domenica 30 gennaio 2011

Il volatore

servizio fotografico di Luigi Canu per basketinside (C)















Una bella intervista a James White, che non vuole essere chiamato "Flight75" !
JAMES WHITE, IL VOLO CONTINUA 
"giocare bene e perdere è frustrante ma questa Dinamo è tosta"
(di Roberto Sanna) 
Guardatelo volare sulla testa degli avversari ma non chiamatelo più Flight75: "non mi piace - dice James White- risale a una gara di schiacciate nella quale il pubblico mi chiedeva di saltare 75 piedi di altezza. E' una banalità , per me non ha valore". 
Hanno più valore i canestri e numeri coi quali sta infiammando la serie A: primo nei marcatori e nei recuperi, più il massimo stagionale di punti fatto segnare proprio domenica scorsa coi 38 infilati nel canestro della Fabi Montegranaro. Purtroppo non sono serviti alla Dinamo per vincere e White è ancora frustrato: "E' stata dura per tutti, abbiamo giocato alla grande e avevamo lavorato per tutta la settimana".
Dopo la partita si è sentito un po' come Michael Jordan quando segnò inutilmente 63 punti ai Celtics nei playoff?
"No, no, è stato diverso. I 38 punti non sono il mio record, inoltre non stavo dominando la partita, sono stati punti segnati normalmente"
Quale è il suo massimo di punti in una partita?
"Onestamente non lo so. Ho segnato una volta 47 punti nella D-League, al liceo qualche volta ho toccato quota 50 o 60 ma non è scritto da nessuna parte". 
Tornando alla partita di domenica, cosa ha pensato quando ha visto il tiro di Tsaldaris partire?
"Era un buon tiro, ti aspetti che tiri così entrino. Poi c'è stato un contatto ma gli arbitri non lo hanno visto. Ci può stare, è difficile arbitrare bene e me ne rendo conto in estate, quando nei camp arbitro le partitelle: ogni volta che fischio mi chiedo se ho fatto bene o male".
E del tecnico che le è stato fischiato cosa dice?
"Pazzesco. il coach mi ha detto che è stato per proteste ma io non ho detto nulla, è stato Hunter a parlare. Io in partita cerco di essere educato e rispettoso, parlo pochissimo. E' stato proprio un brutto fischio".
Prima della partita si appende sempre alla retina di un canestro: è per scaramanzia o per scatenare l'applauso dei tifosi? 
"E' l'ultimo gesto di una routine che ripeto sempre il giorno della partita: mi alzo alla stessa ora, mangio le stesse cose, mi infilo i calzettoni nello stesso ordine. Ascolto la stessa musica e un'ora prima della partita faccio la doccia. Comincio il riscaldamento nello stesso modo, faccio una dedica a mio figlio e prego per la salute di tutti i giocatori in campo. E prima della palla a due mi appendo alla retina"
E' una sensazione o lei è stato il primo a beneficiare delle migliorate condizioni di Travis Diener?
"Intanto avere un buon play aiuta sempre. Poi, sì, vediamo lo stesso basket e lui è bravo a farmi giocare col ritmo giusto".
Come si trova a Sassari ?
"Bene, è la dimensione giusta per concentrarsi e avere un buon rapporto coi tifosi. In una grande città avrei troppe distrazioni". 
Continuando a giocare così potrebbe finire nel mirino di un top-club.
"Per ora non ci penso, sono questioni del mio procuratore, è normale che uno punti al massimo e il mio sogno è l'NBA. Se poi non dovessi arrivarci, resterei comunque contento di quello che sto facendo in Europa".
==<>==
Brothers & sisters, ecco James White "il volatore", colui che salta higher and higher. Grande ala, grande uomo, gran signore, è  un vero onore averlo nel nostro roster !

