoli al bar spesso e volentieri, segnando molto e facendo girare bene il gioco. Sotto tono White (sempre portato su raddoppi) e Hunter (che ha sofferto la fisicità di Marconato, il quale quando non si corre è deleterio). Male Tsaldaris: una partita ottima ogni cinque è davvero poco. Benissimo Plisnic (doppia-doppia per lui), che ha avuto l'unico neo nel non tenere bene la palla facendosela scippare 3 volte. Gli altri appena sulla media.

Annunciamo oggi due modifiche al regolamento (dato che qui a Sassari è quello che si vede già da tempo): se giochi per una squadra blasonata e sul campo di Sassari, puoi mandare a quel paese gli arbitri, essi tanto andranno a provocare i giocatori di casa nel possesso successivo per inspiegate ragioni. Seconda nuova regola: la gabbia del coach, tracciata davanti alla panchina, non conta più niente (prima c'era la sanzione del fallo tecnico)... Trinchieri e il suo vice hanno passato metà del secondo tempo al tavolo a disturbare i discorsi degli arbitri con gli ufficiali di campo. Ricordiamo poi quanto visto oggi per i tre secondi.

Peccato. Peccato davvero: oggi si poteva vincere.

Una nota sulla tifoseria ospite: gran tifo e colore in tribuna, ma sarebbe il caso di evitare l'arrivo nei palazzetti già ubriachi, sarebbe il caso di non glorificare i diffidati con cori inneggianti... se un tifoso è diffidato vuol dire che ha violato la Legge, e non ha scuse. Saremmo poi curiosi di leggere il referto arbitrale, perché nei momenti di silenzio di alcuni time-out si sono sentiti insulti di ogni tipo sulla terna arbitrale provenienti dal settore ospite.

Ora tutti attaccati al televideo: Montegranaro riceve Brindisi. Noi non facciamo come i giornalisti, che basta poco e già parlano di playoff, noi rimaniamo coi piedi per terra.

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giovedì 17 marzo 2011

felice di essere italiano !

Mi sento italiano perchè...
perché questo è il Paese di Giuseppe Verdi, Primo Levi, Leonardo Da Vinci, Giuseppe Mazzini, Goffredo Mameli, Piero Calamandrei, Antonio Gramsci, Piero Gobetti, Giuseppe Garibaldi, Partigiano Johnny, Pier Paolo Pasolini, Enrico Berlinguer, Sandro Pertini, Salvo D'Acquisto, Mastroianni, Troisi e Anna Magnani, Dino Zoff, Gaetano Scirea, Carlo Azeglio Ciampi...e di molti altri che l'hanno reso grande nel corso dei secoli.
Mi sento italiano perché a volte mi piace lasciare la nostra grande isola e parlare con persone uguali a me, con la stessa storia, la stessa cultura, la stessa lingua (e diversi tipi di cucina !).
Mi sento italiano perché per me l'Italia non è un muro opprimente o una prigione, è un bel ponte sul Mediterraneo e sull'Europa...e chi vuol costruire frontiere, steccati, nazionalismi basati su grette ideologie non è in pace con sé stesso, non è in pace con chi viene da Oltremare. Vive di paure e cerca di inculcarle negli altri.
Mi sento italiano perché la nostra storia è antica, assolutamente italiana...non avremmo mai potuto essere spagnoli, tantomeno tedeschi. Siamo inseriti in una comunità nazionale, l'isolamento ha sempre portato arretratezza culturale, disoccupazione e miseria.
Mi sento italiano perché se vado all'Estero, vedono che sono italiano e spesso mi sorridono.
Mi sento italiano perché mio nonno paterno ha fatto la prima guerra mondiale, era nel reggimento Brigata Sassari per mettere il suo piccolo mattoncino che serviva nella costruzione dell'Italia; lui è tornato, però molti altri non sono tornati e purtroppo li ha visti morire; loro non avrebbero mai immaginato che un brutto giorno altre persone, dalle loro comode poltrone pagate dagli italiani, sputassero sul tricolore e sullo Stato italiano.
Mi sento italiano perché mio padre nel 1944 era nell'esercito del Sud, quello di Badoglio, e per pochi mesi non fu implotonato nell'esercito fascista. Era con gli inglesi , dalla parte giusta, non da quella della tirannide, e sono contento perché i suoi sacrifici hanno reso l'Italia più libera e affrancata dall'oppressione. 
Mi sento italiano perché sono un patriota, non un nazionalista; non mi piace chi impone la propria colorata bandiera, non mi piace l'Europa divisa in tanti particolarismi, ciascuno chiuso nel proprio pollaio di egoismo. Mi sento cittadino del mondo, posso essere in Corsica o in Australia e trovare un amico, non mi importa da dove viene, di che razza è e quale bandiera tiene in mano.
Mi sento italiano e sardo perché la Sardegna ha dato tanto a questo Paese. 
W l'Italia unita e libera ! W Garibaldi !



