giovedì 24 giugno 2010

A HARD DAY'S NIGHT





altri due preziosi contributi...poi spazio al fanta-basket (non qui, ovviamente, perché il sottoscritto attende sempre le decisioni del Club, che per me equivalgono al Vangelo o quasi; e l'anno scorso, in spiaggia, quando seppi dell'arrivo di Kemp e Hubalek, e della conferma di JasonRowe, una speranziella in fondo al cuore iniziò a farsi strada). Se proprio dovessi fare un auspicio, preferirei che non andassero via Marcelus Kemp, un giocatore dotato di forza d'animo e forza fisica assolutamente al di fuori del normale, poi Devecchi e Vanuzzo, che hanno dimostrato in 4 anni particolare attaccamento alla maglia biancoazzurra e alla Città.
Roberto Sanna, e a seguire Claudia. Una vita nella Dinamo. Poi gran carrellata di video, scelti tra i capaci e meritevoli (il mio, bellissimo, è fuori concorso ma lo trovate nel post del 15 giugno). 


"Dal Paradiso non si può essere declassati. Lo furono gli angeli ribelli,ma erano cattivi. I buoni vi restano per sempre. Dal paradiso sportivo,invece,capita spesso di precipitare di nuovo nel purgatorio o di finire all'inferno,anche se si e' abbastanza buoni.
Quanta paura di ricadere si aveva all'inizio di quella prima stagione lassù! E quanti uccellacci del malaugurio pronosticavano alla Dinamo solo una breve vacanza in quell'Olimpo!
E invece si e' restati lì a pensare,magari a diventare stagione dopo stagione santi più importanti, a cercare di andare ancora più su, vicino a......."
Flaminio Mancaleoni, "Da San Giuseppe al Paradiso,1993".

"Il Capitano dicevano fosse cotto, invece ha marchiato alla grande le due partite più importanti della storia di Sassari. Lui che la Sardegna l'ha scelta per viverci. E giocarci, IN SERIE A"
Roberto Sanna, "Superbasket" del 14-06-2010.


"Miglior risultato di storia di Dinamo" (cit.). Psicodramma sportivo in un unico e interminabile atto


Prima di tuffarmi nel sano realismo vorrei scrivere anch'io due parole su quanto è successo.
Perdonerete l'autoreferenzialità, ma sono felicissima di non aver dubitato troppo del folle proposito di tornare a Sassari fosse anche per 12 ore. Come avevo fatto l'anno scorso, all'insegna del "e quando mi ricapita una finale play off", così quest'anno, "e quando mi ricapita una promozione" (poco probabile, scaramanzia a parte, che si tornasse a Frosinone). E non certo per fare semplice atto di presenza, o triplo salto carpiato sul carro dei vincitori, dato che 18 anni di onorata militanza (serie B compresa) mi sembrano una buona referenza!

Diciamolo, i play off sono un'altra cosa. Altro che promozione diretta! Non avrei scambiato queste emozioni con nessuna vittoria matematica! Si, lo so, c'è molto senno di poi, un pizzico di invidia e la sublime arte di fare di necessità virtù.

Domenica incredibile, atmosfera e sensazioni talmente roventi che quella mattina perdo di vista orari e tempistica romana e quasi mi scappa l'aereo (saranno le maledizioni dei trasfertisti di qualche giorno prima!). Raggiungo il check-in 3 minuti oltre la scadenza dei 35' prima del volo e solo il mio sguardo probabilmente disperato impietosisce gli addetti a check-in e all'imbarco. Sono già stremata prima di arrivare a casa... Sull'aereo incontro due dirigenti della squadra di basket in carrozzina di Porto Torres e l'argomento non può che essere la palla a spicchi. Sprezzanti di ogni eventuale accusa di pindacceria, inganniamo i 50' di volo facendo allegri calcoli su diritti sky, sponsor, sponsorucci e sponsoroni, su quanti dell'attuale roster siano da riconfermare, su Meo, Demis, Ettore ( :shifty: )...
Un paio d'ore a casa, con la famiglia e la sorelluzza sponsor ufficiale della follia.