lunedì 24 gennaio 2011

oggi non ne ho voglia

Oggi non ho voglia di parlare di basket. Dal mio punto di vista, una partita di basket deve essere uno svago, una occasione di divertimento e un modo di stare insieme ad altre persone. Siccome ritengo che ieri la Dinamo abbia subito gravi torti da parte di persone che ambiscono a svolgere un ruolo molto delicato (ma un conto è "ambire" a fare un certo mestiere, ben altra cosa è dimostrare di avere davvero le qualità per farlo) chiudo drasticamente il discorso. Non si può andare ad una partita di basket ad incavolarsi, a smoccolare a destra e a sinistra, oppure a farsi il fegato a pezzi per l'adiratura. Questo blog oggi è in sciopero contro la stupidità e l'incompetenza. Il primo sciopero di un blog della storia! Guarda il servizio di Giampiero Marras per Videolina.
Voglio però approfittarne per postare una bella foto di uno striscione esposto alla Torres ieri (23.1.2011) durante la partita della Nuorese, con il quale i tanto vituperati ultras della nostra squadra di calcio hanno dimostrato sensibilità, coraggio, attaccamento vero al territorio della Sardegna. Lo striscione, per chi non lo sapesse, si riferisce ad un episodio di inquinamento dell'ambiente marino causato, a quanto pare, da una falla nella conduttura della centrale termoelettrica di Fiumesanto.
A risentirci, quando il basket vero tornerà al centro della discussione.
Ulteriori informazioni su questo disastro ambientale le trovate QUI e pure QUI .
Nella foto, inquinamento sulla spiaggia di Platamona...
continua a dormire, caro popolo sardo...


mercoledì 19 gennaio 2011

un anno

E' già passato un anno ! In bocca al lupo...
E' il personaggio della settimana, quindi ecco due foto di Travis molto poco nasconDiener ai tempi del College, con la maglia di Marquette University Golden Eagles, camp. NCCA (2001-2005).


Curiosità: QUI le retribuzioni di Travis negli Stati Uniti, sono dati tratti da un sito pubblico e liberamente consultabili da chiunque. Nessun segreto di Stato o di pulcinella.Gli USA a differenza dell'Italia sono un Paese serio almeno sotto l'aspetto tributario e fiscale.

domenica 16 gennaio 2011

Una vittoria che fa morale e classifica

il settore C in Dinamo-Cremona
un grande scatto di Luigi Canu per James White, nel suo pezzo preferito

Diciamocelo: questa partita era troppo importante. Anzitutto per la classifica: staccare le due inseguitrici e raggiungere Cremona, riagganciando il secondo gruppone. Poi era importante per il pubblico: le ultime sconfitte casalinghe avevano pesato sul morale dei tifosi e degli abbonati. Infine era importante per la squadra: il recupero psicologico dei sassaresi era importante. L'impressione che chi scrive ha avuto ieri è che queste ultime tre partite abbiano evidenziato un forte cambiamento di atteggiamento da parte della squadra, un cambiamento molto simile a quello visto nella scorsa stagione, nel periodo che ha portato dalla fine della regular season ai playoff. E qui la mano del coach si vede: il merito è di Meo Sacchetti, motivatore come pochi (se aggiungesse qualche opzione offensiva in più ai giochi della squadra sarebbe perfetto).
La Dinamo ha vinto conducendo per tutta la partita, riuscendo a bloccare i due colored ospiti, e patendo dal solo Milic (MVP ieri) e da Formenti (ma solo all'inizio) ottime iniziative che hanno impedito l'affondamento della nave cremonese. La Dinamo non poteva perdere: la Vanoli è giunta a Sassari priva di tre lunghi (l'ex di turno, Zacchetti, la chioccia Conti, ma soprattutto il lungo titolare Drozdov, ala alta fortissima), ciò ha determinato un grande impegno da parte di Milic, il quale non ha avuto paura di affrontare i lunghi sassaresi anche in posizione di pivot basso, e ha prodotto tanti rimbalzi e punti pesanti quando serviva.
Detto questo per gli ospiti, passiamo ai nostri. Ricordiamo anzitutto che Vanuzzo ha ancora la schiena a pezzi, le sue noie muscolari non sono finite; poi che Hunter è sceso in campo reduce da una settimana di problemi intestinali, e la conseguenza è stata una serie di errori su facili appoggi da sotto; infine bisogna sottolineare che Travis Diener era fortemente a rischio perché in settimana non aveva visto il parquet quasi niente per via del risentimento muscolare patito proprio dove aveva avuto i pesanti problemi di inizio stagione. Proprio Diener è stato l'ago della bilancia: 8 assist, 3 rimbalzi, 3 recuperi e stratosferiche percentuali dal campo (infatti il 27 nell'indice di valutazione parla da solo: il migliore per la Dinamo). Travis ha dovuto giocare più di quanto sarebbe stato prudente, ciò perché Pinton era nervoso e ha avuto qualche problema di falli.