versione originale di Massimo Bubola:






e questa è una lettera (vera) su una storia (vera) accaduta ad un collega.

Un caro saluto a tutti.
Non scrivo spesso sulle mailing list ma qualche giorno fa ho vissuto un episodio familiare che mi ha inorgoglito e commosso e che voglio condividere con i colleghi che avranno la pazienza e la voglia di leggere questo messaggio.
Lunedì scorso, dopo essere tornato a casa dall'Ergife, reduce da una relazione ad un corso del ____ che mi aveva impegnato la mattinata, ho stranamente trovato il tempo, nel pomeriggio, di andare a prendere mio figlio, che frequenta la seconda elementare, all'uscita dalla scuola.
Prima di lui mi è venuta incontro la maestra che mi ha riempito di complimenti, dicendo che in classe avevano parlato della festa dell'Unità di Italia e che Mattia (mio figlio) aveva riferito a tutti, con dovizia di particolari, come l'Italia era stata unita, mostrandosi informato anche sui dettagli.
Tornando a casa, gli ho chiesto dunque cosa avesse detto e Mattia mi ha risposto, grosso modo, nei seguenti termini: << papà, ho semplicemente detto che Garibaldi e suoi soldati erano partiti dalla Liguria con due navi, il Piemonte e il Lombardo; si erano fermati ad un distributore in Toscana a fare benzina (proprio così); erano sbarcati in Sicilia dove avevano combattuto contro i Borboni, che avevano pochi cavalli; dopo molte battaglie erano arrivati in Calabria e si erano diretti verso Napoli costringendo il re Francesco a scappare nello Stato della Chiesa, ma senza cavalli; a quel punto Cavour aveva chiamato il re Vittorio Emanuele e gli aveva detto di salire su un cavallo bianco e di partire per Napoli perché c'era il rischio che Garibaldi invadesse anche lo Stato della Chiesa, provocando l'intervento del re di Francia, che aveva molti più cavalli del re vittorio Emanuele e che era molto amico del Papa. Garibaldi prese un cavallo marrone e andò incontro al re, lasciandogli il comando. Poi, siccome aveva fame si fermò a mangiare un panino al formaggio. Dopo alcuni anni, siccome il re di Francia aveva perso i suoi cavalli, Roma potè essere unita all'Italia. Ma ci vollero molti più anni perché gli italiani fossero veramente liberi. Ci vollero altre persone che, salite sui loro cavalli, dissero che bisognava fare la Costituzione e che, prima di scendere, dissero che noi ragazzi avremmo dovuto difenderla>>.
Sbigottito dalla risposta, gli ho chiesto chi gli avesse detto tutte quelle cose. E lui: << me le ha dette nonno, quando ancora era vivo. Nonno mi disse anche i nomi di queste persone, ma io, papà, non me li ricordo. Anzi, me ne ricordo solo uno, si chiamava Calamandreo, nonno ne parlava spesso. Se non sbaglio era lui che aveva detto che i ragazzi devono difendere quella cosa che essi avevano fatto prima di scendere dai cavalli e che avevano chiamato la Costituzione>>.
Vi potete immaginare cosa ho provato.
Mi piacerebbe che tutti bambini parlassero coi loro nonni e che questi, magari, ci facessero il piacere di morire un po' più tardi.

