sabato 10 aprile 2010

verso Reggio nell'Emilia

la notizia della vittoria allo spareggio di Cagliari contro il Formia (campionato 1966-'67); prima grande trasferta dei sassaresi al seguito della Dinamo
il primo da sinistra, accosciato, è il mitico prof. Adriano Mazzanti
la Dinamo 1963-'64, con il coach Cosimo Zoagli (Adriano Mazzanti è il n. 6)

TALK ABOUT A PASSION. Non meno di 200 tifosi seguiranno la Dinamo nella sua difficile trasferta in terra emiliana, per incontrare la Trenkwalder. Tra la Via Emilia e il...sud (brindisino), la Dinamo affronta una delle gare più difficili del suo campionato. In altri tempi, la Reggiana sarebbe stata un' avversaria abbordabile e tutti ricordano la nettissima e convincente vittoria rifilata a Melli e compagni il 13.12.2009. Ma oggi si parla di passione, di cuori affamati e di ruote umane che portano i tifosi ad affrontare trasferte difficili e lontane, in palazzetti infidi e magari vogliosi di riscatto. Il legame tra la Dinamo e i suoi tifosi, questo deve essere ben chiaro, è sempre stato indissolubile, fin dagli anni '60. Molti ricordano una lontana trasferta ad Oristano, nel 1979, culminata in un antipatico dopo partita con i tifosi avversari. Ma chi ha qualche capello grigio sulla testa forse rammenterà una lontanissima trasferta a Cagliari, negli spareggi per la prima serie C nazionale. Era il campionato 1966-1967 e quell'anno, per la prima volta, la Polisportiva Dinamo conquistò la serie C nazionale battendo il basket Formia.
MAZZANTI E LA SUA MAGLIA BIANCOCELESTE. Il prof. Adriano Mazzanti, col quale ho avuto proprio ieri sera (nel bel mezzo di un allenamento) un piacevole colloquio intorno a questa strana "crisi" della Dinamo, mi ha rammentato che quell'anno, e lui ricorda bene i fatti visto che indossava la casacca biancoceleste, per sostenere la squadra arrivarono fino a Cagliari alcuni pullman carichi di tifosi. Mazzanti, che è stato fin dal 1962, insieme al fratello Valerio, punto di forza di una Dinamo ai primi passi nei campionati regionali, è un mito vivente del basket sassarese: a 70 anni suonati, non ha abbandonato l'amore per la palestra e la palla a spicchi, ed è meritatamente il direttore tecnico della Dinamo2000, società dilettantistica ormai autonoma rispetto alla Polisportiva. Lui si appassiona enormemenente per i risultati dei suoi ragazzi. Che stanno conseguendo importanti successi nei campionati Esordienti, under 14, under 17. Risultati quasi impensabili per una piccola società che si muove in una realtà difficile come il basket giovanile sassarese. Ma per tornare al bel dialogo con Adriano, sempre attentissimo, informato e prodigo di complimenti per i suoi ragazzi, ai quali raccomanda costantemente di "divertirsi" giocando, lui mi raccontava della forza della Dinamo anni '60, della volontà di ergersi su tutte le difficoltà e sulle piccole"disgrazie" che si abbattevano su una società che - in fin dei conti - era nata solo da pochi anni. Una voglia di emergere dalle avversità e di lottare strenuamente che si è ben tramandata per generazioni di giocatori, perché una cosa deve essere ben chiara: indossare e giocare con la maglia della Dinamo è un onore.
Io mi auguro, e ne sono convinto, che domani a Reggio la Dinamo troverà nuovi stimoli, energie insospettabili, "fame" di vittoria e volontà ferrea di dare un calcio alla sfortuna; magari sarò smentito dai fatti, ma voglio crederci e spero davvero che, come me, ci crederanno 200 "pazzi" tifosi, che mi auguro caldi e disposti a sostenere la squadra senza condizioni.
Forza Dinamo, ora e sempre...
AJO' DIMONIOS.



Nessun commento: