martedì 23 novembre 2010

Dalla sconfitta di Pesaro alla sfida con Brindisi






Eccoci qua a leccarci le ferite dopo la sconfitta di domenica mattina. La Dinamo ha ripreso gli allenamenti con la solita incognita Diener e alla ricerca della forma migliore per i recuperandi Sacchetti e Pinton.

Domenica poteva essere una buona occasione per i nostri colori: Pesaro aveva ben tre assenti, fra cui l'uomo chiave Collins, uno dei migliori play del campionato, e così non è una squadra irresistibile. Eppure Pesaro ha sopperito all'assenza del proprio leader con i due esterni Cinciarini e Hackett in grande spolvero, mentre la Dinamo non ha trovato il bandolo della matassa con la panchina, soccombendo meritatamente.

Guardando le cifre della partita si può notare che il saldo rimbalzi-perse-recuperate non è stato inclemente, e che la Dinamo ha tirato meglio i liberi e da due; poca è stata la differenza sui falli fischiati. Le
percentuali nel tiro da tre sono state uno dei fattori della contesa, e ciò è dovuto al diverso atteggiamento in campo delle due squadre: nella metà campo sassarese l'attacco dei biancorossi di coach Dalmonte ha fatto girare la palla sempre più velocemente della difesa biancoblu, costruendo ottimi tiri non contestati, mentre dall'altra parte la circolazione di palla sassarese è stata soffocata dalla maggiore rapidità della difesa di Pesaro, e il misero 2/19 (10,5%) da tre parla da solo.

Già: la rapidità in campo, l'agonismo... Pesaro era più tonica e forse motivata della Dinamo, poi giocava in casa: due più due ha fatto la differenza, e gli 11 punti dello scarto finale non sono stati di più solo perché la Dinamo ha mosso bene la zona (sarebbe bello vederla più spesso, e non solo in situazioni di emergenza).

Travis Diener manca tantissimo ai giochi di squadra, ammettiamolo. I suoi lampi di genio sono un extra-valore aggiunto alle alchimie tattiche del quintetto di coach Sacchetti, e Mauro Pinton (che, ricordiamolo, domenica non stava bene) non è un play puro, ma più una guardia tiratrice. Speriamo che la sosta forzata dovuta all'influenza abbia consentito alle gambe del play proveniente dagli Indiana Pacers di recuperare un po', per arrivare alla partita di domenica prossima in condizioni di reggere il campo almeno per 25-30 minuti.

Ma guardiamo un attimo la classifica: la Dinamo occupa la decima posizione, al centro del gruppone, e sotto di sé ha ancora squadre dai roster fantasmagorici come la Benetton e la Lottomatica (in netta ripresa come visto contro Milano domenica pomeriggio), che prima o poi verranno fuori (la Dinamo deve ancora incontrarle entrambe), e sotto ci sono poche altre squadre. Ciò ci proietta verso la partita di domenica.

Al Palaserradimigni scenderà in campo l'
Enel Brindisi, in una partita dai diversi sapori. Brindisi è la squadra che ha rifilato un netto 0-3 nella scorsa stagione alla Dinamo, ma ha cambiato tantissimo nel proprio roster, e un nuovo cambiamento è avvenuto proprio in questi giorni, con la rescissione del contratto di Radulovic e gli acquisti di Roberson, Pugi e Touré, che hanno irrobustito un roster già solido.

Che caratteristiche ha Brindisi? Vediamole nel dettaglio.

I
falli, anzitutto: Brindisi ne commette e ne subisce molti meno della Dinamo. Da due tira col 46,3% (contro il nostro 56,2%), da tre invece va un pochino meglio (33,3%, noi invece il 29,5%, siamo fra gli ultimi). I tiri liberi: ne tira di meno e peggio (69,0% contro il 79,7% della Dinamo). Nei rimbalzi invece il gap è sostanzioso: 227 (quasi 38 di media) per l'Enel contro i 178 biancoblu (quasi 30 di media). Brindisi perde più palle di quante ne recupera, al contrario della Dinamo che ha un saldo positivo, e negli assist il divario è abissale: Sassari ne smazza quasi il doppio.

Da queste cifre la possibile lettura della partita e l'impostazione del coach Sacchetti: le due necessità della Dinamo (cifre alla mano) sono di vincere o contenere il gap nella lotta ai rimbalzi e tappare le bocche da fuoco sul perimetro, due cose che fanno a pugni, perché se tiri la coperta da una parte, lasci scoperto dall'altra... davvero un bel rebus.

Al di là di queste considerazioni statistiche, vale una cosa più di tutte. Questa partita è cruciale per il campionato di Sassari: il calendario che viene è durissimo da affrontare, e tenere Brindisi a 6 punti (salendo noi a 8 in caso di vittoria) è fondamentale. Bisogna guardare indietro, e non avanti: c'è Teramo ancora a zero punti. Ci vuole il giusto agonismo, insomma.

Un'ultima considerazione: è sin dall'inizio della preparazione che la Dinamo non ha affrontato gli allenamenti (oltre che le partite) con tutti i giocatori in perfette condizioni fisiche. Chissà che questa jella non finisca e si possa affrontare il resto della stagione al top. Infatti, in serie A nessuno ti regala niente.
Skywalker

(ringrazio Turritano12 per i video)