P.S.

martedì 15 marzo 2011

dal ASG al destino del basket pro



Rassegna sulla kermesse di Assago.

La partita : All Star Team-Italbasket






cosa succede nella Lega basket ? Buona lettura .
All Star Game, fiocco rosa. Nasce la maxi serie A. La verità su Sky
12.03.2011 14:57 di Roberto Bernardini 
www.pianetabasket.com

Dopo i rumors adesso la Lega mette le carte in tavola nella riunione prevista per lunedì a Bologna. Un passo indietro. Alla vigilia dell'All Star Game di Milano, il primo dell'accordo fra Fip e Rcs, trapela una notizia (pubblicata ad hoc?) sul Corriere dello Sport e Tuttosport. I due quotidiani sportivi sostengono che si sta andando verso una vera rivoluzione per il futuro della pallacanestro italiana, una Grande Riforma (sic) che vorrebbe portare la serie A a 20 o addirittura 22 squadre, magari dividendole in due gironi. Così sparirebbe la Legadue professionistica trasformandola nel primo calvario tra i dilettanti, se non magari farla defungere del tutto.
Fatali i commenti e le opinioni. Un premio per le attuali migliori squadre di vertice con l'aggiunta di società danarose (Reggio Emilia o e Verona, per esempio, che al vertice ora non sono) anche se bisognerà capire chi finirà nel Campionato di Sviluppo programmato dalla Fip già per la prossima stagione (ma con quante e quali formazioni e wild card?).
La Legabasket (Serie A), si dice, sarebbe disposta a tutto purché venga riscritto il regolamento sull'eleggibilità dei giocatori ed ottenere il famoso 6+6 di cui s'è già discusso, ovvero 6 stranieri + 6 italiani senza alcuna distinzione tra comunitari ed extracomunitari.
Di questa rivoluzione si è parlato certamente nel Congresso Federale di Milano, nulla è stato però riportato nel comunicato dei lavori, e la curiosità si concentra sull'Assemblea di serie A di questo lunedì a Bologna che sarà aperta da una relazione del presidente Renzi che aggiornerà i 16 club di ulteriori proposte che sarebbero arrivate in senso migliorativo. Si parlerà di "blocchi retrocessione", ma che la Federazione non vede di buon occhio anche, magari, per un anno solo.
La Legadue, da parte sua si ritroverà in assemblea tra un mese e si oensa che per la prima volta le due Leghe si trovino d'accordo su molti punti, spinte da un unico interesse, quello di trovare una via nuova, dopo che per anni han diviso le fazioni. Ma di fronte alla crisi economica generale, e di troppi clubs in particolare, si potrebbe arrivare al classico compromesso italiano che ha sempre portato rovine anziché benefici.
Secondo Pianetabasket.com che invita i lettori a esprimere un parere sull'argomento (e che verranno pubblicati), sarebbe necessario creare un'assemblea a vasto raggio o un Comitato di Saggi che, per mero interesse del bene della pallacanestro, evitino tanto scompiglio e fughe in avanti. E adesso lasciamo il commento del nostro opinionista.