Gli altri due americani sono andati a sprazzi. Hunter (come detto) non stava bene, e si è visto: 8 punti ma anche 8 rimbalzi. White è andato a corrente alternata, ben limitato dalla difesa ospite, solo nel finale ha trovato l'aggressività giusta chiudendo la contesa con due penetrazioni abbacinanti.
Aggressività... la Dinamo ha attaccato poco il canestro (pur difendendo forte): i soli 7 liberi tirati ne sono indice preciso, ma il controbilanciamento è arrivato con una migliore circolazione di palla che ha prodotto un ottimo 12 su 24 nel tiro da 3 che ha fatto a lungo la differenza. Proprio una tripla di Sacchetti junior ha chiuso definitivamente la partita, raddrizzata da Cremona con una difesa aggressiva, la run and jump a tutto campo che la Dinamo ha mostrato di soffrire tantissimo quest'anno. Sacchetti è stato incredibile: partito da 4 tattico in quintetto base, ha prodotto una partita maiuscola, con 16 punti, 4 triple e ben 5 rimbalzi. E infine Dimitrios Tsaldaris, che è il collante della squadra: play aggiunto quando occorre, tiratore preciso nei momenti topici, con la ritrovata caratteristica di muovere bene la palla soprattutto contro la zona.
Cremona ha usato spesso la zona (la Dinamo però l'ha attaccata bene), mentre coach Sacchetti stavolta è rimasto quasi sempre a uomo, vedendo la sua squadra soccombere (ma per poco) solo a rimbalzo, e producendo un 103 a 81 nell'indice di valutazione che parla chiaro sull'andamento del match.
Due parole su Plisnic: il nuovo lungo sassarese ha giocato poco, essendo appena arrivato non conosce i giochi della squadra (per lui una tripla fuori dagli schemi, alla Hubalek - del quale non si sente la mancanza), ma in difesa si è fatto sentire, infatti nessuno ha segnato contro la sua difesa aggressiva, e con 3 rimbalzi e 1 recupero ha dato il suo. Non potrà che andare meglio: si è visto bene che gradisce il gioco sotto canestro, ciò gioverà a Hunter (lasciato troppo spesso solo da Hubalek) e alla squadra.
In chiusura una nota: molti hanno storto il naso per il time-out chiamato da Sacchetti a 3 secondi dalla fine, dato che nel basket è considerato facilmente come una mancanza di rispetto agli ospiti. Costoro forse non hanno considerato che la Dinamo voleva metter almeno 2 punti in più nello score (White in realtà ha poi sparato una tripla, sbagliandola) per un motivo ben chiaro: a Cremona la Dinamo giocherà l'ultima gara del campionato, e siccome è probabile che la stessa Cremona sarà nella stessa zona di classifica della Dinamo, gli equilibri nello scontro diretto saranno importanti. La lungimiranza è fondamentale in un campionato così equilibrato e schiacciato verso il basso come questo.
Domenica prossima arriva Montegranaro, che umiliò una Dinamo raffazzonata e con un Childress imbarazzante. I 2 punti sono obbligatori, non si regala niente, terne col fischietto permettendo. Proprio la terna arbitrale vista ieri ha evidenziato una cosa: riconoscere di aver sbagliato qualche chiamata. Lamonica è il miglior arbitro europeo, alle Olimpiadi ha fatto un figurone, e anche gli altri due sono stati precisi ed equilibrati, finalmente!
Marcelus Kemp, indimenticato eroe nei P.O. di accesso per la A

mercoledì 12 gennaio 2011

niente poteva andar meglio (SIENA)

il nuovo acquisto Dinamo Vanja Plisnic, qui con la maglia dell'Ural Great Perm' (campionato russo)


le foto sono di Luigi Canu per basketinside (c)
Hunter giganteggia sotto le plance

la squadra ci saluta dopo la bella prestazione al PalaEstra

noi c'eravamo !