lunedì 22 novembre 2010

Ocean of fire

il nuovo simbolo dell'Edera Bakkus (i colori sociali sono il biancoverde)
il mitico squadrone di coach Mazzoleni
Ben poco resta da aggiungere a quanto acutamente osservato da Skywalker. Poche e sintetiche cose: intanto, non ci si può sognare di vincere su un campo come quello di Pesaro tirando da 3 con una percentuale bassissima (2/19, un 10,5% ancora inferiore a quello già basso registrato contro la AJ Milano). E’ possibile che questo sia indice di scarsa lucidità, che potrebbe pure derivare dall’orario insolito della partita capace di incidere sui bioritmi dei giocatori (si risponderà facilmente che anche Pesaro ha giocato alle 11:45, ma loro ci sono più abituati dei nostri giocatori perché da tempo militano in serie A). In secondo luogo, la Dinamo deve sciogliere il nodo Travis Diener. Senza l'americano noi andremo incontro a probabili insuccessi. O questo giocatore viene recuperato appieno, il che significa riacquisto di una buona forma fisica che gli permetta di affrontare tutti i 40 minuti senza timore di essere sostituito, oppure si dovrà ricorrere al mercato per cercare un playmaker che potrebbe anche essere un giocatore con passaporto italiano. In ogni caso il roster è ristretto, era impensabile presentarsi a Pesaro con non più di sette giocatori validi, con una panchina che ha dato un apporto modestissimo (solo 6 punti, una miseria se si confrontano le precedenti partite vittoriose). Questo significa che la Dinamo ha assoluta necessità di un undicesimo uomo, ma anche di un dodicesimo giocatore se necessario, visto che Pesaro è stata in grado di supplire ottimamente alle assenze di ben tre titolari, se necessario anche con gli under 19 (Andrea Traini, classe ’92 tanto per intenderci, in 14 minuti ha segnato 3 punti, arpionato 5 rimbalzi e fornito 3 assist; ma ci sarà una migliore occasione per parlare dei nostri giovani e della scarsissima attenzione che la Dinamo evidentemente rivolge al basket giovanile sassarese).
Rispetto alla sconfitta di Pesaro, la Dinamo ha però molte attenuanti. La settimana travagliatissima in palestra (con Diener bloccato dalla febbre venerdì mattina, Pinton che praticamente non si è allenato a causa di un risentimento al polpaccio, e Sacchetti colpito dal mal di schiena alla fine dell’allenamento del venerdì). Aggiungerei il metro arbitrale ingiusto, in quanto si è visto chiaramente che nel finale avevamo ben quattro giocatori gravati di altrettanti falli (a White, uno dei più positivi con +12 di valutazione, sono stati fischiati almeno due falli inesistenti). Un canestro regolare di Tsaldaris è stato scippato dai tre in arancione, tra le proteste del greco, giocatore disciplinato e non aduso a perdere tempo in contestazioni. Sono già tre partite, Milano, Biella e ora Pesaro, che la Dinamo deve subire evidentissimi errori arbitrali, senz’altro non addebitabili a mala fede ma capaci di far perdere lucidità e di incidere sull’equilibrio generale della partita. Adesso ci aspetta un ciclo di fuoco: lo scontro salvezza contro Brindisi (stoppata a due punti in classifica dal rinato Caserta), in relazione al quale è stato efficacemente detto che non possono farsi prigionieri. Non sarà una sfarzosa serata di gala, tanto per capirci e quindi ci si aspetta non un pubblico di contemplativi, ma un insieme di persone urlanti capaci di sostenere la Dinamo dal primo all’ultimo minuto. A seguire la difficile trasferta canturina contro una delle grandi del basket italiano, poi in casa Virtus Bologna e Benetton Treviso (almeno una di queste partite deve essere vinta, costi quel che costi). Poi la trasferta romana del 28 dicembre, e lì saremo davvero in tanti a seguire la Dinamo, che non potrà deluderci. Abbiamo il dovere di provarci e di credere nella salvezza, nostro unico traguardo della stagione. I conti come al solito li faremo alla fine, intanto devono tornare fiducia, estrema determinazione, se possibile il cinismo visto in qualche occasione in trasferta. Attraverseremo un oceano di fuoco, ma siamo pronti a farlo.
L’occasione è buona per parlare anche degli ottimi andamenti delle squadre sassaresi nei campionati c.d. “minori” (in realtà, sono tornei abbastanza difficili). B Dilettanti. La Robur, che annovera tra le sue fila due ex Dinamo come E. Rotondo e Manca, è finalmente tornata alla vittoria regolando la capolista Chieti con un secco 90-74, sabato sera al Palazzetto. Davanti al suo pubblico, la giovane squadra roburina ha avuto dalla sua un grande Giuliano Samoggia, assistito da giovani interessanti come Sechi e Andrea Spampinato.
Ale Manca, finalmente concentrato, ha portato in carniere 18 punti preziosi. Si attende ora la trasferta di Scauri, campo caldissimo ed assolutamente ostico (si tratta di un’antica avversaria della Dinamo ai tempi gloriosi della serie B), con una squadra che solitamente gioca davanti a 2000 spettatori a partita. C Nazionale. Prosegue la marcia della matricola (per modo di dire…) Edera Bakkus, che stravince a Ciampino e porta a 12 i punti del suo solitario primato. Un roster sontuoso a disposizione di coach Mazzoleni, basta pensare a giocatori di esperienza come Dario Ziranu, Brembilla e Rolando, a giovani di sicuro valore, come Franz Desole (ex Casalpusterlengo e Silver P.T.), ai due ottimi argentini Ricci e Nobile; ad autentiche scoperte come Tola, prelevato dal CUS Sassari. Senza dimenticare Putignano, possente ala che sta dando grandi soddisfazioni a coach Mazzoleni (uno dei pochi giocatori cagliaritani in attività qui a Sassari). Un team assemblato grazie alla giusta ambizione del presidente Marco Milia, unita alla abilità di Jorge Rifatti, prontissimo nel pescare nel mercato argentino sempre nuovi giocatori. QUI la pagina facebook della Bakkus Edera. B di eccellenza femminile. Sassari ha assoluta necessità di recuperare il ruolo che ha sempre avuto nel basket donne, grazie all’esperienza di quella straordinaria fucina di campioni che si chiama Sant’Orsola. E’ sufficiente citare i nomi indimenticabili di Nunzia e Roberta Serradimigni, ma anche di Eleonora Palmas (che giocò diversi campionati di serie A), per trasmettere dei messaggi piuttosto evocativi a tutti quelli che da anni seguono il basket femminile. La gloriosa squadra neroarancione quest’anno (ha appena sbancato, sabato scorso, il parquet dell’Astro Cagliari), sembra avere le carte in regola per giocarsela nella poule-promozione, ha acquistato ragazze fortissime come Brembilla e Cuccu (ex Mercede Alghero), ha dalla sua l’affidabilità di ragazze encomiabili e che rispondono al nome di Renda, Giglio Tos e Fidossi. Manca solo una cosa: un pubblico numeroso e caloroso. Perciò io rivolgo un appello affinché queste ragazze innamorate della pallacanestro e, a volte, commoventi per la grinta che ci mettono, vengano incoraggiate e sostenute quanto più possibile. Forza ragazze, alè Sant’Orsola! QUI la simpatica pagina facebook del Sant'Orsola ,con moltissime foto d'epoca !
QUI il semplice ma efficace sito del Sant'Orsola team 98.
Franz Desole a sx e l'inossidabile Dario Ziranu (38 primavere e non sentirle...)

Edera a canestro contro Valmontone.


l'interessante Tola, ex CUS Sassari, va al tiro.

il roster del Sant'Orsola team 2010-2011


una formazione storica del mitico Sant'Orsola, ovviamente con il coach Gianni Motzo, in A2 nella indimenticabile palestra CONI di viale Adua.
Barbara Cuccu, agile guardia del Sant'Orsola F in serie B di eccellenza.
Manu Rotondo, "il #12 ", giocatore della Dinamo dal 1990 al 2007.

domenica 14 novembre 2010

Coi piedi per terra

nuove fotografie Dinamo-Milano: clicca qui






Quanto è bella Sassari sotto il sole, un calore gradevole che ispira desideri di gite e schitarrate. Sassari oggi però è rimasta col fiato sospeso per un'ora e mezzo circa, ed è tornata coi piedi sulla terra, dopo aver sognato col cuore gonfio di gioia per il primo magico mese nella massima serie.

Diciamolo, se una sconfitta casalinga doveva arrivare in questo difficile campionato di Serie A, questa partita era una delle indiziate numero uno. E lo era ancora di più perché questa squadra di ragazzi guasconi ancora non ha affrontato sin dal precampionato una settimana di allenamento con tutti i giocatori al 100%. I tre americani sono ancora incerottati (uno, White, non doveva neppure giocare), Cittadini risente ancora dell'operazione in artroscopia, e un po' tutti gli altri si stanno gestendo chi storte, chi contratture, chi altre piccole cose. Per giocare contro la squadra meglio attrezzata del torneo (lo ammetto, Milano forse è meglio di Siena, almeno per ora) occorrevano tutti gli effettivi al 100%, e così non è stato.