Al palazzetto arrivo quasi un'ora e mezzo prima della palla a due. Forse un po' troppo tardi, dato che il presidentissimo Milia ha occupato la mia postazione in "tribuna disabili" e i posti son davvero pochissimi e in posizioni scomode (leggasi come appunto per l'anno prossimo, quando l'area stampa sotto il settore C potrebbe essere operativa più spesso). Della partita ricordo poco, alcuni flash, i visi dei giocatori concentrati, tesi quelli di Jason e di Manuel all'inizio, la palese volontà di Rowe di riscattarsi da gara 3 dell'anno scorso. Brividi sul pareggio e timido vantaggio di Veroli, ma la serata sembrava segnata già dall'inizio, per quanto non sperassi nel +20 e annesso garbage time.
Gli ultimi 2' non passano mai, esplode il rumore da perforazione permanente dei timpani, sale il coro "serie A, serie A" che attenta al mio equilibrio emotivo. Ma non piango nemmeno io. Sarà la vecchiaia, o la stanchezza. Però mi ripassa davanti agli occhi il mio primo ingresso al palazzetto, 18 anni fa, la prima squadra di cui ho memoria precisa, la Fortitudo e il suo Sasha Djordjevic che mi ha fatto innamorare di questo sport, la mia collezione triennale di Superbasket, il mio quadernetto rosso con i tabellini e gli autografi, l'altro capitano veneto, crazy George, Emanuele, Marco Pinna che mi porta la squadra a scuola per la mia interrogazione di educazione fisica (arbitraggio di una mini partita di 10'), l'angoscia per le retrocessioni (si, erano due...), le girandole di allenatori, coach Ciani, il ritorno in serie A2 e la paura per la salute di Diego Ricci, le salvezze all'ultimo minuto, Lionello, gli anni dell'inusuale alta e altissima classifica...
Il palazzetto trema in modo più che percettibile all'alley-oop di Rowe per la schiacciata di Marcelus, i ragazzi del servizio d'ordine si schierano per l'improbabile contenimento dell'invasione di campo, io mi distraggo dalla trance agonistica pensando a come sopravviverò all'orda umana! Fortunatamente non subisco nessuna ammaccatura, ma dato che ho voluto intrufolarmi a centro campo della premiazione riuscirò a vedere solo la luce riflessa dalla coppa quando viene alzata al cielo.

Sudore e spumante. Un'ora di abbracci con amici, parenti, tifosi, facce incredule, esaltate, stravolte, ubriache. Il viso stravolto e felice del capitano. Ico e il suo microfono. Le foto con i giocatori che non ho fatto in quasi vent'anni di Dinamo. Coach Sacchetti che esce per primo dalla zona della premiazione. Me lo ritrovo davanti, sorriro a 64 denti, mi da un 5 che pare un ceffone! E che probabilmente merito (magari gli piacciono gli anagrammi e ha una buona memoria faccialibrica), dato che avevo promesso la sfilata in piazza d'Italia cosparsa di cenere. Il detto lo conosciamo, "chi vince ha ragione e chi perde spiega". Lui ha avuto ragione, e sono più che comprensibili i sassolini che un po' alla volta si sta togliendo in questi giorni, ma credo sia stato normale, umanissimo e quasi inevitabile manifestare qualche malumore. Personalmente non credo di aver mai trasceso né offeso nessuno.
Gli abbracci con i forumisti, conosciuti virtualmente al tempo dell'incubo del giugno scorso, quando la disperata ricerca di informazioni su quello che stava succedendo mi aveva portato a queste pagine e al numero di cellulare di Cesare. Pagine che mi hanno fatto sentire meno sola e soprattutto meno macca nella mia passione per questa squadra, persone che ho avuto il privilegio di conoscere durante l'anno, quando hanno avuto la pazienza di scarrozzarmi nelle mie prime trasferte da ultrà. Fino all'ultima splendida due giorni Roma-Frosinone che ha dato la volata a questa storica gara 4... e alle mie poche ore di sonno :D