IL GIGANTE-TOPOLINO PARTORISCE LA MONTAGNA...
di Enrico Campana

Questi lunedì l'assemblea di Legabasket valuterà il progetto, che probabilmente è già suo (nel senso che l'accrocco è stato studiato e metabolizzato dalle leghe di comune accordo). Progetto lanciato incautamente, all'italiana, col pissi bau bau senza una bella conferenza ufficiale approfittando dell'evento di Milano. Quale miglior occasione proprio, dell'All Star Game, dove - a proposito - per due giorni si sono ascoltati tanti bla-bla-bla invece di cercare di dare alla gara maggior contenuto, vedi (ad esempio) mettere in campo la nazionale del campionato, ovvero la selezione d'Italia. Magari giocatori come Fabio Di Bella e Michelori oltre a meritare un premio-carriera, fanno più spettacolo di ragazzini (speriamo di valore) che scaldano la panca da un lustro, e devono portare la borraccia allo straniero di turno, o al comunitario o al passaportato.
Sul piano della comunicazione e marketing, bisogna inventarsi meno feste tipo quella dei 90 anni (a proposito: la paura fa 90, e in questa vicenda la cabala lo conferma) e se è stato assunto un professionista per questo compito, come quello della Fip, quale miglior occasione per metterlo all'opera su cose concrete.
Per il momento, questo progetto (in fieri?, già accettato dalla Fip?) che vorrebbe aprire scenari da NBA cozzando invece contro il fattore-economico, per cui magari realtà euforizzate o tentate dal progetto grazie a mecenati di passaggio potrebbero abboccare, lascia spazio a una realtà agra: il basket di vetrina, con uno stucchevole comunicato di recupero del responsabile dello Sport di Sky, dopo aver toccato il picco negativo degli incassi nelle ultime 15 stagioni complice lo scandalo-Napoli, sarebbe stato dismesso dall'emittente leader del cosiddetto bouquet-sport. Ovvero il canale privato e commerciale di servizio e per il quale lo sport deve essere sport con la esse maiuscola. Nel senso di spettacolo, ed evidentemente in questo lungo rapporto l'interlocutore basket non ha dato i risultati voluti nè adottato la giusta policy.
Ho ragione di ritenere, se certe informazioni sono esatte, che il divorzio con Sky sia però una specie di giallo con un possibile colpo di scena finale, che ci sia stata qualche mossa levantina, per cui le due parti potrebbero ancora recuperare il rapporto in extremis anche se alla chiusura delle offerte d'asta, il 28 febbraio, e del 7 marzo quella libera, Sky non ha fatto capolino con tanto di comunicato di Legabasket a metà fra la stizza e la speranze, come a dire: è colpa vostra, noi siamo pronti a trattare e non abbiamo firmato impegni con altre Tv in chiaro (Rai e La7). Tutto è possibile sotto canestro. Del resto, sembra che anche Dino Meneghin abbia saputo di questa strana vicenda direttamente da Sky, l'emittente del quale è stato in passato collaboratore. E che sia cascato dalle nuvole.
Vuoi - mi chiedo - che un presidente della Fip, la madre delle Leghe professionistiche, non venga avvisato su un problema strategicamente delicato e riguardante la visibilità del basket.?. E' come se la Lega calcio non mettesse al corrente delle sue trattative il presidente del calcio Abete. Fosse così, Meneghin dovrebbe stracciare ipso facto la Convenzione con i club di A che riportiamo qua a fianco rinnovando l'invito a leggerla attentamente. Perchè dirigenti come Coccia, Porelli, Rovati e Petrucci non avrebbero mai messo la firma sotto un atto tanto leggero quanto un aereoplanino di carta.
Questa Legabasket non ha saputo purtroppo esprimere, credo, il suo potenziale, con una politica oligarchica che si rifà da 13 anni al potente di turno (con l'intermezzo, nell'ultimo decennio, della presidenza di Franco Corrado il quale, in virtù anche di una cultura specifica di sport che affonda nella tradizione di Cantù, ha tentato di rimettere il timone a posto).
Per ora l'organismo di A ha solo un grande merito: l' aver partorito il topolino di questa Convenzione nella quale si ufficializza che la Fip diventa esattrice per conto delle società, introita le tasse per i tesseramenti e le multe e le torna alla Legabasket, strana partita di giro. Così da permettere perlomeno alla Lega, che ha dovuto rinnovare al ribasso con Sky nell'ultimo accordo (2,6 milioni di euro), di continuare a offrire stipendi iperbolici in alcuni casi. Vedi un presidente pagato 350 mila euro all'anno (e per 3 anni), molto di più del più conosciuto manager di Legacalcio, e un designatore degli arbitri pagato ben 60 mila euro per un secondo lavoro.
E' vero, mi dirà qualcuno, ma quelli hanno titoli di merito se li hanno messi lì. Giusto, chiederò adesso alle NBA e alla NCAA lo status delle due figure che ricoprono i summenzionati incarichi, detto come caso-limite e con tutto il rispetto per le persone. Loro sono utilizzatori finali di fortunate combinazioni astrali. Chi vorrebbe - siamo sinceri - mai rinunciare a questo colpo di fortuna... Mi documenterò comunque anche sulle loro carriere italiane nel mondo del lavoro presso industrie che possono pagare simili stipendi, e come dice Enrico Mentana "ne daremo conto ai nostri lettori".
Intanto mi chiedo se Gianni Petrucci letto il mattinale della Rassegna Stampa al CONI di sabato mattina sarà sobbalzato sulla poltrona di n.1 dello sport italiano, mi sarebbe piaciuto ascoltare il suo commento su questo progetto marziano. Personalmente sono combattuto fra due stati d'animo, se descrivere questo passo "futurismo" o "avventurismo"
www.pianetabasket.com (c)
encampana@alice.it
ALTRO COMMENTO , piuttosto interessante.
Il roster Dinamo al completo, con Vanja Plisnic