Milano ha dominato la partita anzitutto mentalmente, e poi anche fisicamente. In questo secondo aspetto ha avuto un aiutino dall'eccessiva permissività arbitrale (sembrava un metro arbitrale da Eurolega), ma l'Olimpia era più forte e ha vinto con merito.

Il primo quarto ha fatto capire da subito che partita avremmo visto: tanti errori da ambedue le parti, ma la Dinamo è rimasta avanti perché i tre americani erano freschi, ancora non risentivano degli infortuni patiti nelle ultime due settimane (Diener da questa estate, invero), e perché Milano non aveva ancora trovato le contromisure difensive sui giochi dei sassaresi.

Nel secondo quarto la musica è cambiata: Sacchetti è stato costretto a partire con l'intera panchina e la botta è arrivata dura. 4 punti in 10' e fuga di Milano, lanciatissima. Il resto è stata una specie di amministrazione controllata, con l'Armani Jeans che nel finale ha dato le redini del gioco ai suoi esterni, i quali hanno piazzato le mazzate decisive con giocate in isolamento, e con la Dinamo che è stata punita ben oltre i propri demeriti da alcuni discutibili fischi che in almeno tre occasioni hanno portato Milano in lunetta proprio nel momento della tanto agognata rimonta.

Giusto chiudere con il dovuto omaggio al pubblico. Tribune piene all'inverosimile, tifo inesauribile, e tanto ma tanto blu a colorare il colpo d'occhio del Palaserradimigni.

La partita di oggi è stata la prima vera prova dura di questo campionato, la squadra saprà crescere ancora.
Skywalker
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Ringrazio Luca per questo primo prezioso contributo, ora in forma ufficiale come collaboratore (a proposito, grazie e buona fortuna!).
Scrivo a caldo con ancora negli occhi le immagini della partita a cui abbiamo assistito. Una buona partita, che poteva essere addirittura ottima se la Dinamo si fosse espressa sui livelli delle tre precedenti. "Purtroppo" in campo si va in dieci, sembrerà una banalità ma stavolta non avevamo di fronte una squadretta di comprimari: c'era AJ Milano, tutto il contrario di una squadra della nostra fascia, un team che quest' anno punta decisamente allo scudetto guardando con un occhio più che ottimistico anche all'Eurolega. La Dinamo ha pagato lo scotto del noviziato davanti ad un pubblico debordante, forse numericamente uguale a quello che si è visto quest'anno a giugno contro Prima Veroli in gara3 e nella decisiva gara4. Può darsi che abbiano sentito/subito la pressione psicologica, cosa possibile pur trattandosi di professionisti, ma quel che è certo è che la Dinamo per lunghi tratti non ha espresso il suo gioco veloce, a trazione anteriore, impelegata nella ragnatela difensiva disegnata da coach Bucchi. Per la prima volta in campionato, ho visto una evidente difficoltà nella costruzione dell'azione, dovuta ad un fisicità impressionante nella marcatura, con conseguenti problemi per liberare l'uomo al tiro dal perimetro o anche solo per servire i nostri lunghi nel colorato. A questo occorre aggiungere altri due particolari, decisivi per far pendere la bilancia in favore di Milano che ha naturalmente meritato questa vittoria. Intanto, le basse percentuali nel tiro da 3, ciò forse significa che i nostri esterni, serviti poco e male, avevano grosse difficoltà per tirare anche coi piedi per terra: di fronte a quella difesa asfissiante, propiziata da arbitri di manica larga, il giocatore che riceveva aveva a disposizione centesimi di secondo per il tiro, perché vi era sempre un marcatore a chiudere o contrastare. In secondo luogo, nel colorato uno del calibro di Mason Rocca (in doppia doppia) ha fatto il bello ed il cattivo tempo. Si sente l'assenza di un centro di ruolo, Cittadini risente ancora di problemi fisici, tarda ad entrare in partita, le guardie marcano poco e Vanuzzo con avversari giovani e velocissimi entra in difficoltà. Hubalek, positivissimo contro Biella, ha sbagliato canestri facili nel secondo, disastroso tempino fino a costringere Sacchetti a sostituirlo (2 punti in 15 minuti giocati, quasi una bestemmia per uno come lui). Bloccato Diener, vera fonte del gioco Dinamo, Milano era a metà dell'opera per portare a casa i due punti. Di fatto, AJ Milano ha creato un solco in quel vero e proprio blackout Dinamo -fisico ma soprattutto mentale - avvenuto nel secondo quarto, quando in campo si è vista una solo squadra, la candidata pù autorevole allo scudetto (solo 4 punticini raccattati, qualcosa che non si vedeva da tempo) . Dopo l'intervallo lungo la Dinamo ha ripiegato sul tiro dal perimetro, con Tsaldaris, Sacchetti e Devecchi ancora con le polveri bagnate, trovando qualche spazio per penetrazioni nel colorato grazie ad Hunter finalmente risvegliatosi dal torpore iniziale. A quel punto è venuto fuori il pick'n'roll di Finley , preciso dai 6,75 metri, che alla fine ha marcato 20 punti. 28 palle perse, una corrispondente infinità di palle recuperate per Milano; a questo occorre aggiungere il 3 su 21 nel tiro da 3 complessivo (misero 14,3 %), a dimostrazione della pessima giornata al tiro, e la sconfitta sta tutta in questi impietosi numeri.
Apprezzamenti e un pizzico di sorpresa dell'Olimpia per i nostri applausi finali: evidentemente non conoscono il pubblico di Sassari, la nostra passione e la nostra correttezza dimostrata da ben 17 anni in Legadue senza che si sia mai vista un'invasione di campo, men che meno una'aggressione a giocatori avversari o uno striscione offensivo. Inizieranno finalmente a conoscerci, da ora, ed anzi propongo di recuperare una felice idea dell'Avv. Milia, che nel 1989 ad ogni fine partita consegnava bottiglie di Brut allo spogliatoio avversario, che si vincesse o si perdesse poco importava. Caldi, passionali ma corretti: questi siamo noi. Rispetto assoluto per chi ci rispetta, paura di nessuno.
Non era "esattamente" previsto portar via due punti alla corazzata Olimpia Milano, anche se in tanti, per qualche minuto, ci abbiamo creduto. Ho visto in questa squadra impegno, cabarbietà, capacità di non mollare anche in avverse situazioni, doti che alla lunga emergeranno. La prossima battaglia sarà a Pesaro, avversaria in tante occasioni in A2-Legadue, campo in cui la nostra Dinamo potrà iniziare a macinare nuovamente canestri e punti.
Forza magica Dinamo !





DINAMO SASSARI - ARMANI JEANS MILANO 54-69
Dinamo Sassari – White 15, Hunter 15, Devecchi 3, Cittadini, Diener 8, Sacchetti B. 2, Tsaldaris 7, Vanuzzo, Pinton 2, Hubalek 2. All. Sacchetti


Armani Jeans Milano – Mancinelli 9, Maciulis 6, Mordente 6, Finley 20, Jaaber 9, Rocca 12, Melli 4, Petravicius n.e., Ganeto n.e., Nardi, Hawkins 3. All. Bucchi


Foto Lapressebasket - tutti i diritti riservati
testo: www.pianetabasket.com - tutti i diritti riservati

giovedì 11 novembre 2010

(12/9/1989) quella sera contro Philips Milano ...

