venerdì 29 ottobre 2010

facce da NBA

Il mio autografo personale di Travis Diener #12
Mister "T" con un giornalista americano
Othello Hunter attacca, la Dinamo vince (foto La Nuova)
Tsaldaris, Diener e a destra, l'ex Phil Martin. Qui sotto, Vanuzzo esulta dopo aver centrato due liberi; è stato fondamentale nella vittoria contro Caserta


Dunque, trionfo Dinamo e trionfo Travis.
La Dinamo vista all'esordio contro Montegranaro era una squadra edonista ma inefficace, con una difesa da rivedere e un Childress che guardava a tratti il tabellone e ogni tanto il modello INPS. Se ci sei, batti un colpo. 92-87 ,ha detto la Dinamo contro la forte Pepsi, per 7/10 la stessa squadra della semifinale playoff scudetto 2010 contro Milano. Si attendeva Travis Diener e il fantasista del Wisconsin non ha tradito. L'uomo ardeva dalla voglia di giocare, scalpitava a bordo campo, premeva sul preparatore atletico per entrare nello starting-five, ed è stato accontentato. Una Dinamo sparagnina ha risposto colpo su colpo al Caserta dei suoi assi (Jumaine Jones su tutti). Una partita che abbiamo rischiato di perdere e che tutti e 5010 abbiamo voluto vincere. Ciascuno ha dato il suo contributo, Jack Devecchi è entrato dal primo minuto segnando punti pesanti, Othello Hunter è stato finalmente positivo, White è in netta crescita (ma dovrebbe porsi di più al servizio della squadra). Tsaldaris, che ha tenuto duro nonostante i problemi fisici evidentissimi, si conferma giocatore provvisto di attributi mentre Manuel Vanuzzo ha segnato una bomba decisiva per la vittoria. Tutti sono andati a referto: Cittadini, reduce dall'operazione ad una gamba, ha messo 6 punti in 7'. Hunter 16 punti e 7 rimbalzi in 31'. Solo dalla panchina di Sassari sono arrivati 29 punti.
La "squadra delle guardie" si conferma team a trazione anteriore: i giochi rapidissimi voluti da Meo servono per liberare l'uomo al tiro, dal perimetro o da qualsiasi altra posizione consona. In assenza di un centro di ruolo, i lunghi biancoblù combattono come possono sotto il canestro. L'unico fermo al palo è ancora Jiri, dal quale ci aspettiamo costanza, difesa attenta, partecipazione al gioco, continuità e precisione nei tiri.
Ma stavolta la copertina è tutta per lui: Travis da Fond du Lac, a due passi dal Canada, faccia d'angelo, combattente indomito. Colui che -se la cosa fosse possibile- giocherebbe anche infortunato. Precauzionalmente tenuto a riposo, in questa settimana di allenamenti, non vorrà mancare all'appuntamento contro Banca Tercas, domenica prossima, in casa di suo cugino Drake. E saranno scintille vere. Sparks on the street.
Con il biglietto già pronto per la trasferta di Teramo vi saluto, invitandovi a commentare, scrivendo tutto ciò che vi viene in mente su questa Dinamo bifronte, abulica e con poche idee in precampionato, scoppiettante e finalmente viva contro Caserta.
Forza Dinamo e soprattutto forza Travis aka Mister T !
tutte le interviste del dopo Caserta,a cura di Ico Ribichesu per "Ci vediamo alla Dinamo" :





la coreografia per Dinamo-Juve Caserta ideata e realizzata dal Commando (ringrazio Luigi 30° per le foto)

