venerdì 23 aprile 2010

50 anni biancoblù




Roberto Centi, vicepresidente della Dinamo, posa con il primo storico gagliardetto della Poliportiva - palestra del Liceo Azuni , 1960


auguri magica Dinamo !
23.4.1960 - 23.4.2010





lunedì 12 aprile 2010

Lambrusco, pizze reggiane, Minciotti e aerei ballerini

foto Legadue (r)
Il Duomo di Reggio

Patrick in lunetta
attacco Dinamo, la difesa Trenkwalder schierata a uomo
Manuel Vanuzzo ai liberi
ringrazio Luigi 30° e Mojta78 per le belle foto. Noi c'eravamo (anche a Reggio).
autolinee Minciotti - Lucca
biglietto

Dopo il brusco e triste risveglio, parzialmente smaltita la depressione post-sussa, cerco di raccontare a modo mio la trasferta di Reggio Emilia.
Lo farò in pillole che spero riusciranno interessanti ai più.
L'AEREO PIU' PAZZO DEL MONDO . Adunata finalmente puntuale alle ore 7:20 in aeroporto. Non c'é il tempo di salutare tutti, in ogni caso la carica passionale è notevole, nonostante l'ora mattutina, e vedo diversi volti noti .Dinamisti incalliti e gente alle prime trasferte, opportunamente amalgamati e shakerati. Questo termine non è usato a sproposito, perché ora ne leggerete delle belle. Il volo nazionale parte più che bene, con i soliti cori di approvazione all'indirizzo delle hostess e tanta allegria tipicamente sassarese. Col mio compagno di viaggio, che qui saluto, iniziamo a parlare di ciclisti ittiresi degli anni '50 della gloriosa Ittiri Cannedu. Per sua fortuna Cesare in quel momento non è vicino a me, altrimenti sarebbe già precipitato (come è suo solito in questi casi) nel mondo dei sogni. C'è invece un bel sole in quota, ma giunti dalle parti della costa tirrenica, il 737 Ryanair inizia a ballare, e le hostess fanno chiudere la bocca ad un po' di gente con annunci secchi. A 10 miglia circa dalla costa becchiamo in modo frontale una cella temporalesca insaccata sul pisano, il cielo si fa nero e ai primi scossoni la truppa inizia a ridere e a scherzare sempre più nervosamente. Le solite battute scherzose tipo "Fallu baddà", ma quando l'aereo inizia a beccheggiare paurosamente, ad abbassarsi ad ogni vuoto d'aria sempre più forte, le urla si fanno isteriche e la voglia di ridere passa quasi del tutto. Qualcuno, ripensandoci col sorriso in Autogrill, ha citato il film L'Aereo Più Pazzo del Mondo: gente che grida "il mare è vicino ! Gonfiate i salvagenti! Mamma non voglio morire adesso, che devo salire in A1"...una signora recita in modo convulso il rosario, lo steward recita frasi concitate in irlandese misto a italiano "i signori passeggeri sono pregati di indossare bene le cinture e di toccarsi i santissimi". Qualcuno sbianca in volto come il sottoscritto, altri si sentono male, un paio di persone piangono e non di gioia per qualche bella vittoria Dinamo. Negli ultimi scossoni, mentre l'aereo continua a cedere convulsamente sotto il mio fondoschiena, ballando come se fosse il Candeliere dei Viandanti alla festa di Mezzagosto, nel "bel" mezzo delle raffiche di grecale, guardo fuori: finisce il mare agitato e vedo finalmente la campagna toscana. Alé, fozza Torrese, finalmente stiamo per atterrare, cosa che avviene sotto un furioso temporale. Tutti ringraziamo il Signore e tutti si fanno il segno della croce, anche gli atei e quelli che non fanno la comunione dal 1980. Aprono i portelloni e mi precipito fuori, non ho mai corso sotto la pioggia in un aeroporto senza guardarmi indietro per almeno sbirciare l'aeromobile.
Se ancora qualcuno non l'avesse capito, ieri mattina ho avuto paura dell'aereo.
LA "MINCIOTTI" AUTOTRASPORTI. Nel secondo pullman, sul quale saliamo sempre sotto l'acquazzone (che strano, quest'anno è piovuto così poco...), ci rendiamo conto che vi è una scritta della compagnia: "Minciotti". Tutto ciò provoca ilarità e crisi convulsive dal gran ridere soprattutto nelle dinamiste di sesso femminile. L'autista toscano non coglie l'ironia, per fargli capire il motivo della nostra ilarità gli spieghiamo il significato della parola, che in Sardegna è la chiara evocazione del famosissimo "creapopoli" (come dicono a Roma).