La lunghissima strada fra il palazzetto e il Quirinale, percorsa al fresco e a piedi fra i clacson, le bandiere, e la paura che al volante siano già tutti sbronzi, non raffredda l'emozione appena vissuta. Nell'ingorgo umano e automobilistico si prova a razionalizzare. Ma è difficile essere ragionevoli e seri con quell'adrenalina (e birra) in corpo, con le goliardate e gli spogliarelli dei protagonisti che man mano escono dal ristorante.
Degno epilogo nel salotto buono della città, una piazza d'Italia che magari poteva essere più piena, come lamenta Massimino, ma che alla fine va benissimo così. Il giardinetto centrale si difende come può, distribuendo storte alle caviglie degli incauti invasori (coraggio Cesare! E conserva il gesso, anche lui entrato nella storia) che vogliono conquistare le statue issando i vessilli biancoblu (a proposito, io non ne pago di multa, eh? Già cominciando a chiedere soldi! :P ). Manuel è il primo ad arrivare, e a spogliarsi sotto lo sguardo severo di Vittorio Emanuele. Il sassarese di adozione è perfettamente a suo agio anche con l'idioma locale, anche se a sentire i suoi "affuttidinni" e "pòsati" (rivolto a signora Franca, e comunque si dice "pòsaddi"!) mi sembra che abbia bisogno di qualche ripetizione. Raggiungono la piazza alla spicciolata Manca, Hu-hu, Colombo, Baldassarre, Binetti, Rowe, Devecchi e Ducarello, a festeggiare e fare foto ricordo dentro e fuori il giardinetto. Arriva anche Pinuccio che non molla la coppa neanche un secondo, felice come un bambino e parecchio su di giri. Anche grazie all'ora tarda, all'euforia generale e a una birra di troppo approfitto della foto con la coppa per dirgli di non prendersela per le critiche. Il suo cortese ma fermo "io sono fatto così" chiude, temo, ogni possibilità di dibattito :D

Sono le quattro del mattino, dopo aver annunciato il mio ritiro circa due ora prima decido che è il caso di andarmene davvero. Ma alcune "manovre forumistiche" e l'enorme disponibilità dei nostri eroi impedisce a me e alla sorelluzza di fare da sole i due passi che ci porteranno a casa. Capitan Manuel e alcuni suoi amici non ne vorranno sapere di lasciarci sole, e la mia nottatA si conclude con una sveglia generale agli abitanti di viale Italia, allietati dai nostri dibattiti pseudo-tecnici e su critiche e privacy al tempo di internet. A rischio di sconfinare nella retorica, penso che in poche occasioni si sia visto un giocatore di un qualsiasi sport, nella sua serata di gloria e festeggiamento, occuparsi di due semplici tifose in questo modo. Grazie!

E con questa valanga di emozioni me ne sono andata a dormire. Dormire, ovviamente, si fa per dire". CLAUDIA


www.matchupsardegna.it


crazyNik84

il servizio di Cinquestelle


VHSmania da YT

venerdì 18 giugno 2010

DINAMO CITY serenade

festeggiamenti notturni davanti al ristorante "Tony's"
Manuel brinda a filuferru D.O.C. Massimo Chessa prende in groppa il massaggiatore Unali sciarpata settore "C" in gara-3 contro Veroli il Commando '91 fresco promosso in serie A (foto Luigi 30°)