Philips Olimpia Milano, 1989
l'intero roster della BPS-Numera nel campionato 1989-1990: da sx a dx, dal basso in alto, Vinicio Mossali, Floyd Allen, Dario Ziranu, Massimo Bini, Porto, Giampaolo Mazzoleni, Tom Sheehey, Biondi, Lino Mura, Lino Lardo, Fulvio Mazzitelli. All. Cesare Pancotto, assistente Giampaolo Doro.
Tom Sheehey segna in contropiede beffando la difesa Philips
il compianto Flaminio Mancaleoni presenta la partita sulla Nuova Sardegna del 12 settembre 1989
Floyd Allen va a canestro, contrastato vanamente da McAdoo e Aldi, mentre il play D'Antoni osserva l'azione

il grande Dino Meneghin al tiro
Sheehey contende un rimbalzo in attacco

resoconto della partita...
il pubblico stipato nella nuovissima gradinata "C" , completata a tempo di record durante l'estate per aumentare la capienza del palazzetto -

Di questa straordinaria partita, la prima sfida in assoluto della Dinamo contro una grande del basket italiano, l'Olimpia Milano vincitrice di ben 25 scudetti, ricordo poco, l'antefatto e tutto ciò che vi era di contorno, anche perché a causa del tanto empo trascorso non sono in grado di rammentare - anche sforzandomi con la memoria - le fasi di gioco. Sono passati ventun' anni ! Mi ricordo che quell'anno lo passai per la gran parte chiuso in casa a studiare per un importante concorso pubblico , e sinceramente ero abbastanza distratto dall'impegno che incombeva, trattandosi della svolta della mia vita lavorativa. Nel mese di maggio ero riuscito a vedere i play off, gara1 e gara3 contro Conad Siena, risultando così testimone dello storico ingresso della Dinamo nel paradiso della A2 . Allora le squadre di A2 sfidavano direttamente le squadre di A1 nella Coppa, e nella fase successiva le prime classificate partecipavano addirittura ai playoff scudetto. Così capitava che le neo promesse dalla B di eccellenza dovessero incontrare squadre fortissime, come accadde esattamente per la Dinamo. Riuscii con molta fortuna a beccare nella vecchia sede di via Roma un biglietto di tribuna rossa (quella alta), e la sera del 12 settembre ero lì, puntuale alle 20:30, per ammirare questi giganti del basket italiano, per di più scudettati e reduci da una drammatica finale scudetto contro Livorno ( con canestro annullato ai labronici perché segnato oltre la sirena e relativa rissa finale trasmessa in diretta tv). Insomma, per vari motivi ero abbastanza distratto, poiché i miei pensieri erano rivolti a ben altri impegni, perciò ricordo veramente pochissimo. Il palazzetto era stracolmo in ogni settore, compresa la nuova gradinata costruita a tempo di record dalla ditta Ronco per adeguare la capienza alla A2. Il risultato finale fu abbastanza scontato, anche se la Dinamo era rimasta in partita per almeno 38 minuti , ottenendo parole di elogio e di incoraggiamento da parte del team milanese. Al termine della partita, si era scatenata una vera e propria caccia all'uomo nei corridoi degli spogliatoi alla ricerca degli assi milanesi, onde ottenerne i preziosi autografi. Si può dire che c'era un clima di eccitazione e di grande festa, questo lo ricordo bene. Un caos incredibile, che aveva stupito gli stessi giocatori della Philips. Quanto al biglietto, ovviamente con un paio di autografi, l'ho posseduto per diversi anni e successivamente l'ho perso in qualche trasloco (!).
L'Olimpia Milano domenica prossima torna a Sassari parecchi anni dopo, in una situazione ben diversa
soprattutto per la Dinamo: per giocare questa partita abbiamo dovuto aspettare ben 17 anni (se si considera la Coppa Italia del 1993, quella giocata con Curcic e Tony Farmer), che sono davvero tanti ! Sull'argomento, consiglio questa intervista a Meo Sacchetti, che si dimostra piuttosto cauto, mentre l'ambiente è (a mio parere) fin troppo gasato :http://web.legabasket.it/news/?id=108182

Ecco in ogni caso il biglietto di ingresso di quel match storico, riprodotto sul bellissimo libro di Roberto Sanna "Dinamo-50 anni", edizioni Edes, di recente pubblicazione e che consiglio a tutti:



"Sfide": la drammatica bella per lo scudetto tra Enichem Livorno e Philips Milano, 27/5/1989, giocata sull'infuocato campo toscano

domenica 7 novembre 2010

sbiellati

Jiri c'é. Il bohemian freak è tornato per esaltarci.


Si può dire che Travis Diener-faccia d'angelo, dopo Anthony Frederick, Dallas Comegys e Irving Thomas dei tempi che furono è il più forte americano mai visto a Sassari ?

Classe, esperienza, sicurezza in difesa: in parole povere, Manuel Vanuzzo, capitan corsaro forgiato in battaglia! (foto Ciamillo/Castoria)

DO THE RIGHT THING, James IV - Lo abbiamo pazientemente aspettato, eravamo preoccupati perché questo sontuoso giocatore, reduce dal freddo di San Pietroburgo, e dal campionato russo, non aveva dimostrato appieno le sue qualità. A Teramo, davanti ad un palaSka stranito, ha dato un saggio del suo atletismo esagerato. Ieri contro Angelico Biella, innescato efficacemente dalla genialità cestistica di Dimitrios Zaldaris (si legge proprio così!) e dal play bianco che inizia a spopolare tra il pubblico femminile, ha proposto la sua tesi di laurea. "Applicazione dei 100 metri piani, del salto in lungo e del salto triplo nella pallacanestro - esperienze e sperimentazioni in un interno palestra". Voto: 110 , lode e abbraccio accademico. Ah... dimenticavo, +29 di valutazione. Ad un certo punto su una rimessa è ripartito mentre il play portava palla, è arrivato nell'area avversaria in 1 secondo e mezzo. Ho cronometrato. In transizione, in palleggio e lanciato a canestro se opportunamente innescato diventa devastante. Ora come ho detto sta iniziando a fraternizzare con El Greco del Pireo, olive kalamata, moussaka in salsa sassarese e un'attenzione certosina nella costruzione del gioco. Pensavamo di aver preso una guardia che fosse in grado di non far rimpiangere Kemp e Withing, ci ritroviamo un prezioso play-guardia . Complimenti a Paolo Citrini che l'ha portato a Sassari, a settembre ho avuto qualche dubbio piccolissimo su questo commovente giocatore, con esperienze in Eurolega e nel durissimo campionato greco, però oggi dico che è forse il miglior acquisto della Dinamo 2010-2011. Kalimera Dimitri ! Benvenuto a Sassari.
Il campionato è lungo, ci annoieremo a tessere ogni volta le lodi di Travis, un acquisto considerato dalla stampa specializzata il gran botto Dinamo nel mercato estivo. Mi piacciono la serietà, la devozione e la passione che ci mette, abbiamo avuto molti americani a Sassari, pochi davvero buoni, altri un po' meno, ma questo qui è davvero speciale. Travis & James IV, do the right thing ! FATE LA COSA GIUSTA
HU-HU-HUBALEK - Il freak brother è tornato. 19 punti, 8 rimbalzi, +23 di valutazione, il meglio di sè da quando fa parte del team Dinamo 2011. Spostato nel ruolo tradizionale di pivot stante l'assenza di magic Hunter, che avrebbe potuto essere sanguinosa (ma così non è stato), ha giocato e combattuto sotto le plance, portando il suo bottino in carniere con le unghie e con i denti.Ha preso una marea di botte, ad un certo punto il codino gli si è sciolto, sembrava Gesù Cristo sul calvario, soprattutto quando, stanco morto (36 minuti in campo) ha continuato a correre pur in evidente assenza di fiato. Ha stretto i denti, il fighter che non molla mai, e non siamo fieri di lui, il tzigano con la mano delicata, idolo indiscusso del PalaRoberta. Bandiera Ceca al vento, nel delirio del +20 lo scapigliato ha chiuso gli occhi e abbassato ritmicamente la testa, gestualizzando con le tre dita, del resto è sempre lui a dare il ritmo all'incessante coro biancoblù. Poi tutti gli altri....il sacrificio di Ale Cittadini e Jack Devecchi....l'esperienza immensa di Vanuzzo...la voglia di lottare di Brian Sacchetti nonostante le botte e un certo arbitro.
"Nessuno vince se non vincono tutti", non ci stanchereremo mai di ripeterlo. Peccato, una sola pecca, in quattro partite non è stato dato minutaggio a neppure un giocatore sardo, del resto questa è la serie A e non un ballo dei debuttanti. Qui si fa sul serio, non è davvero il caso di bruciare prematuramente un ragazzo.


