lunedì 22 novembre 2010

Ocean of fire

il nuovo simbolo dell'Edera Bakkus (i colori sociali sono il biancoverde)
il mitico squadrone di coach Mazzoleni
Ben poco resta da aggiungere a quanto acutamente osservato da Skywalker. Poche e sintetiche cose: intanto, non ci si può sognare di vincere su un campo come quello di Pesaro tirando da 3 con una percentuale bassissima (2/19, un 10,5% ancora inferiore a quello già basso registrato contro la AJ Milano). E’ possibile che questo sia indice di scarsa lucidità, che potrebbe pure derivare dall’orario insolito della partita capace di incidere sui bioritmi dei giocatori (si risponderà facilmente che anche Pesaro ha giocato alle 11:45, ma loro ci sono più abituati dei nostri giocatori perché da tempo militano in serie A). In secondo luogo, la Dinamo deve sciogliere il nodo Travis Diener. Senza l'americano noi andremo incontro a probabili insuccessi. O questo giocatore viene recuperato appieno, il che significa riacquisto di una buona forma fisica che gli permetta di affrontare tutti i 40 minuti senza timore di essere sostituito, oppure si dovrà ricorrere al mercato per cercare un playmaker che potrebbe anche essere un giocatore con passaporto italiano. In ogni caso il roster è ristretto, era impensabile presentarsi a Pesaro con non più di sette giocatori validi, con una panchina che ha dato un apporto modestissimo (solo 6 punti, una miseria se si confrontano le precedenti partite vittoriose). Questo significa che la Dinamo ha assoluta necessità di un undicesimo uomo, ma anche di un dodicesimo giocatore se necessario, visto che Pesaro è stata in grado di supplire ottimamente alle assenze di ben tre titolari, se necessario anche con gli under 19 (Andrea Traini, classe ’92 tanto per intenderci, in 14 minuti ha segnato 3 punti, arpionato 5 rimbalzi e fornito 3 assist; ma ci sarà una migliore occasione per parlare dei nostri giovani e della scarsissima attenzione che la Dinamo evidentemente rivolge al basket giovanile sassarese).
Rispetto alla sconfitta di Pesaro, la Dinamo ha però molte attenuanti. La settimana travagliatissima in palestra (con Diener bloccato dalla febbre venerdì mattina, Pinton che praticamente non si è allenato a causa di un risentimento al polpaccio, e Sacchetti colpito dal mal di schiena alla fine dell’allenamento del venerdì). Aggiungerei il metro arbitrale ingiusto, in quanto si è visto chiaramente che nel finale avevamo ben quattro giocatori gravati di altrettanti falli (a White, uno dei più positivi con +12 di valutazione, sono stati fischiati almeno due falli inesistenti). Un canestro regolare di Tsaldaris è stato scippato dai tre in arancione, tra le proteste del greco, giocatore disciplinato e non aduso a perdere tempo in contestazioni. Sono già tre partite, Milano, Biella e ora Pesaro, che la Dinamo deve subire evidentissimi errori arbitrali, senz’altro non addebitabili a mala fede ma capaci di far perdere lucidità e di incidere sull’equilibrio generale della partita. Adesso ci aspetta un ciclo di fuoco: lo scontro salvezza contro Brindisi (stoppata a due punti in classifica dal rinato Caserta), in relazione al quale è stato efficacemente detto che non possono farsi prigionieri. Non sarà una sfarzosa serata di gala, tanto per capirci e quindi ci si aspetta non un pubblico di contemplativi, ma un insieme di persone urlanti capaci di sostenere la Dinamo dal primo all’ultimo minuto. A seguire la difficile trasferta canturina contro una delle grandi del basket italiano, poi in casa Virtus Bologna e Benetton Treviso (almeno una di queste partite deve essere vinta, costi quel che costi). Poi la trasferta romana del 28 dicembre, e lì saremo davvero in tanti a seguire la Dinamo, che non potrà deluderci. Abbiamo il dovere di provarci e di credere nella salvezza, nostro unico traguardo della stagione. I conti come al solito li faremo alla fine, intanto devono tornare fiducia, estrema determinazione, se possibile il cinismo visto in qualche occasione in trasferta. Attraverseremo un oceano di fuoco, ma siamo pronti a farlo.