La parola ai tifosi.
Copio e incollo da:http://basket.forumfree.it/?t=48741561

"Oh, non mi è ancora mica passata tanto l'adrenalina... ma forse posso riuscire ad abbozzare 2 righe sensate...
Devo dire che mi sento fortunato ad aver assistito alla promozione "solo" al settimo anno che seguo la Dinamo (anche un po' in colpa rispetto a chi la segue da 30 )... se penso a quando ho visto per la prima volta la Dinamo di Mc Ghee... Guarino (rivisto domenica nel piazzale GRANDE, anche lui con una promozione in mano)... Abram... mi sembrano passati 30 anni anche per me... anni luce di distanza tra quella Dinamo che cercava di salvarsi con le unghie e con i denti ruotando giocatori e allenatori e poi l'arrivo dei Mele e di un progetto più ambizioso (ma chi avrebbe mai detto tanto?), i primi 2 giri a vuoto... con Garelli... Shannon... Fajardo in vacanza, l'arrivo di Zanus che ci portò tanta energia e il record mondiale di falli e tecnici in 30 secondi, il -secondo me- super sottovalutato Marshall Phillips, altro che solo difensore.... poi Paolini e la sciagurata idea di Busca play (ma ringrazio anche lui perchè ci ha permesso di vedere CHALMERS), poi sono un be' grosso ma sparacchio da fermo Young e che sport è questo? Victor... a questa che ha guadagnato la Serie A, ma anche a quella degli ultimi 3 anni... con protagonisti e campionati sempre più importanti come Cavina, Darby e Whiting, e anche no come Bushati e Dordei e l'arrivo ai play off con i soliti 13 infortunati e 18 acciaccati... poi JASON ROWE e i suoi primi mesi (cavolo la prima penetrazione al terzo quarto, e potevi farlo divertire di più questo ragazzo Demis...), Ezugwu, Martin, la consacrazione di Chessa... la delusione immensa ma l'orgoglio di essere arrivati fino alla fine... il rischio di scomparire... il Comitato e la pazza idea di comprare la Dinamo, l'inizio di una una nuova stagione contenti solo di esserci (sensazione durata si e no 3 giorni ).
L'esordio con Pistoia, senza vetri e l'inaugurazione del mio posto, Hubalek che in quella partita dimostrò di saperci fare, Imola, Jesi, Brindisi, le 11 vittorie, mi ripassano tutte davanti agli occhi, il girone di ritorno devastante e infine i play off, ormai storia recente, subito un 2-0 e dimostriamo di esserci, la sclerata di Moretti e il 3-1 finale, la difficile serie con Casale, sotto 2-1 e partita fuori casa, ancora una volta ci hanno dimostrato di esser capaci di tutto, la bomba di Kemp che ci ha regalato la finale, Gara 1 ancora storditi dalla battaglia con Casale (ricordiamo anche Pungetti che ci ha accompagnato per una stagione intera e Peppucci, Mashia e Ico Ribichesu), Gara 2 dove diamo ancora una volta il meglio, Gara 3-4 con un pubblico e una squadra stellari, non potevamo riperdere come l'anno scorso e non l'abbiamo fatto, grande pubblico, grande Kemp (MVP dei play off), grande Rowe (MVP di gara 4), grande capitano (MVP della finale), oh e non voglio fare torto a nessuno, come non citare Hubalek che anche se gli sono entrate meno triple del solito ha dato tutto anche quello che pensavamo non potesse (giocatore più migliorato dell'anno), Binetti e il suo gioco da 4 punti, Jack gara 2 me la porto a casa, Baldassarre... non voglio citare partite ma il modo in cui saltava emozionato come un bambino in panchina a un minuto dalla fine, spero che l'abbiate visto, si vede nella registrazione di antenna 1, Conti (che compleanno), Sacchetti e Ducarello.
Non mi dimenticherò mai le facce incredule di quelli che avevo vicino, sconosciuti ma anche no perchè quando si è vicini in un momento così importante non si è più sconosciuti (CHE TUTTI CONFERMINO IL LORO POSTO NEL "D" NUMERATO).
E poi c'è questo forum... senza tutti voi ne avrei capito molto meno e sarebbe stato molto meno emozionante, anche questo sono stato fortunato a trovarlo appena in tempo.
Beh... mi piacerebbe leggere il riassunto dei 43 anni precedenti a questi ."
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Giuseppe alias Mundele1954:
"NON DOVEVA SUCCEDERE........MA E' SUCCESSO !!
Per una volta la scaramanzia ha funzionato!!!
Seguo la Dinamo da quasi 40 anni, da quando ragazzino andavo la domenica mattina al Meridda a vedere improbabili partite all'aperto in serie C o D (non ricordo più...).....Passione inculcatami da mio padre, grande tifoso della Dinamo, che ha visto l'ultima partita al Palazzetto a 83 anni (gennaio 2008 contro Pistoia.....infortunio a Whiting) prima di lasciarci 2 mesi dopo........Spero che anche lui, in qualche modo, abbia potuto godere di questa incredibile impresa !
Anche io, come molti di voi, ho avuto - tra marzo e maggio - parole critiche verso Meo Sacchetti, ho mal sopportato le forzature e gli 1 vs 5 di Kemp nonchè alcune folli reazioni di Jiri Hubalek, ho pensato nel girone di ritorno ed in qualche partita di playoff che Manuel Vanuzzo fosse alla frutta, ecc. ecc
Naturalmente mi cospargo di cenere per questo, anche se penso di non aver comunque mai superato il limite della decenza, e RINGRAZIO DI TUTTO CUORE I MELE, IL NOSTRO COACH, IL GRANDE DUCARELLO, IL TRIO DELLE MERAVIGLIE, I SUCCESSORI DEL GRANDE GANAU ALLE PROSSIME ELEZIONI (MANUEL SINDACO E JACK VICE....), PATRICK, FRANZ, TONY, ALE ED IL BUON COLOMBO......INSOMMA TUTTO LO STAFF!!
Come dice giustamente MALCOLMY , una promozione ottenuta in questa maniera, a tifare ad una squadra folle, vale molto di più che se si fosse ottenuta come tutti o quasi eravamo sicuri dopo lo strepitoso girone d'andata.
SAREBBE DAVVERO BELLO PARTIRE SUBITO CON GLI ABBONAMENTI E, SE SARA' IL CASO, CON UN'ALTRA SOTTOSCRIZIONE TIPO QUELLA DELL'ANNO SCORSO........PENSO CHE SI POSSA RAGGIUNGERE LA SOGLIA DEI 2.500 ABBONAMENTI.....SAREBBE UNA BELLA BASE !
PER IL MOMENTO GODIAMOCELA !
FORZA DINAMO!"
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"1986...mia prima apparizione al palazzo...1991, fondo il gruppo Onda d'Urto...2004 entro a far parte del gruppo Commando Ultrà Dinamo...sabato 12 Giugno 2010...non dormirò un cazzo...voglio questa vittoria...voglio questa vittoria...la voglio per me...per tutto quello che ho fatto...la voglio per Sassari, la mia città...la voglio per tutti voi amici miei...la voglio per tutti i nostri sacrifici...la voglio è basta..
andiamocela a prendere! Sarà una battaglia...sarà una lotta...sarà un inferno...sarà un concentrato di emozioni...te lo prometto nonno (che da lassù lo so che guarderai la partita come sempre hai fatto)...ve lo prometto ragazzi...VENDERO' CARA LA PELLE DARO' TUTTO QUELLO CHE MI E' RIMASTO...dopo due settimane di passione...VI PREGO SEGUITEMI E DATE TUTTO ANCHE VOI...
DA SOLI NON SIAMO NESSUNO...INSIEME SIAMO UNA POTENZA!
Con affetto a tutti
ZIO GIO' - Giovanni "Onda d'urto"