duello Diener-Bo McCalebb - coach Pianigiani osserva

QUI le foto della partita Mens Sana Siena-Dinamo Sassari del 9 gennaio
Lascio parlare le foto della bellissima partita giocata dalla nostra Dinamo sul campo del prestigioso Siena. Oggi non mi va di scrivere perché dopo le buone prove della Dinamo a Varese e Siena (la prima coronata da una vittoria), e la notizia odierna dell'ottimo acquisto del giocatore serbo Vanja Plisnic, l'uomo giusto capace di giocare 4 o 5, che ci darà una grossa mano sotto i tabelloni,  stona la "nuova" appena giunta di un infortunio in allenamento occorso a Travis Diener. Stavolta si tratterebbe di mero affaticamento muscolare, quindi qualcosa di meno grave rispetto a ciò che era avvenuto ai primi di settembre. E' quindi il momento di stringersi intorno alla squadra e al club, perciò l'appello che faccio è di tifare quanto più possibile a partire dalla prossima partita contro Cremona, sabato prossimo alle ore 20:00.
Forza Dinamo sempre e comunque.
foto scattata da Foghile per il forum "gente di Sardegna"
Travis Diener nella partita contro Siena non aveva demeritato....

domenica 9 gennaio 2011

Siena, la Dinamo sfiora l'impresa

James White, ancora +33 di valutazione, ancora top scorer
Credo con convinzione che i tifosi sassaresi che hanno seguito la Dinamo in quel di Siena ricorderanno a lungo questa partita. La Dinamo ha tenuto testa alla più grande corazzata esistente oggi, l'ha fatto a domicilio, e se non fosse stato per la stanchezza... quelle ultime tre palle perse avrebbero avuto un'esito diverso e forse stasera saremmo tutti col calice in mano.
Grande Dinamo, una squadra dal carattere ritrovato, che ha saputo fare di necessità virtù, e mentre la capolista mandava a referto tutti gli 11 giocatori scesi in campo, Sassari con soli sette uomini ha retto il confronto. Hubalek fuori per infortunio, Vanuzzo che non ha neanche visto il campo (anche lui non sta bene), e al solito rotazioni ridotte all'osso. Maledetta stanchezza, e la lucidità sparisce proprio quando conta. Onore ai biancoblu, che da quando non hanno Hubalek in giro a spadellare dal perimetro sanno trovare una dimensione di gioco (anche difensiva) di tutto rispetto. Ora è chiaro, perché dati alla mano non è più un caso, che il giocatore della Repubblica Ceca nuoce più di quanto giovi agli equilibri del gioco sassarese. E questa zona, figlia della necessità, sta dando davvero tanti ottimi frutti.
Le cifre. Salta agli occhi la statistica dei rimbalzi: Siena ne ha catturati di più, ma davvero poca è la differenza (+2). Il saldo perse/recuperate è stato quasi uguale per i due team, come la percentuale ai tiri liberi. Siena ha tirato meglio e di più da 2, la Dinamo invece da 3 (anche Siena ha usato la zona, ma più per esperimento di Pianigiani che altro, evidentemente il coach senese era sicuro di vincere la partita). La cosa che più ha rilievo è che Siena ha vinto solo il 1° quarto, mentre negli altri 3 è stata la Dinamo a sopravanzare la Mens Sana. 108 a 95 l'indice di valutazione per i padroni di casa, ma ancora una volta White mostruoso (leggasi +33: frutto di 9 rimbalzi, 8 falli subiti e 6 recuperi). Una nota di merito particolare però va a Brian Sacchetti (nella foto): sta giocando in un ruolo non suo e sta producendo tantissimo, anche oggi è stato davvero positivo.
Davvero un peccato, ma poco conta. La mente vola già a sabato prossimo, in diretta su Sky (facciamo gli scongiuri),  arriva la Vanoli Cremona, sconfitta di misura oggi da Milano, squadra che ha 2 punti in più della Dinamo. Oggi Teramo ha perso (a Caserta), e domani nel posticipo Brindisi riceverà la lanciatissima Angelico Biella... non c'è un attimo di respiro. Questa è la Lega A...

giovedì 6 gennaio 2011

La Dinamo sbanca Varese!