Nell'altro pullman, dove l'età media è più bassa, si cantano inni dinamisti. Dimenticavo di dire che i cori sono iniziati già dentro l'aeroporto, in area Arrivi.
Sotto il sole, finalmente, percorriamo i 207 km fino a Reggio Emilia, città luminosa e civile che ci accoglie in modo degno. Sono già presenti in loco cinque tifosi del Collettivo biancorosso, gemellati da tempo con il Commando Ultrà Dinamo. Della nostra comitiva fanno parte due simpatici tifosi della Torres Calcio e tre convinti springsteeniani, già visti sotto qualche palco in giro per l'Italia (a proposito, il DJ del PalaBigi prima della partita ha messo "Glory Days" e " Born To Run", non siamo mica a Sassari con la sua ammorbante musica da discoteca sparata a palla).
LAMBRUSCO E DRINK. In una piazza della città, fronte bar, l'impeccabile organizzazione ha allestito un sontuoso banchetto a base di ravioli caldi, bevande fresche, leccornie varie che non ho gustato perché indisposto, aperitivi ottimi e Lambrusco a volontà. Tutti mangiano e bevono sotto il sole, la temperatura è mite, nel frattempo una rock band suona a dieci metri di distanza. Una situazione improbabile a Sassari, ma siamo in Emilia, terra di accoglienza, di rock e fratellanza.
Al ghiotto festino preferisco un giro nella bella città del Tricolore.La mozzarella di bufala dell'Autogrill non mi ha convinto al 100%, ancor meno la direzione tecnica del coach. Becco i tifosi torresini nello stand della porchetta di Ariccia. Che mangiata ragazzi ! Vedo un banchetto di invitanti dolci e non resisto. Mangio un fritellone grande quasi quanto il salvagente dell'aereo RYANAIR e continuo verso la magnifica piazza della Cattedrale.