domenica 13 marzo 2011

glorie sassaresi # 2

Il primo  capitolo di "Glorie Sassaresi" lo trovate QUI.
E' dedicato a tutti gli appassionati di vecchie storie, di foto b/n sbiadite , di giocatori ormai in là con l'età, di trafiletti unti e bisunti, ingialliti dal tempo e un po' vintage (che bella parola !).
Il campionato è fermo per l'ALL STAR GAME, quindi proseguiamo. Oggi voglio parlare di quattro giocatori che, per tutti coloro che hanno la Dinamo nel sangue, significano qualcosa: Dallas Comegys, Jonathan Haynes, George Banks, Lionel Chalmers.
La storia remota, passata o piuttosto recente della Dinamo.
Iniziando da Comegys, posso solo dire di averlo visto giocare per due campionati scarsi (dall'addio di Floyd Allen fino alla vigilia dell'arrivo di Anthony Frederick), e che si trattava di uno degli americani più dinamici, spettacolari (schiacciate, stoppate & rimbalzi erano il suo pane quotidiano), nonché simpatici mai arrivati sul parquet di Sassari. Andò via da Sassari lasciando molti rimpianti, ma solo per vincere un campionato di A2 con la Fortitudo Bologna. Nel primo filmato si vede il buon Dallas (che oggi allena una piccola squadra del New Jersey) mentre viene scelto tutto elegante e in cravatta nei draft 1987 per l' NBA, ad Atlanta Hawks (molti anni dopo, sarà la squadra di Othello Hunter!). Poi azioni di gioco dell'epoca (solo USA).
Nel secondo filmato Comegys viene acclamato in modo caloroso dai tifosi della Fortitudo dopo il vittorioso play off contro Rimini che valse la A1. 
Il terzo filmato è opera dell'utente YT 2croci2torri, che ringrazio sentitamente perché ha ripescato dei preziosi filmati d'epoca:

Ecco i suoi dati in A1/A2 : Dallas Alonzo Comegys   
SCHEDA:
Questo fortissimo centro (classe '64, 2.04  di altezza per 93 kg, nativo di Philadelphia), proveniente dalla Roman Catholic High School di Philadelphia e dalla De Paul University, dov'era un'autentica stella (fu l'unico atleta reclutato di persona dal mitico coach Ray Meyer e chiuse con 13.7 punti e 6.0 rimbalzi), finendo scelto al primo giro da Atlanta con il n.21, militando però solo a S.Antonio ed a New Jersey e senza divenire mai un autentico n.1, ha da subito trovato in terra italiana la sua patria cestistica (2 stagioni a Sassari, 2 anche a Bologna-Fortitudo, 1 a Siena), prima di finire in Turchia, per 3 stagioni al Fenerbahce di Istanbul, dove nel '96 fu gravemente ferito da alcuni colpi di fucile al petto durante una rissa in una discoteca di Bursa, rischiando anche la vita: in quella occasione un proiettile gli trapassò il polmone destro, a pochi centimetri dal cuore. Fuori pericolo di vita, Dallas rischiò invece dal punto di vista legale, finendo incriminato per la suddetta rissa. Ha all'attivo un hobby indubbiamente particolare che gli assorbe non molto tempo ma un pochino di denaro: è infatti possessore di una straordinaria collezione di... cappellini (oltre 400), alcuni dei quali rari e di particolare valore affettivo, come quello con le treccioline "rasta" di cui Dallas va molto fiero (al punto che nel '94, trovando convinzione proprio nel vedersi con quel cappello in testa, si fece crescere vere treccioline...). In Italia, pur mostrando qualche limite tecnico offensivo, impose da subito la sua tremenda presenza in area, vincendo in 3 occasioni la classifica delle stoppate (nel '90/'91, sua prima stagione italiana, nella Banca Popolare Sassari con 3.5 ad incontro, nel '92/'93 a Bologna con la Mangiaebevi Fortitudo in A2 con 3.7 e nel '94/'95 nella Comerson Siena), 2 volte quella dei rimbalzi difensivi (nel '92/'93 nella Mangiaebevi Fortitudo Bologna e ancora nel '94/'95 a Siena) più quella dei rimbalzi totali del '92/'93. Nel ’98 tornò in Italia, nell’ambiziosa Snai Montecatini.
Attualmente, Comegys allena i Destroyers della natia Philadelpia, campionato EBA (un campionato locale su base territoriale).
 

per vedere Dallas andate a min 1:50 : 

con la Comerson Siena in A1
con Snai Montecatini, l'ultimo campionato italiano per Dallas

Comegys negli USA ai tempi dei N.J. Nets

I combattenti Haynes e Banks (97-98, epoca S. Michelini) si vedono al min 1:30: stoppone di crazy George, palla a E. Rotondo, riceve Haynes che imbecca millimetricamente lo stesso Banks: schiacciata, manco a dirlo !


Mi sembra superfluo spiegare chi è stato L. Chalmers, trattandosi di storia recente. Diciamo solo che da un clima da retrocessione disastrosa (2 dicembre 2006, data del suo arrivo) si era passati ai quasi play off dell'aprile 2007. Anche e soprattutto grazie a lui. 
Chalmers mette la bomba durante l'unico campionato giocato in A1 con la Benetton (peraltro, non molto fortunato):


CHALMERS IN NBA con L.A. Clippers (ha cambiato parecchie squadre); a seguire, due video del nostro campionato 2006/2007, Scavolini Pesaro-Dinamo e il ritorno a Sassari, aprile 2007, con sofferta (ma bella) vittoria biancoblù. Una partita che sembrava segnata, rimessa in piedi da Lionello negli ultimi 5-6 minuti. 




 
servizio di Videolina per Dinamo-Scavolini Pesaro (19 marzo 2007):

la partita dell' andata :


