domenica 2 gennaio 2011

don't panic


Dinamo Sassari 71 - Air Avellino 80.
Inserisco sempre il risultato, all'inizio, in modo tale che coloro che seguono questo blog da fuori, e che magari non conoscono bene la classifica di serie A, siano esattamente informati. E' la quinta sconfitta consecutiva, un trend negativo che va avanti dalla gara persa miseramente a Cantù (lì davvero non c'é stata partita). Viene anche in salita scrivere, si corre il rischio di essere impietosi, ma  penso pure che l'ipocrisia sia la cosa peggiore in questo momento. Ho l'impressione da un po' di tempo a questa parte che la Dinamo segua una specie di canovaccio, un testo teatrale con repliche che si susseguono quasi sempre uguali su un certo palcoscenico. Andiamo bene nel primo tempo, crolliamo nella ripresa, recupero sul finire e sconfitta. Oppure, andiamo male nei primi tempini, poi recuperiamo  nel proseguo ma non riusciamo comunque a portare a casa la vittoria. Oggi la Dinamo ha giocato da Dinamo per tutto il primo tempo. Ha concesso un punteggio bassissimo agli irpini. Alla ripresa, i nostri sono rimasti intontiti sotto i colpi di maglio della Air Avellino, che in meno di tre minuti ha ricucito lo svantaggio preso al riposo lungo. Da allora, la squadra irpina è andata in controllo e non c'è stato più nulla da fare, complici in primo luogo l'eclissi di Diener, la scarsa prestanza sotto canestro (ha addirittura guadagnato un rimbalzo Green, un giocatore bassissimo per il basket), la inconsistenza nel tiro da tre di tiratori scelti come l'ex Portland, Tsaldaris e  Manuel Vanuzzo. Avellino, ancora una volta, ha giocato la sua onesta partita, fatta di difesa arcigna, di palle rubate e recuperate, di rimbalzi vincenti e della sostanza di un giocatore come Szymon Szewczyk, + 21 di valutazione, giocatore ammirevole per dedizione e concretezza, polacco dell'82. La differenza tra Avellino e Dinamo sta quasi tutta qui, nel possedere (i primi) un gladiatore del genere sotto canestro, in grado di impressionare quando entra nell'area colorata, e nel possedere (noi) un Travis Diener fuori forma. Dall'inizio del campionato è come sgranare un rosario, ci hanno battuto tutti a turno sotto canestro, per un semplicissimo motivo: finora non abbiamo mai avuto un giocatore in grado di bloccare i vari Mason Rocca, Brunner, Ford, Oman, Szymon Szewczyk ecc. ecc. Aggiungete a scelta chi volete, anche Fletcher ha avuto i suoi momenti di gloria a Teramo, alla seconda di campionato. Problema playmaking. Il play è la base della squadra, ma quando un presunto leader si nasconde dietro gli avversari, non porta neppure palla come erano in grado di fare, non dico Chalmers o Jason Rowe, ma pure Sergio Milia dei gloriosi tempi, quando inizia a spadellare nei momenti topici in modo indecente, come accaduto contro Roma e oggi contro Avellino, allora dico che purtroppo bisogna tirare una riga netta e pensare al futuro.  Abbiamo coccolato, atteso, pazientemente, omaggiato, quasi idolatrato l'ex NBA: non si può dire che Sassari non abbia capito i suoi problemi e non l'abbia sostenuto. Il tempo delle prove e della assoluta comprensione è ormai scaduto, questo è il giocatore che abbiamo e non è più possibile nascondersi dietro un infortunio già risolto o una forma fisica già recuperata. Non è neppure possibile giocare senza lunghi di valore. Hunter si è rivelato un ottimo acquisto, anche oggi ha fatto una buona partita, una specie di profeta nel deserto, ma difende poco ed ha bisogno di essere innescato in velocità: ha bisogno di un costruttore di gioco che oggi non esiste o si nasconde. Vanuzzo ha quasi 35 anni, è ammirevole per attaccamento alla maglia e dedizione ma non può garantire più di cinque-otto minuti di serie A. Cittadini è una delle più grandi delusioni della Dinamo 2010-2011, spiace (anzi, addolora) scrivere certe cose su questo giocatore ma non è adatto in questo momento alla serie A. E' stranissimo che i dirigenti non abbiano ben compreso che è forse il caso di girarlo ad altro club, nel rispetto delle esigenze del giocatore, per acquistare un uomo di maggior peso e maggiormente concentrato sotto i tabelloni. Abbiamo, insomma un duo di americani molto positivi, White e Hunter. White è giocatore carismatico, di grandissimo valore, ma che così rende al 50-70% se non viene innescato dal play e della guardia. Tsaldaris, dopo un inizio folgorante, sta attraversando problemi fisici notevoli, la sua crisi coincide purtroppo con quella di tutta la Dinamo. Noi aspettiamo il gran ritorno del Greco perché conosciamo quanto è in grado di dare in termini di sostanza, intelligenza tattica, dedizione alla squadra. Anche Pinton può essere una buona base per ripartire, è in fase positiva fin dalla partita contro la Lottomatica e se in ipotesi dovesse essere cambiato il playmaker, sarebbe opportuno un suo impiego come guardia, stante la sua precisione nel tiro. Degli altri, ho la sensazione che Devecchi e Sacchetti stiano giocando in posizioni improprie, di certo non consone al valore dei singoli giocatori. Li aspettiamo. Un fatto è certo: senza l'asse play-pivot non esiste la Dinamo, non esiste il basket in generale, non esiste una nostra possibilità di salvezza in serie A. Questi sono gli interrogativi che tutti si pongono, oggi, preoccupatissimi per la condizione di classifica (visto che le inseguitrici Teramo e Brindisi hanno calendari più favorevoli dei nostri  e si sono adeguatamente rinforzate).    
Inizierei anche da una buona dose di motivazione psicologica. La Dinamo dell'ultimo tempino era inguardabile, non è mai riuscita a riprendersi dal contraccolpo di quel -11 beccato con la partenza al fulmicotone di Avellino dopo il riposo lungo. Allora ogni partita dovrà essere una battaglia! Non si cammina in campo,  si deve correre, ogni pallone vagante deve essere nostro, bisogna sbucciarsi le ginocchia e stare giù con il sederino a difendere per 40 minuti! Quattro vittorie in serie A non sono frutto del caso o colpa degli avversari, accompagnate da altre due buone prestazioni  che si erano viste contro Milano e Pesaro. Bisogna ripartire immediatamente da quanto di buono è stato fatto fin qui, capire che si può risalire le scale dell'inferno centimetro dopo centimetro, costruendo la squadra intorno a chi ci crede davvero (prima di tutto James White e Vanuzzo). Se invece qualcuno non ne ha voglia non ha che da dirlo...
Per sempre Forza Dinamo, ricordiamoci che noi o ci salviamo come collettivo o siamo condannati a soccombere. 
E per ora credo che basti così.
In inglese:

in italiano: 
Nota: come si organizza un degno settore ospiti. 
Partita: Siena-Bologna 2/1/2011. I bolognesi si presentano in circa cinquanta. In conformità alla legge italiana vigente (non adattabile a seconda delle occasioni, la legge e basta), l'efficiente club senese predispone sempre un apposito settore per soli ospiti, separato da tutti gli altri settori da alte barriere che possono sembrare antiestetiche, ma evitano inopportuni contatti tra tifoserie, che hanno interessi sportivamente opposti (il miscuglio delle tifoserie lo lasciamo volentieri alle serie C2 oppure alle partite del basket femminile, o magari al minibasket). Il numero di operatori della polizia è adeguato, sono collocati a sinistra per chi guarda la foto e non si tratta di agenti della Volante (queste cose si vedono solo a Sassari), ma di gente con caschi e manganelli. Da notare anche i carabinieri, dislocati verticalmente su ciascun gradino, su ciascun lato rispetto agli ultras bolognesi. Ulteriori agenti sono in borghese, prevalentemente della Digos. Congruo numero di steward, come richiede la legge (possibilmente incensurati e non legati a qualche fazione di tifosi),  disposti non sul campo a guardare la partita, ma sulle tribune all'estrema sinistra per chi  vede la foto; si notano le fosforescenze delle tipiche pettorine arancioni (e non blu, quindi non regolamentari, come si vede a Sassari). A Sassari evidentemente abbiamo ancora molto da imparare...

4 commenti:

Pol ha detto...

Sono reduce dalla vittoria nel derby con milano... Secondo posto in classifica: da quanto non capitava? Eppure capisco il tuo sconforto. Ricordo ancora oggi una delle stagioni piu incredibili e, per certi versi, esaltanti di cantu: quando si è rischiato di retrocedere. Non ne imbroccavano una. Il girone d'andata è stato un autentico incubo. Ogni domenica lì a sperare nella rinascita, ma niente... C'eranun giocatore, in quella squadra, che piu di altri deludeva: bootsy thornton.. Poi in panchina sedette, per la prima volta, Pino Sacripanti... E la musica cambiò improvvisamente. Fu un girone di ritorno entusiasmante. L'anno dopo accanto a thornton arrivarono hines e mccullough e stonerook e vedemmo la più bella cantu dall'epoca di riva e marzorati... Ti auguro che possa succedere anche alla tua Dinamo.