L’occasione è buona per parlare anche degli ottimi andamenti delle squadre sassaresi nei campionati c.d. “minori” (in realtà, sono tornei abbastanza difficili). B Dilettanti. La Robur, che annovera tra le sue fila due ex Dinamo come E. Rotondo e Manca, è finalmente tornata alla vittoria regolando la capolista Chieti con un secco 90-74, sabato sera al Palazzetto. Davanti al suo pubblico, la giovane squadra roburina ha avuto dalla sua un grande Giuliano Samoggia, assistito da giovani interessanti come Sechi e Andrea Spampinato.
Ale Manca, finalmente concentrato, ha portato in carniere 18 punti preziosi. Si attende ora la trasferta di Scauri, campo caldissimo ed assolutamente ostico (si tratta di un’antica avversaria della Dinamo ai tempi gloriosi della serie B), con una squadra che solitamente gioca davanti a 2000 spettatori a partita. C Nazionale. Prosegue la marcia della matricola (per modo di dire…) Edera Bakkus, che stravince a Ciampino e porta a 12 i punti del suo solitario primato. Un roster sontuoso a disposizione di coach Mazzoleni, basta pensare a giocatori di esperienza come Dario Ziranu, Brembilla e Rolando, a giovani di sicuro valore, come Franz Desole (ex Casalpusterlengo e Silver P.T.), ai due ottimi argentini Ricci e Nobile; ad autentiche scoperte come Tola, prelevato dal CUS Sassari. Senza dimenticare Putignano, possente ala che sta dando grandi soddisfazioni a coach Mazzoleni (uno dei pochi giocatori cagliaritani in attività qui a Sassari). Un team assemblato grazie alla giusta ambizione del presidente Marco Milia, unita alla abilità di Jorge Rifatti, prontissimo nel pescare nel mercato argentino sempre nuovi giocatori. QUI la pagina facebook della Bakkus Edera. B di eccellenza femminile. Sassari ha assoluta necessità di recuperare il ruolo che ha sempre avuto nel basket donne, grazie all’esperienza di quella straordinaria fucina di campioni che si chiama Sant’Orsola. E’ sufficiente citare i nomi indimenticabili di Nunzia e Roberta Serradimigni, ma anche di Eleonora Palmas (che giocò diversi campionati di serie A), per trasmettere dei messaggi piuttosto evocativi a tutti quelli che da anni seguono il basket femminile. La gloriosa squadra neroarancione quest’anno (ha appena sbancato, sabato scorso, il parquet dell’Astro Cagliari), sembra avere le carte in regola per giocarsela nella poule-promozione, ha acquistato ragazze fortissime come Brembilla e Cuccu (ex Mercede Alghero), ha dalla sua l’affidabilità di ragazze encomiabili e che rispondono al nome di Renda, Giglio Tos e Fidossi. Manca solo una cosa: un pubblico numeroso e caloroso. Perciò io rivolgo un appello affinché queste ragazze innamorate della pallacanestro e, a volte, commoventi per la grinta che ci mettono, vengano incoraggiate e sostenute quanto più possibile. Forza ragazze, alè Sant’Orsola! QUI la simpatica pagina facebook del Sant'Orsola ,con moltissime foto d'epoca !
QUI il semplice ma efficace sito del Sant'Orsola team 98.
Franz Desole a sx e l'inossidabile Dario Ziranu (38 primavere e non sentirle...)

Edera a canestro contro Valmontone.


l'interessante Tola, ex CUS Sassari, va al tiro.

il roster del Sant'Orsola team 2010-2011


una formazione storica del mitico Sant'Orsola, ovviamente con il coach Gianni Motzo, in A2 nella indimenticabile palestra CONI di viale Adua.
Barbara Cuccu, agile guardia del Sant'Orsola F in serie B di eccellenza.
Manu Rotondo, "il #12 ", giocatore della Dinamo dal 1990 al 2007.

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