Montecatini-Dinamo


Dinamo- Scavolini


Dinamo-Vanoli
Novara-Dinamo


Zarotti Imola-Dinamo


le foto di Chalmers in maglia Dinamo sono tratte dal sito ufficiale (c)

mercoledì 9 marzo 2011

big wednesday

(Trama) Un mercoledì da leoni
È la storia di tre campioni del surf. Il teatro delle loro imprese sono le lunghe onde del mare californiano. I tre hanno problemi sentimentali e di vita, poi arriva il Vietnam e uno è costretto ad andarci. Dopo alcuni anni si ritrovano insieme su una spiaggia per la loro ultima esibizione, che è trionfale. Ma il tempo del surf è ormai finito. Milius è il più pagato sceneggiatore americano (ha scritto fra l'altro Apocalypse Now) e fa parte della "nuova mafia" dei cineasti hollywoodiani, coloro cioè che scrivono, dirigono e producono i propri film (Coppola, Lucas, Spielberg).
Tre inseparabili amici furoreggiano col surf sulle spiagge della California negli anni '60. Il tempo passa, la vita li divide, ma le grandi ondate ritornano. Scandito su 4 tempi che sono 4 stagioni e 4 celebri mareggiate (estate '62, autunno '65, inverno '68, primavera '74) e che quasi corrispondono alle burrasche politiche (dalla morte di Kennedy allo scandalo del Watergate), non è soltanto un film sul surf e la sua mistica eroica (come l'ha praticato lo stesso Milius), ma anche una malinconica saga sull'amicizia virile, su una generazione americana segnata dal malessere esistenziale e dalla guerra del Vietnam. Uno dei più misconosciuti film dei '70. Eppure la sua importanza – non soltanto sociologica – è pari a quella di Il cacciatore di Michael Cimino, uscito nello stesso anno.






"A day will come that is like no other...and nothing that happens will ever be the same". 
Sono pronti: James William White IV, da Washington, Travis Lyle Diener dal Wisconsin, non lontano dal Canada,  Tegba Othello Hunter, U.S.A. ma di chiare origini liberiane (è l'Obama del basket ?!). Sono stati accuratamente "selezionati" da un folto gruppo di smanettoni del pc, ma la loro scelta è meritata. Insieme ad un team stellare andranno all'assalto della Nazionale di coach Pianigiani, il 13/3/2011, Mediolanum Forum, Assago, Milano.
A proposito di James...leggete un po' QUI:
"Miglior attore protagonista: James White in "Double team". L'uomo volante non vuole proprio saperne di scendere a terra. E anche contro Pesaro l'ala della Dinamo Sassari è andata in doppia cifra. È la 21ª volta in 21 gare... Rimane sempre il mistero sul perchè uno così, che segna, diverte e fa persino vincere, non sia stato minimamente considerato dai grandi club. Ma evidentemente sull'Isola hanno più fiuto per gli assi...".
E sull'accreditato settimanale Superbasket, numero 10/2011, James "Il volatore" viene selezionato come uno dei 5 migliori giocatori del campionato: viaggia (mentre scriviamo) con  medie di 20.7 ppg, 5.2 rpg, 2.7 rec., 63.2 % nel tiro da 2, 4.9 falli subiti. 
"Vincerò la gara delle schiacciate", afferma sicuro James sul sito lega A.
Così si parla ! Questa è la mentalità vincente!
Bene, sono fiero di questi giocatori,  convocati  nella grande serata del Stelle del Basket, uomini che saranno per sempre un motivo di orgoglio per Sassari, per la Polisportiva Dinamo 1960, per tutti i tifosi sardi.
Perciò, domenica sul parquet di Assago ci sarà la "tempesta perfetta", e allora  ragazzi lanciate i vostri surf sulla cresta dell'onda, this is the Day, this is the big game
il futuro Mister T ad una festa, da ragazzo (la foto è tratta da Flickr)

tempesta perfetta alle Bombarde (Alghero)

tempesta perfetta sull'Alghero-Bosa (gennaio 2009)


surfin' Sardinia !