SoloDinamo ha detto...

prima di tutto complimenti per la vittoria contro gli avversari storici di Milano ! A proposito, Cantù ha coinciso con una nostra storica asfaltatina, non a caso dopo il 3 dicembre il giornale locale ha titolato "Dinamo dispersa in Brianza". Quel giorno si è vista impietosamente la diversa caratura tecnica della Dinamo rispetto a chi milita in A da sempre. Noi siamo debuttanti assoluti, paghiamo lo scotto dell'inesperienza (vuoi sentirne una? continiuamo a lasciare mezza curva in mano ai tifoi avversari come trevigiani e avellinesi, senza confinarli in appositi "settori ospiti" transennati e adeguatamente controllati da steward, eventualmente con appoggio di forze dell'ordine ben armate, col risultato che tutti vengono,fanno i loro porci comodi, si prendono i 2 punti e trullalero). purtroppo i nostri problemi sono strutturali e derivano dalla assenza di pivot e da un play deludente,non è possibile ambire a stare in A a queste condizioni.Grazie ovviamente del tuo incoraggimento,una realtà come Cantù ha sempre fatto bene al basket e non ho mai guardato con particolare simpatia alla milonaria Milano.

Skywalkerboh ha detto...

Partita che ha mostrato una cosa: al finale arriviamo cotti, perchè non abbiamo cambi di peso e gli uomini chiave a furia di fare a spallate (dato che sono magrolini) arrivano all'ultimo quarto con la spia accesa.
I play: Pinton da quando gioca a fianco a Diener o Tsaldaris riesce a prendere più tiri e si è ripreso alla grande, utilissimo. Diener invece non forza le gambe: in difesa perde l'uomo troppo spesso, creando superiorità numerica a favore degli avversari; in attacco basta che lo raddoppino sui pick'n'roll e perde il 60% del potenziale.
Le guardie: Tsaldaris non sta bene, e in più con la panca corta gli tocca marcare atletiche ali piccole, risultato: si cuoce in fretta; De Vecchi: in calo, marca sempre americani prestanti e vede di meno il canestro.
Ali piccole: White ha bisogno di correre per rendere al meglio, e se la squadra non difende e non prende rimbalzi lui ne risente; contro la difesa schierata basta mettergli le mani addosso che perde tanto... lì o tira da tre o passa la palla; Sacchetti: in questo periodo è usato come secondo lungo e ne risente, però si butta a rimbalzo senza paura, in attacco pare abbia paura di tirare.
Ali grandi: Hubalek è fuori, ok, ma è troppo leggero e si estranea; Vanuzzo sta spadellando e sotto ci va sempre meno, lasciando soli i centri.
I centri: Cittadini non ha fiducia e commette troppi falli, perché fisicamente non ce la fa; Hunter: chapeau! fa di tutto, si sbatte da matti ma è troppo solo, e a furia di lottare su tutto arriva al finale cotto, anche perché non ha un cambio vero.
Sacchetti coach: dispiace dirlo, ma sta leggendo male le partite ultimamente, e i sioi giochi offensivi sono sempre gli stessi... si vedono pick'n'roll o giochi in isolamento, poco altro, ergo le difgese avversarie si adattano velocemente.
Più di ogni altra cosa in definitiva ne pesano due: la perdita di fiducia complessiva dei giocatori e soprattutto l'assenza di un centrone di peso: questo gioverebbe a tutti, anche a Diener, non solo ai lunghi.
E' tempo di cercarne uno, lungo e grosso, non importa se non tira bene, basta che stia là sotto a prendere rimbalzi e fare legna.

SoloDinamo ha detto...

a quanto hai già detto ottimamente, Luca, aggiungo una sola cosa: siamo in grandissimo ritardo per fare acquisti! I + forti si sono già accasati. E' solo ridicolo fare il discorso dell'avevo detto io, e poi non sono un tecnico di basket, ma già dopo Brindisi (28 novembre) dissi a Ico "ci vogliono due rinforzi, ci salviamo ma occorrono due rinforzi".Non mi è di nessun conforto il fatto di aver visto giusto, non serve a nulla...ma qualcosa i dirigenti devono fare da qui a Cremona in casa.