lunedì 18 ottobre 2010

absolute beginners

White in precampionato contro la Vanoli.
"A guardia di una fede", i nostri tifosi sul campo di Montegranaro (Porto San Giorgio): loro hanno vinto ancora una volta.
"Flight75" è chiamato ad una prestazione davvero convincente.
Dunque, è successo. Dopo tante parole, la campagna acquisti, il precampionato e tutto il resto, la navicella Dinamo affronta l'oceano della serie A, dopo i freschi trionfi della LegaDue.
Sutor Montegranaro-Dinamo 88-76. Il risultato è lì, impietoso nella sua crudezza, ma il punteggio poteva essere ancor più penalizzante perché la Dinamo in un disastroso terzo tempino è stata sotto anche di 22 punti. Il ventello e la brutta figura sono stati evitati solo da alcuni canestri di White e Hunter, giunti però a partita già abbondantemente compromessa. Vincere all'esordio in serie A sarebbe stato peraltro un risultato eccellente, in fin dei conti insperato, un sogno da ottimisti inguaribili. Ma quel che più preoccupa è la disarmante assenza di gioco palesata nel corso di tutto il precampionato. La tegola dell'infortunio di Travis Diener è pesata come un macigno su tutta la preparazione, si è dovuti ricorrere ad un giocatore a gettone come Randy Childress che assicurava in teoria esperienza e continuità. E' accaduto l'esatto contrario.
Sinceramente, sono deluso e rattristato da questo atteggiamento di un campione come Childress, con risultati eccelsi negli USA e in Italia (promozioni a Montegranaro, Caserta ecc.): non è neppure spiegabile con l'età, perché a 38 anni ci sono atleti che danno il cuore in campo, pur con ovvii limiti atletici. I primi esempi che mi vengono in mente sono "lupo" Rossini, ritiratosi a 40 anni, Gregor Fucka, lo stesso Cantarello, che ha giocato fino a 41 anni. Non è pensabile che si possa fare parte di un gruppo di serie A con un atteggiamento che ai più è apparso presuntuoso. Childress si è rivelato un scelta infelice, sbagliata, affrettata, un errore piccolo che fa il paio con l'altro errore più grande : la mancata conferma di Marcelus Kemp.
La guardia di Seattle è stato il match-winner della stagione, colui che ci ha letteralmente trascinato in serie A caricandosi la squadra sulle spalle nei momenti topici; poteva essere un potenziale crack in serie A, sta di fatto che al suo esordio nella blasonata Virtus Bologna il nostro "wrecking ball" ha segnato 19 punti, contribuendo alla vittoria sul Cantù. E'chiaro che lui non poteva resistere alla proposta principesca delle "V" nere, ma almeno uno sforzo, ai primi di luglio, occorreva tentarlo per convincere questo grandissimo giocatore a restare a Sassari (almeno convincerlo a temporeggiare per una settimana; fare i classici "ponti d'oro" che si sono sempre fatti con i giocatori che valevano, e cito a titolo di esempio il caso di Jason Rowe, uomo mercato nell'estate 2009; se era necessario, anche richiedendo agli abbonati più capienti dal punto di vista economico uno sforzo supplementare, motivato dalla essenzialità della scelta di puntare su Kemp). Sono circolate durante l'estate strane ed assurde voci, addirittura che Marcelus non fosse adatto al gioco della serie A. Quantomeno, un player di questo calibro avrebbe dovuto essere sostituito con uno di pari o anche maggior valore. E qui arriviamo al punto spinoso di James White, grande atleta, velocissimo, l'autentico re delle schiacciate. L'utilizzo di questo giocatore, che non può essere posto in discussione, almeno per il momento, considerata la sua valutazione e la carriera in NBA e ancor prima nel College, è uno dei tanti guai che devono affrontare i 3 coach. Mi conforta il fatto che pure uno come Kemp ebbe i suoi momenti bassi, che fu difficile inserirlo nello schema Dinamo voluto da Sacchetti attesa la sua tendenza egocentrica (ma dominabile in un gioco di squadra). Non sono un tecnico, non sono un super esperto, faccio il mio dovere di tifoso ma alcune cose che ho visto, estremamente spettacolari ma clamorosamente inutili sul piano del risultato, mi hanno lasciato degli strani pensieri in testa.
Errare nella scelta degli americani è una delle iatture più disastrose che possa capitare ad una società arrivata a questi livelli, anche se si tratterebbe in teoria di "errori" rimediabili e che la Dinamo ha già affrontato in ben diversi contesti di campionato. Dirò di più: a prescindere dalla mia osservazione relativa a Kemp (che ormai appartiene al passato), voglio essere fiducioso fino in fondo circa la bontà della scelta fatta dalla società; mi risulta difficile credere che tutti, dai Mele a Sacchetti fino a Ducarello, possano aver toppato la scelta dei due americani (il terzo è Diener, accreditato da SUPERBASKET come il miglior play di legaA, che però non è ancora entrato in campo).
Anche Hunter, arrivato a Sassari accompagnato da fuochi artificiali e critiche positivissime (v. i miei post precedenti), deve ancora dimostrare il suo valore. E' vero che la Dinamo deve giocarsi la carta dello straniero con passaporto italiano, e che qui potrebbe colmare la lacuna evidentissima sotto il tabelloni, ma occorre intervenire con sagacia, guardandosi bene intorno e cercando di scegliere il giocatore che in questo momento risulta più adatto a risolvere i problemi, senza farsi abbagliare dai falsi miraggi delle carriere mirabolanti (di solito a braccetto con lussuosi "gettoni" di presenza), magari realizzate in ben altri contesti di squadra e di società (Sassari non è Varese e neppure Caserta).
NOTE POSITIVE. "El greco" Dimitris (perchè storpiare il suo cognome, se si chiama Tsaldaris?) si sta rivelando un giocatore umile , prezioso, per nulla spettacolare ma efficace in certi momenti topici della partita. Colui che si pone al servizio della squadra ed è capace di realizzare canestri pesanti, anche se il ruolo di top-scorer non spetta certo a lui. Ho visto un ottimo Mauro Pinton, ancora giovane, al suo esordio assoluto in serie A, che ha il pregio di dare una scossa alla squadra (risultato evidentissimo contro Roma e Treviso, viste in amichevole, quando l'uscita di Childress a beneficio di Mauro ha addirittura giovato al collettivo). Un giocatore velocissimo che può davvero esplodere nel massimo campionato, e lui è ben conscio della possibilità che gli è stata data. Manuel Vanuzzo ha sfatato la leggenda metropolitana della sua "inaffidabilità" sui campi che ha già calcato in passato, mettendoci cuore, passione e punti che avrebbero potuto essere determinanti se solo tutti gli altri avessero seguito il suo positivo esempio. Auspico che anche Jack Devecchi possa seguire a ruota il suo amico Manuel, e che possa finalmente rompere il ghiaccio nel prestigioso campionato per il quale è stato prescelto. Sacchetti, accompagnato da un'ombra di diffidenza per tutto il precampionato, ha dimostrato di essere un combattente e di non tirarsi indietro quando c'è da lottare contro avversari di stazza ben superiore; dotato di buon tiro da 3, può fornire quei 5-8 minuti di buon gioco, preziosi per far rifiatare i titolari in panca. Ale Cittadini, colpito da un piccolo infortunio, è atteso per il surplus di esperienza, tenacia, peso sotto il tabelloni che è in grado di dare in virtù della sua lunghissima militanza in serie A. Jiri il boemo e Hunter, come già si è detto, sono da rivedere e non oso pensare che nel proseguo possano esprimersi sui livelli tanto scarsi come quelli visti a Porto San Giorgio.
FIDUCIA, insomma, nonostante le incognite e il fardello psicologico del debutto. In fondo, a pensarci bene, a parte l'obiettivo salvezza che sta a cuore a tutti, ben poco abbiamo da dimostrare, certamente non vi sono obiettivi ambiziosi da dover raggiungere ad ogni costo. Con umiltà, costanza, interventi immediati che si dovessero rendere necessari, possono raggiungersi risultati impensati. Il pubblico deve fare la sua parte, e questo significa sostenere la squadra anche quando si è a -20 e si fa dura. I super-tifosi lo hanno già dimostrato, e sono usciti a testa alta, applauditi ed elogiati. Un viaggio terribile, durissimo, aereo e poi sette ore di pullman per arrivare al palazzetto posto dall'altra parte dell'Italia, altrettanto per rientrare in città. Un sacrificio pesante che avrebbe meritato ben altra prestazione in campo. Altri uomini - che non nomino- dovrebbero seguire questo esempio di umiltà, ed iniziare seriamente a pensare all'obiettivo che ci si è posti, mettendosi al servizio della squadra e della Città che esprime la sua tifoseria.
In questa non agevole situazione (ma c'era da aspettarselo...) andiamo verso la sfida di Caserta.
Forza Dinamo, sempre e...chi non tifa non ci crede!
N.B.: consiglio la lettura di questa recente intervista a James White:
http://www.basketlive.it/articoli/lega-a-basket/16-09-2010-james-white-voglio-schiacciare-dal-vertice-della-lunetta
l'ingresso in campo della Dinamo, il primo in serie A (si ringrazia Geno82 per il videoclip):