domenica 6 marzo 2011

La vittoria più caparbia

"Il cacciatore" giganteggia sotto le plance

HIGHLIGHTS dinamo pesaro
Due volti, due partite, due Dinamo. La prima: in campo non c'è, commette solo 5 falli in 20', non difende, attacca male. Pesaro fa girare la palla e costruisce tiri in piena tranquillità. La seconda: ringhia, le prende e le dà, e con le unghie strappa quello che conta. La partita di oggi sembrava un turno di playoff, tale era la tensione agonistica in campo e la partecipazione sugli spalti, e aver vinto significa tanto, più del +8 sulle solite ultime due (che Teramo battesse Treviso era scontato, la Benetton è un manicomio) o il +4 (e 2-0 nello scontro diretto) su Biella. Significa che quando si lotta si raggiunge ogni risultato. Ora si va a Brindisi (20/3) e poi tre partite di fuoco, ma ci andremo sorridendo: chi vuole vincere non avrà niente in regalo dalla squadra, forse dagli arbitri, ma non dalla Dinamo.
Gli arbitri... anche oggi sono riusciti a scontentare tutti, e torneranno a casa col consueto referto per una buona multa che graverà sulle casse dell'unica squadra senza main sponsor della Serie A. Questo scandalo deve finire: è impossibile che non ci sia una concreta punizione per gli arbitri quando sbagliano (e provocano, come hanno fatto oggi), mentre invece chi fa sentire la protesta viene bastonato in campo e poi con la multa. Ma se questa farsa va bene anche alla FIP deve andar bene anche a noi, che paghiamo profumatamente... pazienza.
Oggi la Dinamo ha spremuto gli americani, chiamati a fare pentole, coperchi e manici. White, Hunter e Diener hanno dato tutto, raschiando dal fondo del barile le energie che hanno fatto la differenza. Le loro cifre sono impressionanti, leggete lo score e strabuzzate gli occhi. Era ciò che oggi serviva, e tanto: il resto della squadra ha girato a corrente alternata (unico giustificato Sacchetti, reduce dall'influenza) e si profilava in arrivo una sconfitta amarissima. E invece no: la Dinamo ha avuto dai tre "All Star" tutto e di più. Incredibile Hunter: suoi i primi 10 punti della squadra, e una doppia-doppia da capogiro. Epico White: si ha preso un quarto di pausa, ma si ha caricato la squadra sulle spalle quando serviva: 9 falli subiti, una marea di liberi a bersaglio, e una tripla incredibile sotto raddoppio nel momento più pericoloso. Paziente Diener: ha iniziato con difficoltà, sbagliando qualche rigore, ma ha saputo giocare per la squadra, gestendo i ritmi come un metronomo, e i suoi 5 assist sono stati abbacinanti, un vero leader.
Pesaro, la blasonata Pesaro ha perso, ma ha mantenuto la differenza canestri favorevole: il +11 dell'andata (ma la Dinamo era senza Diener e con Childress già via non poteva fare di più) sarà importante per la classifica avulsa che si avrà alla fine, perché la grande ammucchiata di centro classifica è come una forma di das che si plasma giornata dopo giornata.
Godiamoci allora la vittoria, e andiamo a Brindisi per mettere a posto definitivamente la pratica-salvezza. In questo blog non mi sentirete parlare di altro, guardare su porta sfortuna (qualcuno lo spieghi alla stampa). Teniamo i piedi per terra e godiamoci questi giorni da sogno. "Così ci piace Dinamo!".
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Concordo pienamente con Skywalker...siamo davvero ad un passo dal nostro scudetto: la salvezza in serie A. Altre due vittorie e siamo in cima, poi potremmo fare tanti bei discorsi, come ha detto il coach...
SD
Cronaca, tabellini e sala stampa 
Manuel Berti per basket.inside
Luigi Canu coglie l'attimo - James White mette la bomba in doppio contrasto
Marco Pozzecco in tribuna - si riconoscono il GM Mele, alcuni dirigenti della Robur Basket
Esultanza di James - do the right thing
"Il Volatore"