IL CUORE DI MASSIMINO -E' molto difficile per un tifoso giocare contro la sua ex squadra.Domenica Massimo ha toccato con mano questo genere di situazione. Tesissimo, si è riscaldato con un viso terreo ed ha ritirato il premio. Ha risposto con un bel saluto all'ovazione del suo pubblico, lui Massimino 1/2 pittorra, amante della pizza, piccolo funambolo nell'under 17 del Basket90, top scorer nei campionati minors, esordiente in Legadue a 17 anni, tanto lavoro ed applicazione, con una dedizione quasi militare. A lui che lavora anche il lunedì, come e più degli altri, le gambe hanno un po' ballato; sacrificato dalla presenza incombente di esterni americani, non ha avuto tantissimo spazio. E poi non è facile chiedere ad un ultra-tifoso di giocare contro il suo pubblico. Contro la sua città.
LA FORZA DEL PALAROBERTA- La gente adora lo spettacolo, ci prende gusto, la serie A fa meno paura, le asfaltatine tanto temute sono rinviate a tempi più duri e peggiori. Sei punti e secondi con Varese, Bologna, Siena e Cantù. Il gotha del basket italiano (la bellezza di 36 scudetti suddivisi in quattro società), ed ora arriva AJ Milano. Loro eventualmente avrebbero da perdere il primato, noi avremmo pochissimo da perdere. Che cosa si prova, chiede SUPERBASKET (e ti pizzichi, quasi quasi non ci credi): very well, si sta bene, tosti e su scala nazionale. Godiamoci la gloria.
WAKA-WAKA, BUNGA BUNGA- Il D.J. non deflette dalle sue assurde scelte musicali, al tormentone estivo assolutamente inflazionato, nonché scontato, ha aggiunto nuova musica spaccatimpani. L'effetto è stato devastante, e non utile in chiave classifica ! Si sono viste scene tremende, pensionati INPS che ballavano, bimbi rotolare dalla scale, gente che nel delirio diceva "spezzeremo le reni a Milano!". Molto meglio insomma Elio & Le Storie Stese, col suo BungaBunga rivisto e corretto che ormai spopola sulla rete. Nella speranza di non subire in futuro un realistico e doloroso bunga bunga di marca Armani Jeans Milano, noi, comunque, ci crediamo : perciò tutti i criticoni, le inutili cornacchie, i depressi in servizio permanente sono pregati di allontanarsi dal PalaRoberta. Anzi, non comprate neanche il biglietto, chiuso, per voi non c'è posto.
STAY TUNED- a presto un modesto video rigorosamente amatoriale con le cose migliori viste contro Caserta, Teramo e Biella. State sintonizzati ma soprattutto state accesi. Buon lunedì ;-)
interviste ai giocatori nel dopo Biella, a cura di Ico Ribichesu:

intervista sulla Tv di Biella al Massimino nazionale:


la parola al referto, e a chi di basket ne sa davvero :
SASSARI CALA IL TRIS, BIELLA SI FERMA ANCORA
di Luca Antonelli www.basketinside.com