TUTTI AL PALABIGI ! Corteo di prammatica, cori, sciarpe e Forza Dinamo fino al vicinissimo PalaBigi (perfetta l'organizzazione della logistica, infatti il buffet è organizzato a cinque minuti a piedi dal palazzo). I giocatori scendono dal pullman tesi e concentrati, qualcuno di loro saluta mentre noi ci sbracciamo. Non è difficile farci notare. In totale siamo 200, giunti con tre pullman compreso quello organizzato dal buon Ennio (un pulmann popolato a quanto pare da alcuni pericolosi "diffidati", loro infatti arrivano - tardi - scortati da una pattuglia della Polizia...battuta!). Il palazzo è vecchio e angusto, il pubblico locale è compassato, i sassaresi fanno rimbombare i cori di incitamento, entrano in campo tanti bambini per il progetto di coinvolgimento nel minibasket ed ecco finalmente la Dinamo. All'ingresso , ciascuno di loro si gira e ci saluta.E' scoppiata finalmente la pace tra squadra e tifoseria.
LA PARTITA. Imperfetta, come purtroppo avviene da qualche tempo, abbiamo davvero rischiato di vincerla e con una maggiore precisione nel tiro da tre, con maggiore cinismo e un po' di sana cattiveria, si sarebbe finalmente portata a casa la vittoria. Buoni Vanuzzo, Devecchi e Rowe, che sta riprendendo fiducia nel tiro, ottimo Il Gladiatore Baldassarre, efficace Hubalek finché ha giocato, poiché da un certo punto in poi è stato tenuto in panchina, in punizione e col cappello dell'asino come ai tempi del "Giornalino di Gianburrasca". Non si sa esattamente cosa abbia fatto, il Jiri sassarese, forse ha negato un gimme five o ha scagliato qualche bottiglietta di troppo, fatto sta che nel primo tempo ci ha tenuto a galla, segnando quasi da solo, per lunghi tratti. Guardando qualche simpatica partita di mini-basket di mia figlia , mi ero convinto che in questo sport valesse una regola elementare: chi segna di solito resta in campo, gli altri aiutano. Invece, pare che da ora non sarà più così e quindi ho deciso: ogni volta che mia figlia deve giocare, possibilmente per realizzare canestri e far vincere la squadra, non la porto alla partita, la tengo a casa a guardare cartoni animati, così getterò nella pura costernazione la sua allenatrice e la accompagnatrice tecnica. Alle incredule loro rimostranze, risponderò pacato che di basket NON ci capiscono una mazza, che ormai non c'é bisogno di fare canestri e portare punti in cascina. Il mondo è rovesciato, l'aereo balla e vince le partite chi non segna, ma spadella fuori a 10 secondi dalla fine . Mia figlia mi metterà il muso per un anno, in famiglia avendole impedito di giocare e (ovviamente) segnare scoppierà la guerra civile, ma in compenso farò la mia brava conferenza stampa urbi et orbi.
Spiegherò al mondo, con fierezza, la mia insana e delirante filosofia di gioco, in compenso verrò linciato dai dirigenti inferociti della squadra di mia figlia.
81-83. La tentata tripla di Kemp finisce sul ferro. Time is over, applaudiamo i nostri giocatori alla fine della partita, in fondo l'impegno non è mai mancato e vogliamo incoraggiarli in questo momento critico della stagione. Saluto il sig. Bertrand, una colonna della Dinamo anni 60 dei primordi, saluto molti amici sassaresi, tutti abbastanza sbigottiti per la infelice gestione dell'ultimo mezzo minuto di gioco. Fuori, parlo con Ducarello, insieme ad altre persone, e lo faccio pacatamente pur non avendo mai fatto questo in oltre 30 anni di tifo Dinamo. Lui risponde in modo gentile, ma con frasi secche, alle nostre osservazioni. Lo ringraziamo e gli auguriamo buon lavoro. Sappiamo bene che difenderà sempre le sue scelte tecniche, ma scopriamo finalmente che il vero coach della Dinamo non è Sacchetti, ma Ugo Ducarello. Perché allora il secondo guadagna meno del primo (seconda battuta ) ? Dopo alcune esagerazioni per strada da parte di tifosi che hanno alzato un po' il gomito (eufemismo: trattavasi di sbornia colossale), ci avviamo verso un sontuoso ristorante, dotato di acquario e provviste sufficienti per un battaglione di Fanteria, dove è stata allestita una mega tavolata per circa 150 persone. Intorno alla mezzanotte, finisce la festa. Gusto una pizza "alla reggiana", per la cronaca, costituita da buona pasta , prosciutto di Parma e parmigiano reggiano in scaglie, cotta in forno a legna come Dio comanda. Una bomba ipercalorica, ma preferisco sempre le bombe da 3 del buon Jiri e di Jason Rowe.
MESTO RIENTRO. Recuperiamo i due pullman toscani della Linea Minciotti, là dentro c'é calduccio ma qualcuno vuole ancora salutare gli amici Reggiani. Verso l'una imbocchiamo l'autostrada. Non sapevo che di notte in autostrada venissero organizzate gare automobilistiche tra i TIR e i pullman, c'é sempre qualcosa da imparare nella vita. Forse la Polizia stradale non lo sa. Alle 3:30 circa arriviamo a Pisa, e per fortuna il cielo è terso, non sta piovendo ! Alle 4 entriamo in aeroporto, qualcuno si corica per terra, stramazziamo sulle poltroncine, facciamo colazione (c'è un unica barista, ormai depressa, per 100 clienti), ed aspettiamo il nostro volo. Il contrasto tra i nostri visi sfatti e quelli degli altri passeggeri, puliti e rilassati dalla notte in hotel, è notevole. Alle 7:10 l'aereo Rayanair, volato liscio come l'olio sui cieli del Tirreno, atterra ad Alghero. Baci , abbracci e rompete le righe. Alla prossima e.....Forza Dinamo. E anche forza Trenkwalder.


sabato 10 aprile 2010

verso Reggio nell'Emilia

la notizia della vittoria allo spareggio di Cagliari contro il Formia (campionato 1966-'67); prima grande trasferta dei sassaresi al seguito della Dinamo
il primo da sinistra, accosciato, è il mitico prof. Adriano Mazzanti
la Dinamo 1963-'64, con il coach Cosimo Zoagli (Adriano Mazzanti è il n. 6)

