giovedì 6 gennaio 2011

Varese e Siena

Dinamo 1992-'93 
Varese, 6 gennaio. Siena, 9 gennaio. C'è stata un'epoca in cui la Dinamo si è permessa il lusso di battere queste due blasonate formazioni. Il Siena "normale", quello sconfitto nei play off per la A2, molti anni fa, diversi anni prima dell'avvento  del presidente Minucci (1994), che ha portato la Mens Sana alla gloria dei cinque scudetti di cui quattro consecutivi. Una Conad Siena polverizzata ai play off del maggio 1989 vinti per 2-1, con relativo "accesso in Paradiso", parafrasando il titolo del compianto Flaminio Mancaleoni. Poi un campionato che in molti ricordano, quello del 1992-1993, dei tempi eroici di Frederick, Miller, Casarin, Ballestra, Brotto, in cui la Dinamo-Banco di Sardegna aveva battuto in trasferta i senesi, con un brillante 88-91. Nello stesso indimenticabile girone di andata, la Dinamo aveva regolato in casa con un sonoro 93-73 la Cagiva Varese, nobile decaduta in A2. E qualcuno si era accorto, come risulta dalla lettura delle cronache del tempo, di quel  pubblico formidabile, entusiasta, capace di far scoccare la scintilla e di spingere la propria squadra fino alla vittoria anche contro avversari temibili (già nel successivo campionato, 1993-'94, la situazione era cambiata ad appannaggio della squadra senese, vittoriosa al palazzetto come OLIDATA Siena per 89-84, in un durissimo match che vide la prestazione rabbiosa del nostro americano Tony Farmer, tagliato da lì a poco per motivi di  tesseramento irregolare - in sala stampa l'Avv. Milia si scagliò polemicamente contro i vertici federali, autori di un comportamento discriminatorio nei confronti della Dinamo, intervenendo in diretta rai tv; al termine del campionato Siena venne promossa in A1, mentre la Dinamo "slava" di Curcic e Markovski raggiunse quota 30 punti grazie ad un finale esaltante, con relativo accesso ai playout).

il grande Anthony Frederick va a schiacciare

dopo partita Ticino Siena-Dinamo



il capitano Federico Casarin salta la difesa di Varese

"Il Banco calpesta il mito"

Massimo Bini va negli spogliatoio dopo la vittoria in gara-1
La Dinamo versione 2010-2011 ha indubbiamente una caratura tecnica inferiore alle formazioni che si accinge ad incontrare in trasferta. Ma se c'é una lezione che il basket può dare è quella che nessuno è mai battuto in partenza e che alla vittoria si può arrivare combattendo con le unghie e con i denti. La Dinamo, anche questa Dinamo rattoppata, può trovare risorse nascoste, energie impensabili se solo lo volesse. Coach Dan Peterson ha appena detto che vuole che  i suoi giocatori  di Milano "sputino il sangue", li carica emotivamente perché sa bene cosa può dare una squadra estremamente determinata dal punto di vista psicologico. “Avrò l’emozione del debuttante ma non sono qui per fare il traghettatore, sono qui per vincere una partita alla volta. Voglio vedere i giocatori dare il massimo perché i tifosi vogliono vedere una squadra che sputa sangue in campo”.
Questa  è la grande lezione di Dan Peterson, un mito vivente  (QUI il suo record ) che a quasi 75 anni si permette il lusso di allenare una squadra come Olimpia Milano. E queste sue parole, le  dovrebbero leggere tutti, giocatori, coach e tifosi  !

il saluto di Dan Peterson al presidente Milia, ottobre 1989

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