Sassari ci prende gusto e vince anche la quarta giornata di Campionato, terza vittoria consecutiva per la squadra sarda allenata da coach Meo Sacchetti. La neopromossa non stupisce soltanto per il numero di vittorie centrate, 3 in 4 partite, ma anche per l’eccelsa qualità del gioco espresso. Anche nella sfida contro Biella l’attacco sassarese è riuscito a realizzare più di 90 punti (97 per la precisione) con ottime percentuali sia da 3 sia da 2 (37% e 58.5%) e con una grande presenza in lunetta (ben 35 liberi tentati con l’80% di realizzazioni). Sassari, inoltre, ha vinto con tranquillità questa partita senza poter schierare Hunter (problemi fisici) e avendo Diener, Sacchetti e Tsaldaris non al meglio della condizione.Per Biella, invece, la seconda sconfitta consecutiva, nonostante risultato finale (97-90) e percentuali dal campo (identiche agli avversari), è più netta di quello che si possa pensare. I piemontesi hanno subìto all’inizio un pesante parziale e non sono mai stati in grado di riagganciare Sassari, arrivando massimo a -6. I quintetti che si sono presentati alla palla a due sono: per Sassari Diener-Devecchi-White-Hubalek-Cittadini; per Biella Sosa-Slaughter-Viggiano-Salyers-Suton.
Partita: Biella apre le marcature con una bomba di Viggiano, poi si rispondono da 2 Diener e Suton e Devecchi fa 2/2 dalla lunetta (4-5 al 3’). A regalare il primo vantaggio ai padroni di casa ci pensa ancora Diener, poi realizzano da sotto in rapida successione Viggiano e Hubalek (8-7 al 5’). Sassari, a questo punto, preme sull’acceleratore e, complice una Biella non troppo presente sul campo e imprecisa al tiro, piazza un parziale 22-6 in 5’. Il parziale è propiziato dall’immensa intelligenza di un Travis Diener formato extralusso (5 punti), dal grande talento offensivo del match winner della partita di settimana scorsa a Teramo James White(8 punti) e dall’utilissimo Manuel Vanuzzo(7 punti) (30-13 al 10’). Nel secondo quarto, dopo un canestro del solito Diener(18 punti in 19’ il dato di fine partita), Biella prova una timida reazione riportandosi a -11 coi canestri di Jurak, Salyers e Soragna. Ma Sassari non ha intenzione di far rientrare così in fretta gli avversari e con le bombe di Diener(due) e Devecchi (una)si riporta a +19 (42-23 al 16’). AJ Slaughter, dopo la pessima prova contro Milano, prova ad accendersi e segna prima una bomba col fallo, poi un canestro da due portando i suoi a -14 (45-31 al 18’). White non si ferma e segna da due, ma l’Angelico ha finalmente la grinta giusta per provare a rientrare in gara grazie alle due bombe che svegliano Sosa (24 punti 6 recuperi e 4 assist a fine partita, migliore di Biella anche nella partita odierna)e a un canestro da sotto di Slaughter (50-41 al 19’). A chiudere il primo tempo ci pensa Tsaldaris con un 2/2 dalla lunetta (52-41 al 20’). Nella ripresa Biella sfrutta l’inerzia positiva di fine secondo quarto e si riporta a -7 con un gioco da 4 punti di Sosa. Per 5’ i possessi delle due squadre si concludono con canestri da 2 punti e il vantaggio dei padroni di casa rimane di 7 punti (58-51 al 25’). Dopo una bomba del greco Tsaldaris, Sosa e Hubalek si rispondono con due canestri con fallo. Viggiano e Sosa portano Biella a -6 (66-60 al 28’), ma il solito Tsaldaris con una bomba riporta l’inerzia dalla parte di Sassari. Il terzo quarto si chiude con un canestro da due di Pinton (71-60 al 30’). Nell’ultimo periodo Biella paga leggermente lo sforzo compiuto per tentare la rimonta e la Dinamo coi canestri di Sacchetti e White torna a +15. Sosa fa un altro gioco da 3 punti, ma sono Hubalek(5 punti) e White(3 punti) a regalare il parziale decisivo a Sassari (83-63 al 35’). Con un libero di Sacchetti, Sassari raggiunge il massimo vantaggio di +21. Biella, a partita ormai compromessa, tenta un ultima reazione con le bombe di Jurak e Soragna. Poi gli stessi Jurak e Soragna, aiutati da un canestro e fallo di Sosa, propiziano un parziale 7-0 per Biella (88-76 al 39’). Sassari crede che la partita sia finita e Jeff Viggiano schiaccia per due volte dopo due recuperi riportando Biella a -8. La girandola di liberi finale fissa il punteggio sul 97-90 per la formazione di casa. Sassari può così festeggiare lo storico tris e prepararsi con lo spirito giusto alla sfida d’alta classifica con la capolista Milano. Biella si ferma per la seconda volta in Campionato, ma, dopo questa sconfitta con ben 97 punti subiti, la squadra piemontese dovrà subito trovare lo spirito giusto per affrontare una Vanoli Cremona in ottima forma.
Tabellino:
Dinamo Sassari: White 22, Maninchedda ne, Devecchi 5, Cittadini, Diener 18, Sacchetti 5, Tsaldaris 11, Vanuzzo 9, Pinton 8, Hubalek 19. All.Sacchetti
Angelico Biella: AJ Slaughter 14, Minessi ne, Soragna 9, Sosa 24, Mariani ne, Suton 8, Chessa, Viggiano 18, Salyers 6, Jurak 11. All.Cancellieri



CLASSIFICA !

martedì 2 novembre 2010

Corsari di terra

31/10/2010:dinamiste/i presenti anche al Palaska di Teramo (foto tratte dal sito FB di Massimo Corona "La città" - si ringrazia l'autore)

Drake Diener mette la bomba del temporaneo pareggio...

James "Il Volatore" risponde da par suo...

Quando l'handicap fisico si è fatto più evidente, Travis Diener è stato definitivamente sostituito