Una grande sofferenza, un'emergenza nell'emergenza (Hunter fuori a lungo con 4 falli sul groppone), ma col coltello fra i denti i pirati biancoblu hanno espugnato il Masnago, che tanti successi epici ha conosciuto nella sua lunga storia. Meo Sacchetti torna nella sua città (dove ha pure la residenza) e lo fa da vincitore, condannando la sua Varese alla quinta sconfitta di fila e portando la Dinamo a compiere un passo importantissimo (Teramo ha vinto ma rimane dietro, poco più giù Brindisi, asfaltata a Treviso).
Quando sei con le spalle al muro, con gli uomini contati e le energie al lumicino, quando anche in campo le cose si complicano, solo gli attributi risolvono il problema, e la Dinamo stasera ha finalmente mostrato di averli, conquistando la vittoria più importante della stagione (almeno fino a questo punto). Tutti i giocatori scesi in campo hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo, hanno ringhiato a muso duro, difeso con energia e attaccato con lucidità quando contava. La partita di oggi è vissuta su sprazzi alternati da una parte e dall'altra, e ha esibito tanta, ma davvero tanta zona. Varese (priva di Rannikko, non scordiamolo - ma alla Dinamo mancava Hubalek) non ne aveva bisogno: se avesse difeso a uomo forse avrebbe vinto, dato che Sassari aveva una minore prestanza fisica. La Dinamo invece era quasi obbligata a difendere con la zona, dato che i lunghi erano carichi di falli. Abbiamo visto a lungo un quintetto con Vanuzzo centro, Sacchetti ala alta e i tre piccoli, eppure in difesa tutti sono andati a rimbalzo (cosa importante per il controllo dei palloni, che blocca il contropiede ma non concede secondi tiri agli avversari), e infatti oggi la Dinamo ha vinto la contesa sotto le plance per la seconda volta in tutta la stagione. Qui si è costruito il controllo del match: White con 12 rimbalzi, Sacchetti con 7 e Diener con 6.
Diener: ha tirato bene, difeso, preso rimbalzi (come detto) e smazzato i suoi assist. Pentole e coperchi, si dice, ma con White: oltre ai 12 rimbalzi pesano enormemente i 10 falli subiti e il 36 di valutazione (primo assoluto della giornata in campionato). Fantastico Tsaldaris: ha fatto i punti suoi e quelli di Pinton, oggi un po' opaco. Ma sinceramente parlare dei singoli, se pur le voci del tabellino citate sono incredibili, è riduttivo. Allora diciamo che il 108-83 dell'indice di valutazione e le 7 stoppate date (e nessun subita) parlano da soli. La Dinamo ha trovato in sè le energie giuste, proprio come aveva chiesto il coach in settimana, e le risposte giuste dai suoi uomini chiave.
Domenica si va a Siena, e ci saranno circa 150 sassaresi, per una partita dall'esito scontato, ma stasera sognare a occhi aperti è lecito: ce la giocheremo, a testa alta.
Nel momento in cui scrivo mi giunge la notizia (sarà vera?) che i Mele avrebbero aprofittato della trasferta in terra lombarda per contattare Tomas Van Den Spiegel, un giramondo del basket, fino a ieri a Milano. 2 metri e 14 centimetri per 114 chilogrammi, un lottatore, al momento un po' acciaccato, ma almeno Hunter avrà un lungo a fianco, un lungo vero. Certo, Van Den Spiegel è leggero come Hubalek, ma non se ne va in giro fuori dall'arco a sparacchiare. Lui sta sotto e lotta come un leone, le dà e le prende senza paura di rovinarsi il visino (un lungo in Serie A deve fare questo). Se verrà firmato sarà un importante input per la stagione della squadra, oltre che un grosso sacrificio economico (l'ennesimo) della società.
Staremo a vedere. Per stasera si sorride e basta. Domani riprende la lotta, perché la classifica non ammette cali di alcun tipo. Teniamoci stretta la Serie A... e FORZA DINAMO! ... Ed aggiungo, caro Luca,  che se abbiamo il top scorer della Serie A, James The Flight75 QUI le statistiche di White  magari c'è anche un pizzico di qualità nei nostri dieci sudati punticini... SD
prepotentemente El Greco !
Dimitrios attack  (la foto si riferisce alla partita contro Lottomatica Roma)
Super-James: +36 di valutazione e tripla doppia ! Top scorer con 258 punti
le 3 foto di Roma sono di Luigi Canu per basketinside (C) - si ringrazia l'autore

