sabato 20 marzo 2010

11 giorni di fuoco indimenticabile



(il settore D contro Scafati, semifinali playoff 2009)
21 marzo-1° aprile 2010. In queste due date è racchiusa l'essenza del campionato della Dinamo, che se vuole puntare alla memorabile impresa della promozione diretta, dovrà assicurarsi tre vittorie nelle altrettante partite contro la Reyer, Scafati e Latina (in casa nell'anticipo pasquale). Questo consentirebbe agli uomini di Sacchetti di reggere il passo del Brindisi, che sta evidentemente lanciando la volata finale da lepre inseguitrice. Ovvio che Brindisi dovrà fare un "filotto" pieno, con almeno una vittoria in più della Dinamo, per poter ambire al bersaglio grosso. Il discorso sul Brindisi finisce qui, perché dobbiamo praticamente disinteressarci delle avversarie dirette per concentrarci sulle nostre partite.
Tutto ormai è stato detto in merito alla deludente prestazione di Casale Monferrato.
Sacchetti in settimana ha parlato ai suoi, li ha guardati negli occhi, ha cercato di responsabilizzarli, di trovare nuove motivazioni e insospettabili spinte morali. Ha giurato fiducia sulla loro professionalità, ma ha chiesto
maggiore durezza in campo. Occorrono "cattiveria", se è possibile cinismo. Ha chiesto espressamente di bloccare gli avversari quando si avvicinano all'area, senza timore di far fallo. A Casale sono stati fischiati in tutto alla Dinamo undici falli, probabilmente un irripetibile record negativo. In media neppure tre falli complessivi per tempino, ed è stato ben difficile bloccare in questo modo gli avversari, che per di più hanno catturato un numero enorme di rimbalzi, la base del loro dominio sotto i tabelloni. Gli italiani dovranno fare la loro parte. Hubalek, Kemp e Rowe devono essere adeguatamente assistiti e chi ha la responsabilità di alzarsi dalla panca deve portare grinta, punti, difesa e passione. Cattiveria e cinismo. Sacchetti ha parlato testualmente di "sofferenza", cioé che dobbiamo soffrire per vincere. Ha chiesto costanza e precisione nel tiro. Sacchetti ha ragione, ogni energia deve essere moltiplicata in vista di un obiettivo tanto importante, perciò nulla deve essere lasciato al caso.
Anche il pubblico dovrà fare la sua parte. Non è il momento di contestazioni o di inutili polemiche, il passato è alle spalle ed è venuto il momento di cogliere l'attimo. Restano ben poche partite in casa, tutto il resto è demandato ai "soliti" incrollabili appassionati delle trasferte, ben disposti ad affrontare lunghi viaggi pur di sostenere la squadra che rappresenta la Città. I ragazzi sono gli arbitri del loro destino: loro "dovremo avere il fuoco dentro", come ha detto in modo assai espressivo Ugo Ducarello, assistant coach. Questo discorso ci piace. E' quello che volevamo sentire.
Facciamo sì che per queste tre giornate sia un fuoco indimenticabile, in campo e sugli spalti.
FORZA RAGAZZI !





3 commenti:

Skywalkerboh ha detto...

A volte penso che i nostri beniamini siano convinti di poter vincere facilmente in ogni momento, o che gli basti vincere in casa per ottenere la promozione diretta... stanno sbagliando?

G.D. ha detto...

noi ci saremo...... il resto tocca a chi di dovere.......
FORZA MAGICA DINAMO!!!!!!!!!!!!!!!

SoloDinamo ha detto...

@ Luca: sicuramente questo atteggiamento è emerso in qualche partita fuori casa. Se ne sono viste le "tragiche" conseguenze. Questo deriva dal fatto che alcune volte -nelle partite casalinghe- è bastato l'affondo dei terminali offensivi per volgere i match in nostro favore,ma non sempre è così . Tutti giocano al massimo contro di noi. Basta vedere le partite che sono riuscite a fare Jesi (che poi ha continuato a perdere) oppure Casale. Meo sta lavorando proprio su questo, su una sorta di appagamento e poi sugli stimoli che non devono MAI mancare quando si sta al vertice.
@ Giuseppe. Noi ci siamo sempre e comunque, se fosse dipeso esclusivamente dai tifosi - sempre presenti!- a quest'ora avremmo vinto scudetto e Eurolega :-)
Speriamo che nelle prossime gare tutti nessuno escluso si sentano parte di un tutto, che siano consepevoli dell'impresa che si va a compiere e ciascuno ci metta il suo "mattoncino".
Alè Dinamo.