E vittoria è stata! Ho visto una squadra tostissima e incavolata al punto giusto, il suo nome è Dinamo.
Nel corso della settimana era evidente la particolare preparazione della gara in palestra, l'apprensione per le condizioni di Travis Diener, la ricerca della migliore intesa tra i vari giocatori e la convinzione di potercela fare in terra teramana. La nostra trasferta è iniziata sabato alle 22:30 con l'imbarco sul traghetto di una nota compagnia di navigazione (che non cito per motivi igienici e di decenza) e si è conclusa il 2.11.2010, all'alba celebrata dal sole che ha fatto capolino in mezzo alla nebbia gallurese, dopo il rientro col traghetto proveniente da Civitavecchia.
Amena località (!) della costa laziale, nella quale domenica siamo sbarcati al buio, accolti da una specie di uragano di acqua che è praticamente proseguito senza soluzione di continuità fino a Roma. Per fortuna, nella seconda parte della giornata la pioggia è cessata e verso le 15:10 ho potuto imboccare l'autostrada A24 Roma-L'Aquila, procedere fino al lunghissimo traforo del Gran Sasso, ammirare le cime innevate nella magnifica regione che si chiama Abruzzo fino a giungere verso le 17:00 in quel di Teramo. Città antica adagiata in mezzo ai boschi e alle montagne, con uno strano viadotto che congiunge due parti della città e che ha una curiosa somiglianza col ponte di Rosello. Intorno alle 17:20 ci siamo incalanati nell'ordinata fila che conduceva al palaScapriano, leggermente fuori città. Siamo riusciti a parcheggiare proprio davanti al palazzetto ed un custode, gentilissimo, si è offerto di dare uno sguardo alla macchina. Il palazzetto è molto bello, realizzato nel 1980 su un progetto dell'ing. Castellucci, ha una struttura di forma ellittica che consente la visione perfetta da ogni punto delle tribune.
http://www.teramobasket.it/sezione.asp?sezione=5&j=1
Illuminazione perfetta, adeguate biglietterie, ingressi separati per gli ospiti, bagni puliti e stewards in ogni dove completano il quadro di efficenza. Tra il primo ed il secondo tempo la società ha offerto agli abbonati un aperitivo, sotto la tribuna. Le seggioline sono tutte provviste di schienale, altro che sedili spezza-schiena come accade dalle nostre parti. I prodi sassaresi giunti in Abruzzo si sono collocati nella curva ovest in ordine sparso, cioè
dove piace a ciascuno secondo le buone tradizioni individualiste e di pura approssimazione tanto care dalle nostre parti. Ad ogni modo, quando il vantaggio della Dinamo si è fatto consistente, c'è stata l'occasione per un coro di sostegno, timido ma convinto. La Dinamo ha giocato una partita gagliarda, costellata da qualche errore dovuto ad ingenuità e che ha dimostrato la sostanza e la stoffa della squadra : è possibile giocare anche senza Travis Diener e nonostante i suoi guai fisici. In verità l'ottimo play a questa partita ci teneva tantissimo, vuoi perché questa è la stagione del suo rilancio italico, vuoi perché la stampa ha praticamente acceso i riflettori su questo ex NBA giunto dagli USA con credenziali notevoli . E poi perchè c'era la sfida tutta familiare col suo cugino primo, il Drake della Bancatercas. Se c'é una cosa in cui la Dinamo ha primeggiato, è stata la costanza e la caparbietà nel ribattere colpo su colpo alle iniziative del Teramo, che di perdere non ne voleva sapere visto che giocava davanti al proprio pubblico con un disperato numero "O" in classifica. Acceso e convinto il tifo teramano, anche se loro ricordano tempi migliori, in cui il palaska diventava davvero una bolgia capace di intimidire fior di avversari. Effettivamente ho notato che quando tutti partecipano al tifo, il rumore in campo diventa assordante anche a causa di un particolare effetto di propagazione del suono tipico della struttura a pianta ellittica (in pratica, si ha la sensazione che i cori degli ultras provengano dalle tue spalle, mentre nella realtà li hai proprio di fronte).
In questo quadro di sostanziale supremazia territoriale della Dinamo, che ha condotto per buona parte del match, hanno primeggiato nel Teramo il local hero Drake Diener, una guardia colossale a nome Fletcher e il giovane (1991) Achille Polonara, un lungo di belle speranze che ha segnato e tirato giù qualcosa come 10 rimbalzi. Da parte nostra, White e Hubalek sono apparsi in nettissima crescita (il primo più del secondo), e la panchina non ha fatto mancare il suo sostanziale contributo, fatto dell'esperienza di Vanuzzo (che ha pure portato punticini preziosi), del dinamismo di Pinton (ringrazio vivamente Brindisi per avercelo girato, un fenomenale autogol dei pugliesi che così hanno rafforzato una diretta concorrente), uniti a preziosi punticini di Brian, Devecchi e Ale Cittadini. Eroe della serata, magic Othello Hunter, un vero combattente sotto le plance, piuttosto preciso nel tiro e velocissimo nelle transizioni. Tutti ci tenevano a vincere, tanto è vero che Diener, che ha lottato per tutta la partita contro il dolore fisico, una volta uscito ha tirato un calcione di rabbia contro il cartellone pubblicitario, rischiando così la frattura dell'altra gamba (quella sana). White, artefice in un caso di un fallo stupido, è stato richiamato in panchina ed ha applaudito platealmente, venendo però tranquillizzato da Brian Sacchetti (dimostrazione di una coesione esemplare dello spogliatoio). Tutto questo serve per dire che ho visto una Dinamo tostissima e infuriata, in certi momenti, ma il vero emblema di questa partita è rappresentato da Dimitrios
El Greco. Bombe importanti hanno caratterizzato la sua prestazione, molto spesso ha lavorato da play, segno ormai evidente che la Dinamo ha risorse per supplire alla mancanza della sua point-guard, e poi si è fatto trovare attentissimo nell'episodio che ha deciso la partita. Poiché la Dinamo ha pensato, quest'anno, di farci morire di infarto, dopo aver condotto a lungo nel secondo tempo, anche di sette punti, complice una prestazione monstre del noto cugino Drake, i nostri hanno finito per farsi rimontare sul 77-77 dal Teramo. A quel punto è saltata fuori l'intuizione di Tsaldaris, il quale ha pescato White che -nel frattempo- era in rampa di lancio sulla pista1. Immediatamente tutti (o meglio, noi 20-sassaresi-20) abbiamo giustamente esultato, White ha corso come un matto, placcato benevolmente dai compagni, e il pubblico letteralmente basito altro non ha potuto fare che fischiare Capobianco, reo di una infelice gestione di quegli ultimi 68 centesimi di partita. Gran sventolio di bandiere e sciarpe, ed occhiolino di Travis all'indirizzo di mia figlia grande. Dopo il trionfo finale, e la prova certa che la Dinamo non è inguaribilmente autolesionista, ci siamo incalanati nella solita fila e salutato il Mimì Anselmi-sempre presente, abbiamo imboccato l'autostrada. Non prima di aver cercato inutilmente nel centro di Teramo una degna pizzeria, magari con forno a legna (per non farci mancare nulla, anche per bissare la pizza ALLA DIAVOLA gustata al termine di Dinamo-Juve Caserta). ;-)

La truppa ha perciò ripiegato sull'autogrill di L'Aquila est, dove tra coca cola, birrette varie, pizze e vini DOC abruzzesi ho scelto il mio piatto preferito: la SCHIACCIATINA alla WHITE. Piatto tipico servito caldo dal Volatore, che si è alzato ancora una volta higher and higher.
Una Dinamo corsara, insomma, in terra abruzzese. Proprio noi, che siamo gente di mare, i punti ce li andiamo a cercare sulle montagne. Sulla strada di rientro, abbiamo ascoltato radio2 e non sembrava vero, parlavano proprio di Sassari che sbanca Teramo, quasi quasi non ci crediamo... speriamo di non risvegliarci mai da questo bel sogno chiamato A. Alle 23 circa vedo il G.R.A., direzione Aurelia uscita uno e poi l'hotel, dove scopro, grazie a skysport, che Siena ha perso di un solo punto con Varese e che Olimpia Milano dopo 17 lunghi anni è nuovamente in vetta alla classifica della serie A.
Poi il lungo ritorno a casa, ma con una consapevolezza: la Dinamo c'é, e non è disposta a fare
da comparsa in questo durissimo campionato. Forza ragazzi !

(minivideo: canestro in entrata di White e a seguire, bomba di Pinton)



Dopo averla incoraggiata per tutto l’incontro, al suono della sirena, la tifoseria teramana riserva una pioggia di fischi alla Banca Tercas Teramo. Sembra lo scenario dello scorso anno, sembra lontana anni luce la formazione che due settimane fa aveva tenuto testa all’Armani Milano e che in alcuni tifosi aveva fatto intravedere la possibilità di una salvezza scontata. Troppa l’amarezza per questa sconfitta, meritata, ma che ha visto un epilogo tremendo per i tifosi abruzzesi. Teramo è sembrata sempre con il freno tirato, ha giocato a sprazzi e senza mai dare la sensazione di essere in partita per più di cinque minuti consecutivi. Difesa abruzzese a cui i lunghi White, Hunter e Hubalek hanno creato non poche difficoltà e in attacco si sono visti troppi errori banali. Certamente ha influito anche la pessima partita al tiro di Blake Ahearn che comincia ad essere un caso visto il suo 2 su 13 dal campo.

Intanto la tanto attesa sfida tra i cugini Diener è stata condizionata dalle cattive condizioni fisiche del Diener “sardo” che chiude il suo incontro con soli 2 punti e 20 minuti di utilizzo. Dal canto suo il Diener “teramano” riscatta con un finale in crescendo (8 punti negli ultimi 2 minuti per la rimonta di Teramo) una partita per 3/4 non entusiasmante. Una delle poche note positive della serata è sicuramente Achille Polonara(nella foto). Partenza un po’ timida in attacco, per il ventenne teramano, ma partita monumentale in difesa con 10 rimbalzi e 2 stoppate. Gioca tutto il 4° quarto, contribuendo in maniera determinante alla rimonta teramana nel finale.

1° quarto:
Partenza un po’ lenta per le due squadre. Mani fredde e errori grossolani al tiro. Hunter e Hubalek trovano la retina dopo oltre 2 minuti per il 4-0 Sassari, mentre per Teramo bisogna aspettare 3’26” per il primo canestro. Zoroski (4 punti), Diener (tripla), Fletcher (2) insieme ai liberi di Ahearn (2) e Hall (2), producono il primo break teramano, 13-8 dopo 8 minuti. Il primo tempo si chiude però con Sassari in vantaggio 17-16 con i canestri di DeVecchi (2) Hubalek (2) Vannuzzo (3) e Diener Travis (2). Per la Banca Tercas da segnalare la tripla di Rullo.