martedì 15 giugno 2010

invincibili= serie A (equazione semplice)



La promessa è stata mantenuta dai nostri ragazzi, ed è finalmente serie A.
Per ora è tutto, ma ci sarà il tempo per commentare insieme questa splendida avventura.


La parola alle immagini !

(video fatto da me, gara-4)

(video gara3 - grazie ad Andrea)

sabato 12 giugno 2010

“HIC SUNT LEONES”: 2-1 (a un passo dal sogno)

foto di Luigi 30° "the fly man" (ringrazio)




“Una dolce estate maledetta io e Terry diventammo amici Cercando invano di respirare il fuoco in cui eravamo nati Correndo verso la periferia stringendo la fiducia tra i denti Dormendo in quella vecchia casa abbandonata sulla spiaggia distrutti dal caldo E nascondendoci nelle strade secondarie, nascondendoci nelle strade secondarie con un amore così tenace e pieno di sconfitte correndo per sopravvivere di notte per quelle strade secondarie in cui eravamo nati” (da "Backstreets", 1975)

Nel sogno c'è un ragazzino. Vecchie sporche strade e rare auto ormai antiche, a benzina di piombo inquinante, che passano ogni tanto e consentono i giochi di strada. Nel centro di Sassari, i ragazzi giocano in una domenica assolata. Non ci sono internet-playstation-TV color-Nintendo...solo carruzzi di legno e cerbottane di plastica . Passa uno di loro, l'amico simpatico della scuola: "dove vai ?"
Lui risponde con le tre parole magiche "Ajò alla Dinamo".
Si imbocca una via assolata e polverosa e si sale alla Palestra dove tutto questo è nato. La nuova palestra che da poco ha sostituito il campo all'aperto, "Il Meridda", il glorioso campo degli anni ' 60 di cui si dicevano cose leggendarie inenarrabili, sfide all'ultimo punto contro S.E.F. Torres, Formia e Congregazione. E' domenica mattina, si sale e si entra. Una piccola tribunetta dietro il canestro, altre piccolissime tribune (da tre scalini!) più in basso e sotto. I ragazzi su, li becci giù. Lì il ragazzino vede i suoi miti: eroici giovani in tute di raso biancoazzurre, poi diventate giallorosse, poi ancora biancorosse, che volano sotto i canestri. Sfregolio di gomma di para sopra il linoleum, agili giganti che segnano canestri, gli avversari fortissimi, i fischi secchi degli arbitri che fanno eco mille volte nel palestrone. Grida alte dell'allenatore, che allora nessuno chiamava coach, in questo gioco esaltante, fatto di abilità, velocità, intuito e fisicità.
In TV bianco e nero, Ignis e Simmenthal si contendono lo scudetto ! Spettacolo. Lassù in alto a sinistra si fa strada un affetto, che poi diventa amore: l'amore per la Dinamo, per la maglia e per la propria città. L' ammirazione per questo sport esaltante, che il ragazzo-bambino non ha potuto giocare perché non ce la fa: corre, corre, porta palla ma sotto canestro si ferma. Nulla da fare, fiato corto e impossibilità di riportarsi in fretta dall'altra parte del campo ("forse potrai giocare a pallavolo o a calcio, stando in porta o in difesa", così dice il medico che scruta il viso troppo pallido e i valori sanguigni del ragazzo, globuli rossi troppo grandi e troppo numerosi).
Il sogno continua. Passano pochi anni, ci si ritrova in 700 dentro la palestra stipata. I diavoli biancorossi volano da un canestro all'altro, è l'inizio di una storia che si chiama serie B.