Varese e Siena

Dinamo 1992-'93 
Varese, 6 gennaio. Siena, 9 gennaio. C'è stata un'epoca in cui la Dinamo si è permessa il lusso di battere queste due blasonate formazioni. Il Siena "normale", quello sconfitto nei play off per la A2, molti anni fa, diversi anni prima dell'avvento  del presidente Minucci (1994), che ha portato la Mens Sana alla gloria dei cinque scudetti di cui quattro consecutivi. Una Conad Siena polverizzata ai play off del maggio 1989 vinti per 2-1, con relativo "accesso in Paradiso", parafrasando il titolo del compianto Flaminio Mancaleoni. Poi un campionato che in molti ricordano, quello del 1992-1993, dei tempi eroici di Frederick, Miller, Casarin, Ballestra, Brotto, in cui la Dinamo-Banco di Sardegna aveva battuto in trasferta i senesi, con un brillante 88-91. Nello stesso indimenticabile girone di andata, la Dinamo aveva regolato in casa con un sonoro 93-73 la Cagiva Varese, nobile decaduta in A2. E qualcuno si era accorto, come risulta dalla lettura delle cronache del tempo, di quel  pubblico formidabile, entusiasta, capace di far scoccare la scintilla e di spingere la propria squadra fino alla vittoria anche contro avversari temibili (già nel successivo campionato, 1993-'94, la situazione era cambiata ad appannaggio della squadra senese, vittoriosa al palazzetto come OLIDATA Siena per 89-84, in un durissimo match che vide la prestazione rabbiosa del nostro americano Tony Farmer, tagliato da lì a poco per motivi di  tesseramento irregolare - in sala stampa l'Avv. Milia si scagliò polemicamente contro i vertici federali, autori di un comportamento discriminatorio nei confronti della Dinamo, intervenendo in diretta rai tv; al termine del campionato Siena venne promossa in A1, mentre la Dinamo "slava" di Curcic e Markovski raggiunse quota 30 punti grazie ad un finale esaltante, con relativo accesso ai playout).

il grande Anthony Frederick va a schiacciare

dopo partita Ticino Siena-Dinamo



il capitano Federico Casarin salta la difesa di Varese

"Il Banco calpesta il mito"

Massimo Bini va negli spogliatoio dopo la vittoria in gara-1
La Dinamo versione 2010-2011 ha indubbiamente una caratura tecnica inferiore alle formazioni che si accinge ad incontrare in trasferta. Ma se c'é una lezione che il basket può dare è quella che nessuno è mai battuto in partenza e che alla vittoria si può arrivare combattendo con le unghie e con i denti. La Dinamo, anche questa Dinamo rattoppata, può trovare risorse nascoste, energie impensabili se solo lo volesse. Coach Dan Peterson ha appena detto che vuole che  i suoi giocatori  di Milano "sputino il sangue", li carica emotivamente perché sa bene cosa può dare una squadra estremamente determinata dal punto di vista psicologico. “Avrò l’emozione del debuttante ma non sono qui per fare il traghettatore, sono qui per vincere una partita alla volta. Voglio vedere i giocatori dare il massimo perché i tifosi vogliono vedere una squadra che sputa sangue in campo”.
Questa  è la grande lezione di Dan Peterson, un mito vivente  (QUI il suo record ) che a quasi 75 anni si permette il lusso di allenare una squadra come Olimpia Milano. E queste sue parole, le  dovrebbero leggere tutti, giocatori, coach e tifosi  !