2° quarto:
Si riparte con Teramo che dà l’impressione, forzando un po’ il ritmo, di poter scappare, ed infatti nei minuti iniziali, nonostante Ahearn viaggi con uno 0/5 da tre, crea un altro break. Fletcher e Zoroski (che però non chiude un gioco da tre punti) portano la Banca Tercas sul 29-24. Poi il solito finale di quarto di Teramo permette a Sassari di recuperare che con un parziale di 10-0 (DeVecchi 3, Hunter 2, Sacchetti 5) chiude il primo tempo in vantaggio 34-39. Ahearn chiude la prima metà di gara con 0/3 da 2 e 0/5 da 3.

3° quarto:
Teramo stenta ad rientrare in partita, Hunter e Hubalek fanno male e la Dinamo trova un altro parziale (6-1). Ahearn trova finalmente un canestro dal campo al 23’ in penetrazione e poi con un’altra incursione in area trova un fallo. Fortunatamente la sua vena realizzativa ai liberi è ancora buona (chiuderà con un 6/6) e Teramo si riporta a -6 (39-45). In questa fase Teramo è ben ordinata in difesa, ma spreca moltissimo in attacco con errori grossolani. L’ingresso in partita di Boscagin è utile in difesa ma soprattutto in attacco dove una sua tripla porta Teramo al -3 (44-47). Purtroppo dovrà uscire alla fine del quarto perché su un fallo subito si procura la frattura del setto nasale. L’incontro prosegue con Teramo che prova a recuperare e che finalmente trova la prima (sarà anche l’ultima) tripla di Ahearn. Polonara dopo un timido inizio trova un canestro con fallo, ma non chiude il gioco da 3 e Sassari con Pinton (5 punti) chiude il 3° quarto in vantaggio 52-56.

4° quarto:
Teramo parte subito forte con Polonara in quintetto. Recupera rimbalzi in attacco e difesa. Emblematica l’azione in cui Teramo recupera 3 rimbalzi consecutivi con Polonara e Fletcher per due volte prima che lo stesso segni il canestro del 54-56. Poi nell’azione seguente Polonara stoppa Hubalek e rilancia il contropiede che Zoroski chiude per il 56-56. Ancora Zoroski da 3, dopo l’ennesima schiacciata in attacco di Sassari (Hunter) per il sorpasso Teramo (59-58).

A questo punto la gara diventa caotica, con Teramo che conquista numerosi rimbalzi, ma non riesce mai a trovare canestri facili. Sassari con Hunter (4) e Pinton (2) rimette la testa avanti e si porta sul 63-59, ma ancora Polonara tiene in vita Teramo prima con un rimbalzo e una schiacciata in attacco su tiro da fuori sbagliato da Zoroski e poi con un rimbalzo in difesa su tiro sbagliato da White che porta al fallo di Tsaldaris su Zoroski. Qui altro fattore negativo della serata: i tiri liberi di Zoroski. Non riesce quasi mai a chiudere il viaggio dalla lunetta con un 2 su 2 (alla fine chiuderà dalla lunetta con 3/7). Dopo aver sbagliato il primo segna il secondo e Teramo rimane sotto 62-63. White per Sassari, nell’azione seguente dalla lunetta segna il primo libero, e sbaglia il secondo, ma il rimbalzo è della Dinamo con Tsaldaris che offre ancora un’azione offensiva a Sassari. Lo stesso Tsaldaris la chiude con una tripla su assist di Pinton. (Sassari a 4’ dalla fine allontana di nuovo Teramo, 62-67). Ahearn continua a essere preciso almeno dai liberi e la Banca Tercas si porta sul 64-67, ma ancora una tripla di Tsaldaris sembra voler mettere la parola fine alla partita (64-70). Ma Teramo non molla, Polonara continua a fare un gran lavoro in difesa e trova anche la via del canestro per il 68-72 dopo l’ennesima schiacciata di Hunter per Sassari. Zoroski continua a fare 1 su 2 ai liberi e Teramo rimane a -3 a 1’ 58” dalla fine. Hall sbaglia un facile passaggio in attacco e Pinton ai tiri liberi trova 3 canestri su 4 tentativi e la Dinamo, a poco più di un minuto dalla fine, è sul 69-75. A questo punto Drake Diener si sveglia e inventa due triple (una di tabella) e una penetrazione per il 77-77. Restano 22 secondi alla fine. Sassari in attacco. Teramo copre bene tutti gli spazi, Tsaldaris tiene palla e aspetta, a un secondo dalla fine prova la penetrazione ma trova la stoppata di Hall. Mancano 68 centesimi. Sembra finita e tutto il Palaskà si aspetta ormai un supplementare che poco prima sembrava insperato. Tsaldaris alla rimessa dal fondo. White parte da lontano verso l’area, Tsaldaris lo vede e gli serve un pallone perfetto a ridosso del canestro. White salta completamente solo e schiaccia davanti ad un palazzetto ammutolito e davanti ad una difesa teramana immobile!! Dopo qualche secondo di torpore per l’incredulità partono i fischi… Un solo giocatore riceve il giusto omaggio: Achille Polonara.
Sabato sera per la Banca Tercas trasferta a Cantù!! Sarà dura, ma Capobianco dovrà inventarsi qualcosa perché i due punti ora sono di vitale importanza!!

Banca Tercas Teramo – Dinamo Sassari 77-79
Parziali: 16-17, 34-39, 52-56.

Arbitri: Begnis, Quacci, Biggi.

Banca Tercas: Ricci ne, Zoroski 16 (5/8, 1/4), Ahearn 11 (1/5, 1/8), Boscagin 3 (0/2, 1/1), Lulli, Diener 15 (3/7, 3/5), Martelli ne, Rullo 3 (1/1 da tre), Hall 10 (2/6, 1/3), Shaw, Polonara 6 (3/6, 0/2), Fletcher 13 (5/10). All. Andrea Capobianco

Dinamo Sassari: White 13 (6/7, 0/4), Hunter 19 (7/10), Devecchi 5 (1/2, 1/1), Cittadini 2 (1/1), Diener 2 (1/3, 0/5), Sacchetti 5 (1/1, 1/1), Tsaldaris 8 (1/5, 2/2), Vanuzzo 5 (1/1, 1/2), Pinton 10 (1/2, 1/1), Hubalek 10 (3/6, 1/6). All. Romeo Sacchetti

Note:
TIRI DA DUE:
Banca Tercas 43,2% (19/44) Dinamo 60,5% (23/38); White (6/7), Hunter (7/10) Zoroski (5/8),
TIRI DA TRE::
Banca Tercas 33,3 % (8/24) Dinamo 31,8 % (7/22); Drake Diener (3/5), Tsaldaris (2/2).
TIRI LIBERI:
Banca Tercas 71.4% (15/21), Dinamo 80% (12/15); Ahearn (6/6) Hunter (5/5) Pinton (5/6)
RIMBALZI :
Banca Tercas 45 (21 off), Dinamo 33 (8 off). Fletcher (12), Polonara (10).
spettatori 3180.