Aquile vigili e indomabili sugli spalti sostengono i ragazzi, tutti coetanei e soprattutto sardi come loro, partecipi di un sogno fiabesco. "Dinamo superstar, in serie A noi vogliamo andar!" . Il film va avanti, il sogno è febbrile, si vede un nuovo e lussuoso palazzo dello sport, con due sole tribune, A e B, in alto al centro c'è lui a fianco ad altri ragazzi. Sedie rosse belle comode e ribaltabili. Tamburi striscioni e bandiere, andamento altalenante in campionato. "Tutti in piedi per la Mercury ...tutti in piedi per la Banca di Sassari !" Nel 1984 lo studente entra alle 14:30 in un palazzo incandescente, afa e caldo, poi la vittoria, e lui si butta dentro il parquet per abbracciare i suoi paladini...è serie B di eccellenza, mai più giocheremo in serie C. L'inferno è finito. Ora tante avversarie difficili, Verona, Pistoia, Montecatini, Brindisi, Siena, Arese, Desio...qui la battaglia si fa dura e i 700 sono diventati quasi 3000. Il massimo della capienza di quel palazzo che allora sembrava troppo grande per i nostri sogni.
1989. Un uomo toscano al comando della Dinamo batte i toscani della Conad Siena. Il paradiso, dice qualcuno, e la gloria è lì a due passi, si chiama Coppa Italia contro Milano, perciò il ragazzo vede dal vivo con i suoi occhi i giganti del basket di allora, Meneghin, McAdoo, D'Antoni, Aldi. Una invasione pacifica di giovani dentro gli spogliatoi per strappare un autografo e una stretta di mano. Arrivano nuovi colossi americani in maglia Dinamo: Floyd Allen Tom Sheehey Dallas Comegys Miller Paul Thompson Thomas Anthony Frederick Haynes George Banks Tony Farmer...e molti altri. Comunitari straordinari bevitori di birra come Dan Callahan. Battaglie inenarrabili, dolore per una retrocessione con ben 26 punti e l'araba fenice che risorge dalle sue ceneri, con lo stesso nome mitico: Polisportiva Dinamo Sassari. Poi ancora polvere e delusione, 3 anni di purgatorio da cui 5000 anime impavide tirano fuori la propria squadra, con le unghie e con i denti, fino alla gloria attuale.
BACK TO THE FUTURE. Il ragazzo è diventato grande, lo studente universitario è un lontano ricordo, la tribuna alta rossa ribolle di nuove passioni, ci sono nuove persone, e i giovani di un tempo sono ingrigiti. C'è una ragazza diventata moglie, la stessa al suo fianco in quei mitici quattro gradoni della palestra. Gli uomini grandi non fanno più tifo come una volta ma hanno gli occhi lucidi per Chalmers, Whiting, Rowe. C'é una ragazzina, piccolo talento del basket, con a fianco la sorella bambina, che incitano "Dinamo" con la sciarpa in mano, ma hanno rispetto per l'avversario "perché il giocatore è un essere umano e lui soffre papà". La stessa ragazzina che nel '98 ha "visto" i play off contro Avellino e Livorno dalla pancia della mamma e scalciava - a quanto pare - ad ogni rullare dei tamburi dell'Onda d'Urto e dell'Alta Marea, gli indomabili leoni della curva. Tensione e gloria, esaltazione e rassegnazione. Il sogno è finito, il risveglio è stato dolce perché di fronte vi è una bellissima realtà.
Ora potremmo dire di essere ad un palmo dal paradiso.
Oggi tutto il resto può attendere, siamo tosti e su scala nazionale. Bad & nationwide.
Il boemo folle che segna e stoppa più degli altri. "Hu-Hu-Hubalek!"
Il folletto di Buffalo, N.Y, che cesella canestri come fossero arabeschi. L'uomo grande capace di piangere per la sconfitta e di sorridere come un bimbo in mezzo ai bimbi.
Il tuono americano venuto da Seattle che ci crede, oh se ci crede.
Il pescatore mite arrivato da Dolo, con occhi azzurri e puliti, e i 4 Mori nel cuore.
Il Tony paisà col viso bambino e la mano educata, la calma del forte quando il pallone pesa ottanta tonnellate e sei lì con 10000 occhi puntati addosso....ciuf-canestro-delirio sugli spalti e tutt'intorno.
Jack "testa storta", quattro polmoni per correre e tanto sacrificio, il mediano,del resto non può fermarsi mai.
E tutti gli altri, eroi e gregari, artefici della gloria, immensi e guerrieri per ricordare che sì, qui oltre il mare Tirreno in questo pezzo di terra antico, durissimo, HIC SUNT LEONES, qui ci sono i leoni indomiti.
Affezionati alla maglia e alla città che li accolse.
Forza ragazzi, per sempre Forza Dinamo, fino alla vittoria. KEEP THE FAITH, brothers.


