domenica 12 dicembre 2010

Dinamo: una sconfitta dolorosa

Cittadini, uno degli ex essendo "sponda Fortitudo"
Click here galleria fotografica Dinamo-Virtus Bologna-courtesy L'Unione Sarda (c)
Non è facile trovare la giusta lucidità e il giusto equilibrio nell'analizzare la partita di oggi. Per la Dinamo l'occasione era ghiotta: Bologna come da previsione si è presentata al Palaserradimigni priva del gioiellino Poeta e del lungo Sanikidze, uno dei più atletici numeri 4 del campionato.

La gara è stata affrontata dalle due squadre col piglio giusto, e la Dinamo ha condotto per gran parte della partita, cedendo solo nel finale. Ci sono però tante cose che hanno lasciato l'amaro in bocca ai 4500 appassionati accorsi al palazzetto (fra i quali anche uno sparuto gruppo di emiliani, la maggior parte ragazze), e sono tutte legate al discutibile atteggiamento della terna arbitrale: Guerrino Cerebuch, Paolo Quacci e Maurizio Biggi.

Chiariamo: la Virtus è forte e blasonata, ma da dei professionisti quali sono gli arbitri del massimo campionato ci si aspetta una conduzione della gara senza due pesi differenti, perché le stesse infrazioni vanno fischiate ad ambedue le parti del campo, anziché una sola.

E' una grande amarezza vedere oggi in Serie A un arbitraggio così meschino e di parte, ma così è stato. Per chi, come me, conosce il basket per averlo anche praticato oltre che seguito da una vita, è dura vedere che le infrazioni di 3 secondi hanno valutazioni differenti, che gli sfondi con spallate al petto del difensore hanno valutazioni differenti, che le spinte e le trattenute (alcune evidenti, le magliette non si allungano da sole) a seconda di chi le fa sono sanzionate oppure no, e poi ancora che da certi giocatori si accettano plateali gesti che significano "vai a quel paese" mentre agli altri si va addirittura a provocarli. E questo è poco, perché entrare nei particolari è davvero doloroso. Basti pensare a quante volte il pubblico si è alzato in piedi a contestare rumorosamente le chiamate della terna: non capitava dalla prima stagione in Serie A2 (si chiamava così). O ancora al coro "buffoni buffoni" udito proprio quando è arrivato un fischio a favore (uno dei pochi discutibili regalati ai sassaresi).

Cosa determina una arbitraggio così scandaloso? Il timore reverenziale, legato al blasone di una delle squadre più titolate d'Italia (e della quale chi sta scrivendo è tifoso sin da quando era piccolo). Solo questo può spiegare come, in un secondo Quarto disastroso per i bolognesi (5 punti nei primi 8 minuti del parziale), la Virtus sia stata rimessa in partita con 4 chiamate consecutive che hanno fatto urlare tutti, anche gli anziani, che guardano la partita serenamente. Stesso discorso nel terzo Quarto, con Bologna che riesce a trovare il canestro con grande difficoltà (alcune triple sono state buttate al cielo e sono entrate, anche la fortuna ci sta). Eppure la Dinamo era ancora avanti, con Diener a dettare i ritmi ma senza incidere a fondo, con la difesa che funzionava davvero bene e l'attacco che zoppicava un po' sì, ma funzionava.

Il quarto parziale ha visto la terna dare il meglio di sé. Dati i problemi di falli dei lunghi sassaresi (grazie a diverse chiamate dubbie), Sacchetti ha scelto di gettare nella mischia il figlio, da numero 4, al posto di un infortunato Vanuzzo e uno spento Cittadini e con Hubalek con 4 falli. La scelta si è rivelata azzeccata offensivamente, ma in difesa è stata dura. In quel momento la partita è girata, perché la Dinamo ha alzato l'intensità difensiva, nei contatti, adeguandosi alla fisicità dei bolognesi (ben tollerata dalla terna) e gli arbitri hanno fischiato di tutto, e a senso unico, concedendo a Bologna di spintonare e strattonare rimanendo impunita. Pertanto, se da una parte consenti tutto, oltre i limiti delle regole, e dall'altra punisci tutto, con valutazione esattamente opposte, giocare è dura: e Bologna (che pure ha giocato una buona partita) ha avuto la strada spianata verso il successo.

Troppo facile. Troppo scorretto. La partita poteva essere vinta, e la si stava vincendo, con difficoltà. Ma se una squadra viene rimessa anzi mantenuta in partita quando gioca male (2° e 3° Quarto) e poi nell'ultimo parziale riceve una spinta decisa in sede di fischi arbitrali, è facile, davvero facile: pensate solo ai 12 falli fischiati (più della metà regalati) alla difesa della Dinamo, e ai conseguenti 17 viaggi in lunetta gratis per i bolognesi, e il gioco è fatto. Poi si può dire che Bologna è squadra più alta, più tosta, più pesante (il conto dei rimbalzi ha inciso, come al solito), si può anche dire che Pinton è assente e che Hubalek è scostante, ma i conti non tornano, perché la Dinamo era comunque avanti.

In apertura dicevamo che la sconfitta è stata dolorosa. Ma per fortuna ora apprendiamo che Teramo, Avellino e Brindisi hanno perso: bisogna guardare dietro. Sabato prossimo arriva l'altra corazzata, la Benetton Treviso. Ci si può fidare della federazione arbitrale?
Servizio TG Videolina 13.12.2010 

highlights SKY:
DINAMO SASSARI- CANADIAN SOLAR BOLOGNA 66-75 (20-20: 37-31; 54-52) - 
SASSARI: White19 (5/11, 1/4. 6 r.). Hunter 15 (6/8. 8 r.), Devecchi 3 (0/1). Cittadini 1 (2 r.), Diener 9 (1/5,1/3,4 r.), Sacchetti 6 (1/2,0/1), Tsaldaris 7 (1/5.1/4,4 r.J.Vanuz-zo (0/3). Pinton (0/1,0/1). Hubalek6 (1/3,1/5,8 r.). All. Sacchetti. 
BOLOGNA: Koponen 9 (1/5,1/2.31), Moraschini (0/1.2 r), Homan 21 (6/12,16 r.), Wìn-ston 23 (7/15.1/4. 8 r.), Martinoni (0/1,1 r.), Gai-lius 6 (0/1.2/4), Parzenski. Kemp 6 (0/4,2/3,2 r.), Amoroso 10 (4/9, 0/2,13 r.), ne Bottoni. Spizzichini e Busi. All. Lardo. 
ARBITRI: Cerebuch, Quacci e Biggi 6. NOTE - 
Tiri liberi: Sassari 21/27; 
Bologna 21/31.
5 falli: Hubalek al 36'43" (59-65) e Hunter al 38'54" (64-69). 
Percentuali di tiro: Sassari 20/60 (5/24 da tre, ro 14 rd 24); Bologna 24/63 (6/15 da tre. ro 19 rd 30) Spettatori 4.500. 
Pagelle - SASSARI: White 6.5 Hunter 6 Devecchi 6.5 Diener 6,5 Sacchetti 6,5 Tsaldaris 6 Hubalek 6 AH Sacchetti 6,5. BOLOGNA: Koponen 6.5 Mora-schini 6 Homan 9 Winston 8 Martinoni 6 Gailius 6,5 Kemp 5.5 Amoroso 7,5 AH. Lardo 8. Il migliore: Homan (Giampiero Marras - Unione Sarda)

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