il saluto di Dan Peterson al presidente Milia, ottobre 1989

domenica 2 gennaio 2011

don't panic


Dinamo Sassari 71 - Air Avellino 80.
Inserisco sempre il risultato, all'inizio, in modo tale che coloro che seguono questo blog da fuori, e che magari non conoscono bene la classifica di serie A, siano esattamente informati. E' la quinta sconfitta consecutiva, un trend negativo che va avanti dalla gara persa miseramente a Cantù (lì davvero non c'é stata partita). Viene anche in salita scrivere, si corre il rischio di essere impietosi, ma  penso pure che l'ipocrisia sia la cosa peggiore in questo momento. Ho l'impressione da un po' di tempo a questa parte che la Dinamo segua una specie di canovaccio, un testo teatrale con repliche che si susseguono quasi sempre uguali su un certo palcoscenico. Andiamo bene nel primo tempo, crolliamo nella ripresa, recupero sul finire e sconfitta. Oppure, andiamo male nei primi tempini, poi recuperiamo  nel proseguo ma non riusciamo comunque a portare a casa la vittoria. Oggi la Dinamo ha giocato da Dinamo per tutto il primo tempo. Ha concesso un punteggio bassissimo agli irpini. Alla ripresa, i nostri sono rimasti intontiti sotto i colpi di maglio della Air Avellino, che in meno di tre minuti ha ricucito lo svantaggio preso al riposo lungo. Da allora, la squadra irpina è andata in controllo e non c'è stato più nulla da fare, complici in primo luogo l'eclissi di Diener, la scarsa prestanza sotto canestro (ha addirittura guadagnato un rimbalzo Green, un giocatore bassissimo per il basket), la inconsistenza nel tiro da tre di tiratori scelti come l'ex Portland, Tsaldaris e  Manuel Vanuzzo. Avellino, ancora una volta, ha giocato la sua onesta partita, fatta di difesa arcigna, di palle rubate e recuperate, di rimbalzi vincenti e della sostanza di un giocatore come Szymon Szewczyk, + 21 di valutazione, giocatore ammirevole per dedizione e concretezza, polacco dell'82. La differenza tra Avellino e Dinamo sta quasi tutta qui, nel possedere (i primi) un gladiatore del genere sotto canestro, in grado di impressionare quando entra nell'area colorata, e nel possedere (noi) un Travis Diener fuori forma. Dall'inizio del campionato è come sgranare un rosario, ci hanno battuto tutti a turno sotto canestro, per un semplicissimo motivo: finora non abbiamo mai avuto un giocatore in grado di bloccare i vari Mason Rocca, Brunner, Ford, Oman, Szymon Szewczyk ecc. ecc. Aggiungete a scelta chi volete, anche Fletcher ha avuto i suoi momenti di gloria a Teramo, alla seconda di campionato. Problema playmaking. Il play è la base della squadra, ma quando un presunto leader si nasconde dietro gli avversari, non porta neppure palla come erano in grado di fare, non dico Chalmers o Jason Rowe, ma pure Sergio Milia dei gloriosi tempi, quando inizia a spadellare nei momenti topici in modo indecente, come accaduto contro Roma e oggi contro Avellino, allora dico che purtroppo bisogna tirare una riga netta e pensare al futuro.  Abbiamo coccolato, atteso, pazientemente, omaggiato, quasi idolatrato l'ex NBA: non si può dire che Sassari non abbia capito i suoi problemi e non l'abbia sostenuto. Il tempo delle prove e della assoluta comprensione è ormai scaduto, questo è il giocatore che abbiamo e non è più possibile nascondersi dietro un infortunio già risolto o una forma fisica già recuperata. Non è neppure possibile giocare senza lunghi di valore. Hunter si è rivelato un ottimo acquisto, anche oggi ha fatto una buona partita, una specie di profeta nel deserto, ma difende poco ed ha bisogno di essere innescato in velocità: ha bisogno di un costruttore di gioco che oggi non esiste o si nasconde. Vanuzzo ha quasi 35 anni, è ammirevole per attaccamento alla maglia e dedizione ma non può garantire più di cinque-otto minuti di serie A. Cittadini è una delle più grandi delusioni della Dinamo 2010-2011, spiace (anzi, addolora) scrivere certe cose su questo giocatore ma non è adatto in questo momento alla serie A. E' stranissimo che i dirigenti non abbiano ben compreso che è forse il caso di girarlo ad altro club, nel rispetto delle esigenze del giocatore, per acquistare un uomo di maggior peso e maggiormente concentrato sotto i tabelloni. Abbiamo, insomma un duo di americani molto positivi, White e Hunter. White è giocatore carismatico, di grandissimo valore, ma che così rende al 50-70% se non viene innescato dal play e della guardia. Tsaldaris, dopo un inizio folgorante, sta attraversando problemi fisici notevoli, la sua crisi coincide purtroppo con quella di tutta la Dinamo. Noi aspettiamo il gran ritorno del Greco perché conosciamo quanto è in grado di dare in termini di sostanza, intelligenza tattica, dedizione alla squadra. Anche Pinton può essere una buona base per ripartire, è in fase positiva fin dalla partita contro la Lottomatica e se in ipotesi dovesse essere cambiato il playmaker, sarebbe opportuno un suo impiego come guardia, stante la sua precisione nel tiro. Degli altri, ho la sensazione che Devecchi e Sacchetti stiano giocando in posizioni improprie, di certo non consone al valore dei singoli giocatori. Li aspettiamo. Un fatto è certo: senza l'asse play-pivot non esiste la Dinamo, non esiste il basket in generale, non esiste una nostra possibilità di salvezza in serie A. Questi sono gli interrogativi che tutti si pongono, oggi, preoccupatissimi per la condizione di classifica (visto che le inseguitrici Teramo e Brindisi hanno calendari più favorevoli dei nostri  e si sono adeguatamente rinforzate).    
Inizierei anche da una buona dose di motivazione psicologica. La Dinamo dell'ultimo tempino era inguardabile, non è mai riuscita a riprendersi dal contraccolpo di quel -11 beccato con la partenza al fulmicotone di Avellino dopo il riposo lungo. Allora ogni partita dovrà essere una battaglia! Non si cammina in campo,  si deve correre, ogni pallone vagante deve essere nostro, bisogna sbucciarsi le ginocchia e stare giù con il sederino a difendere per 40 minuti! Quattro vittorie in serie A non sono frutto del caso o colpa degli avversari, accompagnate da altre due buone prestazioni  che si erano viste contro Milano e Pesaro. Bisogna ripartire immediatamente da quanto di buono è stato fatto fin qui, capire che si può risalire le scale dell'inferno centimetro dopo centimetro, costruendo la squadra intorno a chi ci crede davvero (prima di tutto James White e Vanuzzo). Se invece qualcuno non ne ha voglia non ha che da dirlo...
Per sempre Forza Dinamo, ricordiamoci che noi o ci salviamo come collettivo o siamo condannati a soccombere. 
E per ora credo che basti così.
In inglese:

in italiano: 
Nota: come si organizza un degno settore ospiti. 
Partita: Siena-Bologna 2/1/2011. I bolognesi si presentano in circa cinquanta. In conformità alla legge italiana vigente (non adattabile a seconda delle occasioni, la legge e basta), l'efficiente club senese predispone sempre un apposito settore per soli ospiti, separato da tutti gli altri settori da alte barriere che possono sembrare antiestetiche, ma evitano inopportuni contatti tra tifoserie, che hanno interessi sportivamente opposti (il miscuglio delle tifoserie lo lasciamo volentieri alle serie C2 oppure alle partite del basket femminile, o magari al minibasket). Il numero di operatori della polizia è adeguato, sono collocati a sinistra per chi guarda la foto e non si tratta di agenti della Volante (queste cose si vedono solo a Sassari), ma di gente con caschi e manganelli. Da notare anche i carabinieri, dislocati verticalmente su ciascun gradino, su ciascun lato rispetto agli ultras bolognesi. Ulteriori agenti sono in borghese, prevalentemente della Digos. Congruo numero di steward, come richiede la legge (possibilmente incensurati e non legati a qualche fazione di tifosi),  disposti non sul campo a guardare la partita, ma sulle tribune all'estrema sinistra per chi  vede la foto; si notano le fosforescenze delle tipiche pettorine arancioni (e non blu, quindi non regolamentari, come si vede a Sassari). A Sassari evidentemente abbiamo ancora molto da imparare...