mercoledì 9 giugno 2010

mediani, gregari, eroi veri e combattenti nati

canestro di Jack Devecchi contro Rimini:
video


Mi sembra doveroso dedicare un bellissimo video tratto da youtube a Jack Devecchi, da Sant'Angelo Lodigiano, cugino del più noto "gallo" dell'NBA.
Una vita da mediano, una vita a correre, chiudere i varchi, recuperare, stoppare, farsi trovare pronto sugli scarichi per il tiro da 3 (con bei risultati, finalmente!), e soprattutto difendere. Sue le
due triple importantissime dall'angolo. Ma non dimentichiamo che lui è e rimane il "ministro della difesa", pronto al sacrificio esattamente come Lele Oriali. Un calciatore vero che ha onorato la Nazionale.
A proposito, a quando la chiamata in Nazionale per Jack, di anni 25, una vita da gregario ? Jack is back in town.
Sinteticamente su questa gara-2 vinta di soli due punti dopo aver dominato di ben quindici, quasi sciupati nella furibonda rimonta di Veroli negli ultimi quattro minuti:
JASON ROWE ci ha messo il cuore, pur sfortunato al tiro, quando è tornato in campo dopo molti minuti ha preso ben dieci rimbalzi . Teoricamente avrebbe subito 2 falli, secondo il tabellino, in realtà c'è stato qualche fallo non fischiato che lo ha estremamente innervosito in attacco fino a perdere la lucidità (si è beccato anche un antisportivo e non è da lui). Stoppata regolarissima su Hines lanciato a canestro, ma diversamente valutata dagli arbitri. Jason, YES WE CAN.
Su Marcelus KEMP c'è poco da dire rispetto a quanto già detto e scritto qualche riga più in basso. Il nostro vero uomo play-off. Acquisto perfetto della coppia Mele-Sacchetti.
VANUZZO "il pescatore" mette a segno 18 punti pesanti come l'oro, finalmente fiducia nei tiri, attenzione e concentrazione con 4 rimbalzi, 5/8 da tre come nel suo periodo migliore ed un +15 (corroborante) di valutazione.
Jiri HUBALEK ...17 punti : sacrificato su Hynes, giocatore difficilmente marcabile e devastante anche a rimbalzo di attacco. Ci aspettiamo dal boemo ulteriore grinta, come in gara 5 contro Casale e in gara-4 contro la Carmatic. Allora sarebbe perfetto.
BINETTI : nel terzo quarto 5-6 minuti da point guard con i fiocchi. Un uomo su cui contare, su tutto il resto rimando a poche righe più giù. "Tu vuò fà l'americano" ;-)
Franz CONTI non è riuscito a difendere su Hynes - peraltro immarcabile - ma deve sbagliare di meno; un peccato -nel primo tempo- quel pallone perso nel colorato con gli avversari a due metri di distanza.
Baldassarre : I'm waiting for Patrick. Ha avuto il grande merito di conquistare un fallo e andare in lunetta negli ultimi due secondi.