TALK ABOUT A PASSION. Non meno di 200 tifosi seguiranno la Dinamo nella sua difficile trasferta in terra emiliana, per incontrare la Trenkwalder. Tra la Via Emilia e il...sud (brindisino), la Dinamo affronta una delle gare più difficili del suo campionato. In altri tempi, la Reggiana sarebbe stata un' avversaria abbordabile e tutti ricordano la nettissima e convincente vittoria rifilata a Melli e compagni il 13.12.2009. Ma oggi si parla di passione, di cuori affamati e di ruote umane che portano i tifosi ad affrontare trasferte difficili e lontane, in palazzetti infidi e magari vogliosi di riscatto. Il legame tra la Dinamo e i suoi tifosi, questo deve essere ben chiaro, è sempre stato indissolubile, fin dagli anni '60. Molti ricordano una lontana trasferta ad Oristano, nel 1979, culminata in un antipatico dopo partita con i tifosi avversari. Ma chi ha qualche capello grigio sulla testa forse rammenterà una lontanissima trasferta a Cagliari, negli spareggi per la prima serie C nazionale. Era il campionato 1966-1967 e quell'anno, per la prima volta, la Polisportiva Dinamo conquistò la serie C nazionale battendo il basket Formia.
MAZZANTI E LA SUA MAGLIA BIANCOCELESTE. Il prof. Adriano Mazzanti, col quale ho avuto proprio ieri sera (nel bel mezzo di un allenamento) un piacevole colloquio intorno a questa strana "crisi" della Dinamo, mi ha rammentato che quell'anno, e lui ricorda bene i fatti visto che indossava la casacca biancoceleste, per sostenere la squadra arrivarono fino a Cagliari alcuni pullman carichi di tifosi. Mazzanti, che è stato fin dal 1962, insieme al fratello Valerio, punto di forza di una Dinamo ai primi passi nei campionati regionali, è un mito vivente del basket sassarese: a 70 anni suonati, non ha abbandonato l'amore per la palestra e la palla a spicchi, ed è meritatamente il direttore tecnico della Dinamo2000, società dilettantistica ormai autonoma rispetto alla Polisportiva. Lui si appassiona enormemenente per i risultati dei suoi ragazzi. Che stanno conseguendo importanti successi nei campionati Esordienti, under 14, under 17. Risultati quasi impensabili per una piccola società che si muove in una realtà difficile come il basket giovanile sassarese. Ma per tornare al bel dialogo con Adriano, sempre attentissimo, informato e prodigo di complimenti per i suoi ragazzi, ai quali raccomanda costantemente di "divertirsi" giocando, lui mi raccontava della forza della Dinamo anni '60, della volontà di ergersi su tutte le difficoltà e sulle piccole"disgrazie" che si abbattevano su una società che - in fin dei conti - era nata solo da pochi anni. Una voglia di emergere dalle avversità e di lottare strenuamente che si è ben tramandata per generazioni di giocatori, perché una cosa deve essere ben chiara: indossare e giocare con la maglia della Dinamo è un onore.
Io mi auguro, e ne sono convinto, che domani a Reggio la Dinamo troverà nuovi stimoli, energie insospettabili, "fame" di vittoria e volontà ferrea di dare un calcio alla sfortuna; magari sarò smentito dai fatti, ma voglio crederci e spero davvero che, come me, ci crederanno 200 "pazzi" tifosi, che mi auguro caldi e disposti a sostenere la squadra senza condizioni.
Forza Dinamo, ora e sempre...
AJO' DIMONIOS.



mercoledì 7 aprile 2010

Forza Mercede Alghero - è tempo di Play Off



Le ragazze catalane agli ordini di coach Andrea Carosi, campionato 2009-2010
Seguite il basket femminile ? E allora, one two three four , go ! Intanto una buona notizia, come molti sapranno il Sant'Orsola Team 98 si è assicurato una nuova stagione nella serie B di eccellenza conquistando la poule salvezza, mentre il San Salvatore Selargius dovrà sudare ancora in un drammatico spareggio con altra squadra inguaiata (College Italia Roma).
Inoltre, si sono svolte il 1° e 2.4.2010 a Cagliari le Final Four di A2 femminile. Evento importante, ma passato quasi in sordina a causa dell'assurdo disinteresse che circonda da molti anni il basket femminile. Per la cronaca ha vinto la Virtus La Spezia, che ha battuto in finale la Libertas Bologna per 50-41. Con un grosso sacrificio economico, Cagliari ha organizzato queste F.F., che gli spettavano quasi di diritto, visto che nel capoluogo regionale militano ben due squadre femminili come la Virtus e il Cus Cagliari. Senza contare la Mercede Alghero, che con alcuni sforzi organizzativi ed anche di tipo economico ha portato avanti il suo campionato di A2. Per la cronaca, Alghero ormai da anni ha un ottimo movimento di basket femminile, con molte allieve iscritte e numerose squadre, addirittura superiore alla situazione sassarese, da qualche tempo in forte declino per motivi che analizzeremo in futuro, con più calma. Qui un'altra bella notizia che riguarda il campionato nazionale Join The Game (basket 3 vs 3), con buoni risultati per la Coral Alghero : http://notizie.alguer.it/n?id=31798
In ogni caso domani (giovedì) iniziano i play off.

"La Mercede Basket Alghero dopo sei anni ritorna a disputare i playoff. Era il campionato di serie A2 2003 – 2004 e le algheresi, dopo aver concluso la stagione regolare al quinto posto, si resero protagoniste di un incredibile finale di stagione, culminato nella terza gara della finale playoff contro il Pontedera, vinta per 67 – 66, che decretò la storica promozione in A1 della società del presidente Luigi Enrico De Rosa. Unica testimone di quella avventura, tra le giocatrici che compongono il roster attuale della Mercede, è il capitano Manuela Monticelli che dovrà guidare le attuali compagne nei due incontri, valevoli per il primo turno dei playoff, contro le milanesi della Sea Logistic. Il finale di regular season ha visto la squadra catalana protagonista, grazie a due vittorie di prestigio ai danni del Bologna, recente vincitrice della Coppa Italia di A2, e della capolista Virtus Cagliari, successi che hanno permesso alle bianco-blù il conseguimento della dodicesima posizione in classifica.
Queste le dichiarazioni del coach della Mercede Andrea Carosi riguardo i play off e i prossimi avversari: “Sono orgoglioso di aver raggiunto i play off con la mia Mercede e le ragazze si stanno impegnando al massimo per arrivare preparate al meglio a questo evento. Giochiamo con una formazione fortissima come il Sanga Milano, squadra costruita all’ inizio dell’anno per tentare subito il salto di categoria. Abbiamo letto le dichiarazioni dell’allenatore del Sanga Milano, che ci ha definiti l’avversario più abbordabile che potessero incontrare, felice di aver evitato Biassono e Marghera. Noi, con tutto il nostro cuore e con il nostro impegno, faremo in modo che si debba pentire delle sue dichiarazioni, e renderemo loro difficile la strada per il secondo turno dei play off contro Bolzano . L’ importante per noi è aver la possibilità di confrontarci almeno quasi alla pari con questo squadrone. Invito pertanto – conclude il tecnico – tutti i tifosi algheresi giovedì alle 16 al Pacinotti per creare il giusto ambiente da play off e cercare quantomeno di accorciare l’evidente gap che esiste tra noi e Milano”.
Le avversarie delle algheresi hanno terminato la stagione al quinto posto, 28 punti, frutto di 14 vittorie e 12 sconfitte. Tra le mura amiche la squadra di coach Tiziano Gualtieri ha ottenuto 6 vittorie e 7 sconfitte, mentre fuori casa le milanesi hanno conseguito 8 successi e 5 sconfitte. La squadra lombarda vanta il miglior attacco del girone Nord con 1892 punti realizzati ma anche la peggior difesa, 1808 punti subiti. Nei due incontri di campionato tra le due compagini, all’andata al Pala Corbia, lo scorso settembre, prevalsero le arancioni che si affermarono con un clamoroso 81 – 57, la sconfitta più pesante subita dalla Mercede nella stagione, mentre nella gara di ritorno disputata a gennaio in Lombardia furono le algheresi a vincere per 74 – 65.
La Sea Logistic si presenta a questo doppio confronto priva di giocatrici importanti come Fumagalli, Pastorino e Barzaghi, fuori per infortunio, ma potendo contare su giocatrici di grande spessore tecnico e atletico come Monticelli, Gottardi, Lisnere, Gatti e Silva.
L’appuntamento, quindi, con i tifosi e gli appassionati di basket per la gara di andata degli ottavi di finale – playoff, è per giovedì 8 aprile, palla a due ore 16, nella palestra di via Pacinotti ad Alghero".
Ufficio stampa Mercede Basket Alghero