(ecco il video degli highlights di Devecchi, ringrazio Baingio su YT)

Tony Binetti: dopo un finale di regular season sotto tono, il paisà con passaporto italiano ha ritrovato verve e sostanza nella costruzione del gioco.
Un vero "vice-Rowe" che sta risultando preziosissimo in questi play off
estremi
YES, WE KEMP ! 30 punti, 40' giocati, 7 palle recuperate, +39 di valutazione. Like a wrecking ball, like a rolling stone (si parla di un suo futuro in legaA - Lottomatica ha tastato il terreno - e pensare che qualcuno mise in dubbio il suo talento)
1-1. La panchina festeggia, il campo di Veroli è stato espugnato. Noi tutti ci crediamo.
Per chiudere l'inno dei Sassarini, "Dimonios". Per domare la Prima Veroli venerdì 11 giugno anche in gara-4 sarà necessaria una prestazione esemplare di tutti, squadra, società e pubblico. Sarà battaglia, ed allora mettiamo la "bandiera di guerra".
FORZA PARIS ! Fino alla fine.

Ruiu su coro
e s’animu che lizzu
cussos colores
adornant s’istendarde
boh! boh!
e fortes che nuraghe
a s’attenta pro mantenere
sa paghe.
Sa fide nostra
no la pagat dinari
Aioh! dimonios!
Avanti, fortza paris.

(Rosso il cuore
e l’animo di giglio,
questi colori
adornan lo stendardo
boh! boh!
e forti come nuraghi
sempre vigili per mantener
la pace
La nostra fedeltà
non si compra col denaro
Andiamo, demoni!
Avanti! Forza, insieme)
[dall’Inno della Brigata Sassari]

-tutte le foto sono di Legadue-Ciamillo (c)-

giovedì 3 giugno 2010

better days (i nostri giorni migliori)


Ecco i nostri giorni migliori, quelli che ci fanno dimenticare almeno per qualche ora un presente poco allegro o un futuro non brillante.

Voglio prima di tutto ringraziare i giocatori per la conquistata finale (l'ho già fatto personalmente con Manuel Vanuzzo e pareva quasi sorpreso dal ringraziamento), poi i tre coach e a seguire i dirigenti della società, che hanno affrontato questa impresa con qualche sacrificio personale.

Certo, si sarebbe potuto fare di più, e magari intervenire prima per evitare quell'assurdo calo fisico e di tensione psicologica intervenuto nel corso del girone di ritorno, che ci è costato il primo posto e la promozione diretta.
Ma una finale play off è "quasi" il massimo risultato possibile. La prestazione della Dinamo di ieri non può significare molto, parecchi errori nei tiri e basso punteggio, quasi da basket femminile (senza offesa). Una gara tattica, difensiva, giocata sul filo dei nervi, in cui Crespi le ha tentate tutte per ribaltare la serie in suo favore, dopo le nostre vittorie in gara-1 e gara-4. Su tutti mi piace citare Jìri Hubalek (a proposito...chi l'ha acquistato? Sacchetti & Pinuccio Mele o qualcuno dei vari forumisti anonimi, professorini e "soloni" della palla a spicchi ?). Al centro boemo abbiamo dedicato una bandiera della Repubblica ceca, si sarebbe potuto fare forse di più per lui (ho la vaga sensazione che non si sia ambientato bene qui a Sassari), in ogni caso resta -probabilmente- il miglior comunitario mai approdato nei roster della Dinamo. Un vero campione, un fulmine sotto canestro dotato di un tiro formidabile grazie alla sua mano "educata".
Prima Veroli ci aspetta. Una squadra organizzata, un gruppo compatto al punto giusto, un coach giovane ed emergente come Cancellieri, col sostegno di un uomo di prestigio come Antonello Riva e di un ambiente piccolo ma entusiasta.
Speriamo che i nostri giorni migliori possano continuare e che si vada alla finale con rinnovata fiducia, ponendo finalmente da parte tante penose polemiche che hanno avuto il solo effetto di guastarci lo spettacolo. Fare un passo indietro non costerebbe nulla, diamo i giusti meriti a coach Sacchetti e al suo assistente Ducarello. Si farebbe un'operazione genuina sul piano dell'onestà intellettuale e maggiormente aderente alla realtà. Ammettere i propri errori e gli eccessi (umanamente giustificabili) è dimostrazione di intelligenza e di signorilità.

Forza Dinamo sempre !
Fino alla vittoria e a qualunque costo.

Le foto sono mie, quindi colui che le usa è cortesemente pregato di citare l'autore

(senza parole)
Jìri Hubalek, our local hero.
Antonello Riva a sinistra (Cantù), Meo Sacchetti a destra (CiaoCrem Varese)
Meo Sacchetti con la maglia della Fernet Tonic-Gira Bologna, campionato 1976-'77