martedì 6 aprile 2010

ogni maledetta domenica

Anche stavolta non ci sarà bisogno di molte parole.
Chi può, saprà difendere la seconda piazza:
" se vuoi , puoi ".
Le lunghe discussioni le faremo alla fine, quando la palla a spicchi tornerà nei magazzini.
Per ora, difendiamo - come abbiamo sempre fatto - i colori della Dinamo.
Battetevi perciò con onore, e se per caso qualcuno è già stanco è cortesemente pregato di restarsene a casa.
Forza ragazzi !
http://www.pianetabasket.com/?action=read&idnotizia=10171

venerdì 2 aprile 2010

tutto ciò che abbiamo attraversato

21.5.1989.
maggio 1984.
tifosi a Jesi in gara4 - play off 2009
Lionel Chalmers#5 - campionato 2006-2007
il capitano Manuel Vanuzzo "a tutto motore + I.V.A."
Jiri Hubalek #33
Dinamo-Scavolini 2007
Pistoia-Dinamo 2009 (conquista play off)
Dinamo-Pavia
Soresina-Dinamo 2007-2008
Dinamo-Caserta 2007-2008

Oggi preferisco ricordare le cose belle della Dinamo, le tante vittorie conquistate, anche se la realtà è deprimente.
E una canzone, "solo" una canzone che si chiama "blood brothers".

We played king of the mountain out on the end
The world come chargin' up the hill, and we were women and men
Now there's so much that time, time and memory fade away
We got our own roads to ride and chances we gotta take
We stood side by side each one fightin' for the other
We said until we died we'd always be blood brothers

Now the hardness of this world slowly grinds your dreams away
Makin' a fool's joke out of the promises we make
And what once seemed black and white turns to so many shades of gray
We lose ourselves in work to do and bills to pay
And it's a ride, ride, ride, and there ain't much cover
With no one runnin' by your side my blood brother

On through the houses of the dead past those fallen in their tracks
Always movin' ahead and never lookin' back
Now I don't know how I feel, I don't know how I feel tonight
If I've fallen 'neath the wheel, if I've lost or I've gained sight
I don't even know why, I don't know why I made this call
Or if any of this matters anymore after all

But the stars are burnin' bright like some mystery uncovered
I'll keep movin' through the dark with you in my heart
My blood brother

FRATELLI DI SANGUE
(Traduzione di Roberto P.)

Ci sentivamo in cima al mondo fino all'ultimo momento
Ma poi le amarezze del mondo arrivarono all'improvviso, ed eravamo donne e uomini
Ora ci sono così tanti ricordi che svaniscono nel tempo e nella memoria
Noi abbiamo le nostre strade da percorrere e possibilità che dobbiamo sfruttare
Stavamo fianco a fianco e ognuno lottava per l'altro
Ci dicevamo che fino alla morte saremmo stati fratelli di sangue

Ora la durezza di questo mondo lentamente sgretola i tuoi sogni
Trasformando in sciocchezze le promesse che ci facciamo
E quello che una volta sembrava bianco o nero... ora sfuma in così tante tonalità di grigio...
Perdiamo noi stessi nel lavoro da fare e nei conti da pagare
E' solo una corsa, una corsa, una corsa, senza nessuno che ti protegga
Con nessuno che corra al tuo fianco, mio fratello di sangue

Attraverso le cose sepolte dal passato... hanno trovato le loro tracce
Sempre muovendosi avanti e mai guardando indietro
Ora non so come mi sento, non so come mi sento stanotte... come se fossi finito sotto la ruota, come se avessi perso o acquistato la vista...
Non so ancora perchè, non so perchè ti ho chiamato... o se qualcosa di tutto questo abbia ancora importanza dopo tutto

Ma le stelle stanno splendendo come un mistero svelato
Continuerò il mio viaggio attraverso l'oscurità con te nel mio cuore
Mio fratello di sangue