lunedì 29 marzo 2010

VOTA DINAMO



"Ora questi ricordi tornano a perseguitarmi
Mi perseguitano come una maledizione
Un sogno che non si avvera è una bugia
O è qualcosa di peggio

Che mi manda giù al fiume
Anche se so che il fiume è in secca
Che mi manda giù al fiume stanotte
Giù al fiume
La mia piccola ed io
Oh, giù al fiume corriamo"

(THE RIVER - Bruce Springsteen)

Il fuoco - da noi auspicato - non brucia più. Anzi, forse non è mai stato acceso. Avevamo chiesto una prestazione esemplare, corale di tutto il gruppo, un attaccamento alla maglia capace di superare un ostacolo durissimo come Scafati. Ne è venuta fuori una piccola Dinamo, che ha ingigantito oltre misura i meriti di Scafati. Con troppi giocatori avversari in doppia cifra, alcuni attaccanti con licenza di uccidere (=leggi tirare da tre con estrema facilità), ed una inesistente intensità difensiva. Le vittorie iniziano dalla difesa e sabato sera la difesa non c'era. Era rimasta a Sassari, in aereo non c'è neppure salita.
Diciamo che i nostri avversari hanno segnato tutto il segnabile mentre la Dinamo sabato sera non avrebbe fatto canestro neppure nella classica vasca da bagno. Tensione, nervosismo in campo, giocatori che bisticciano tra loro, scontri poco graditi con avversari e scarsa/inesistente comunicazione tra tecnico e giocatori. Ho provato a vedere la partita (che ritengo comunque non valutabile nell'immediato sulla base dello streaming, che spesso funziona male ed a singhiozzo) sulla tv locale, e devo dire onestamente che per almeno tre quarti non è mancato l'impegno da parte di molti: sono mancate le idee in campo, vi è stata assoluta scarsità nel tiro e pochezza difensiva, ma a parte l'ultimo quarto, in cui Scafati ha tracimato, l'impegno dei ragazzi si è tenuto nei dintorni della sufficienza. E' un po' poco per una squadra capolista e con ambizioni di promozione, ma questo è quel che oggi passa il convento. La classifica è lì e Brindisi, che domenica ha sbancato Reggio Emilia, dovrà fare percorso netto o perdere al massimo non più di una partita.
Quale Dinamo vedremo in futuro ?
Quella scoppiettante e gagliarda di Lodi, oppure quella priva di tono vista a Jesi, Scafati e Casale Monferrato ? Per ora nessuno lo sa, ma i giocatori hanno il loro orgoglio, e sappiamo che Jason, Marcelus, Jiri e Manuel sono tutta gente che non gode particolarmente nel perdere. Per non parlare del "gladiatore" Patrick o di Jack Devecchi, che aspettiamo ad una prova di riscatto immediata, sincera, senza se e senza ma. E' vero, manca un vero trascinatore che in Brindisi assume le sembianze di Infante, mentre per noi era stato Whiting nelle stagioni scorse, ed allora il trascinatore vero sarà la squadra, il gruppo. L'ordine è FARE QUADRATO.
Il pubblico, che ha capito il momento no della squadra, farà la sua parte. Non ci saranno particolare esaltazione ma neppure contestazioni.
E' o non è la Dinamo la squadra più importante della città di Sassari ?
Chi maltratterebbe la sua amante, vedendola in difficoltà ?
L'essenziale è che vi siano in tutte queste cinque, poche partite che ci restano prima del post season, capacità di riscatto e voglia di onorare la maglia. Noi puntiamo ancora una volta, anche se è molto duro, sulla Dinamo. Del resto, non abbiamo molte alternative e col nichilismo e il disfattismo si fa ben poca strada. Quantomeno, se tutto dovesse volgere negativamente nell'immediato (aspettiamo Jesi-Brindisi al Palatriccoli), andremo a Reggio per difendere un onorevole secondo posto. Lo so, non è tanto, è un pannicello caldo, un brodino di consolazione, ma è quel che ci rimane anche perché, in fin dei conti, il campionato non è ancora finito.
Il sogno ha ancora una modesta possibilità di avverarsi, ma molte cose devono cambiare. Altrimenti sarà molto peggio di una bugia, quasi un tradimento che non ci meritiamo.
Vogliamo vittorie, a qualunque costo.
VOTA DINAMO, FORZA DINAMO.

"Oggi è una giornata bellissima, non lasciare che te la buttino giù" (Jesse Malin)

domenica 28 marzo 2010

TRANSFORMER



"Lo strano caso del dr. Jekyll and Mr Hyde"
(ringrazio Pinox(r) per il brillante suggerimento ).

Scafati 101 - Dinamo 73.
E per ora basta così.


www.pianetabasket.com
Decima giornata di ritorno e Bialetti che affronta la capolista Sassari in una gara che i gailloblù hanno cercato di preparare al meglio per mettere in carniere punti preziosi per la propria classifica. Calvani si affida ad un quintetto inedito con Filloy, Goss, Apodaca, Muurinen e Chiacig; dalla parte opposta, coach Sacchetti schiera Rowe, Kemp, Devecchi, Vanuzzo e Hubalek. Parte bene Sassari con Vanuzzo che piazza un parziale di 5-0. La Bialetti si riprende immediatamente e mette a segno un parziale di 16-5 col quale si porta sul +6 (16-10) a 3'50" dal termine della prima frazione. Apodaca e Filloy sono le principali bocche da fuoco scafatesi e Muurinen è un osso duro da superare in difesa, soprattutto a rimbalzo. Così, i gialloblù chiudono la prima frazione sul +10 (22-12). Nella ripresa del gioco, ancora Scafati fa la voce grossa, con un Ruini strepitoso nel tiro dalla lunga distanza (3/4 nel secondo quarto). E' proprio Ruini a portare, con una tripla, la Bialetti sul +16 (43-27) ad 1'40" dal riposo lungo. Sassari, poi, riesce ad accorciare sul -13 (43-30).- Al rientro in campo dopo la pausa lunga, Sassari riesce a ricucire il gap ed a portarsi a stretto contatto con la Bialetti. Marcelus Kemp mette a segno 8 punti in poco più di 2' ed il Banco piazza un parziale di 10-3 col quale si porta sul -6 (46-40) a 7'30" dall'ultimo riposo. La Bialetti, però, è determinata e lucida e non si fa sopraffare dalla capolista del campionato. Se Ruini ha trascinato la Bialetti nel secondo quarto, questa volta è Goss a caricarsi sulle spalle i gialloblù ed a mettere praticamente la parola fine al match. Il folletto statunitense infila tre triple in un amen che hanno il merito di surriscaldare il PalaMangano e di riportare Scafati sul +16 (62-46) a 4' dal termine della terza frazione. Il bombardamento dalla lunga distanza è completato dai dardi scagliati da Muurinen e Filloy ed il +18 è servito (68-50) ad 1'40" dall'ultimo riposo. Per Sassari diventa pesante la situazione falli ed i soli Vanuzzo e Kemp riescono a trovare la via del canestro contro una asfissiante difesa scafatese. I due atleti di coach Sacchetti permettono al Banco di non affondare e di restare sul -16 (72-56) al termine della terza frazione. L'ultimo quarto si apre con un'azione di prepotenza di Muurinen, che va a segno di forza, subisce fallo e segna l'aggiuntivo che vale il +19 per i gialloblù (75-56) a 9'40" dal termine della gara. Kemp, Vanuzzo, Rowe, Binetti ed il fischiatissimo Hubalek (reo di aver colpito con un pugno al torace Ruini, a gioco fermo e con premeditazione) riescono a tenere botta ed il Banco è a -14 (87-73) a 4'41" dal termine. A 2'37", Vanuzzo è costretto ad uscire dal campo per raggiunto limite di falli e la gara dei sardi finisce praticamente così. Ruini, Filloy e Goss trovano canestri in ogni modo e la Bialetti si porta sul +22 (95-73) ad 1'35" dal termine, ovvero quando il pubblico di casa inizia a chiedere la presenza del rientrante Busca in campo, proprio contro la sua ex squadra. Il momento tanto atteso (poco più di quattro mesi di stop per il padovano, a causa dell'infortunio al tendine d'Achille) arriva ad 1'28" dal termine del match, quando rileva l'applauditissimo Phil Goss. Per Sassari continua il digiuno di canestri (i sardi non vanno a segno per più di 5'); la squadra di coach Sacchetti non riesce a schiodarsi da quota 73, mentre Scafati, sulle ali dell'entusiasmo, riesce a fare tutto bene. Si chiude col più che meritato successo per 101-73, un successo figlio di una prestazione superlativa al cospetto della prima della classe. Ed ora sotto con Imola, altro match interno che si giocherà giovedì prossimo, sempre alle 20:30.
IL TABELLINO
BIALETTI SCAFATI-BANCO DI SARDEGNA SASSARI 101-73
BIALETTI SCAFATI: Muurinen 14, Goss 17, Ruini 14, Busca, Apodaca 19, Ferrara 2, Filloy 14, Fattori 7, Rush 2, Chiacig 12. Allenatore: Calvani.
BANCO DI SARDEGNA SASSARI: Binetti 9, Kemp 18, Devecchi, Manca ne, Rowe 9, Baldassarre 1, Conti ne, Vanuzzo 22, Colombo ne, Hubalek 14. Allenatore: Sacchetti. ARBITRI: Caroti-Di Francesco-Ciano. NOTE: parziali 22-12, 43-30, 72-56. Tiri liberi: Bialetti 21/24, Banco di Sardegna: 16/21. Usciti per 5 falli: Vanuzzo.


lunedì 22 marzo 2010

Dinamo-Reyer 2010


Brent Darby con la maglia della Dinamo (alle Final Four 2008)


La Reyer Venezia, una delle più antiche società di basket italiane, domenica è stata battuta e ridimensionata nelle sue ambizioni (ultimamente era riuscita a battere due squadre come Brindisi e Reggio Emilia, sia pure tra le mure amiche). Quest'ultima osservazione serve per dire che non abbiamo incontrato una formazione remissiva, ma che siamo riusciti ad annichilirla, facendo soprattutto nel primo tempo il gioco che da sempre ci è più congeniale. Si sono viste voglia di lottare su ogni pallone, indovinate azioni offensive nel colorato, contenimento fisico dell'avversario, attacco collettivo e non lasciato a iniziative individuali , e svariate soluzioni che purtroppo sono mancate in un paio di trasferte disastrose. Siamo stati bravi nel limitare Young e Grant, i loro giocatori più pericolosi . Darby non ha fatto una gran partita, troppo nervoso e impreciso al tiro.
Per tutto il resto, qui troverete un interessante giudizio tecnico sul match:
http://www.pianetabasket.com/?action=read&idnotizia=9840
Nel quarto periodo si sono visti sul parquet , in una gara di campionato, cosa che non accadeva da tempo immemorabile (forse dai tempi di Dario Ziranu o dei fratelli Rotondo quando giocavano insieme), ben tre giocatori sardi in campo: un inedito quintetto formato da Binetti, sfortunato nel non aver preso qualche tiro facile, Colombo, battagliero, concentrato e con tanta voglia di emergere, poi i nostri Spampinato, Gianluca Doro e Ale Manca. Dei tre sardi ha "vinto" a pieni voti Manca, che ha fatto punti ma ha più esperienza rispetto ai suoi corregionali. Il popolare "Spampi" è entrato quasi all'improvviso, per decisione di coach Sacchetti, a seguito del tecnico fischiato per proteste a Franz Conti (il bresciano ha applaudito un arbitro dopo che gli erano stati fischiati dei passi, a mio avviso assai dubbi ). Andrea Spampinato è molto giovane, solo 17 anni, ed il giorno prima aveva giocato con la Torres nel campionato di C2 (ha ovviamente il doppio cartellino). Intuite le sue potenzialità, dopo essere stato aggregato alla prima squadra (era un under 17) , l'anno scorso è stato acquistato a titolo definitivo dalla Esperia. Si tratta -in pratica- di uno dei pochissimi giocatori cagliaritani che hanno indossato la maglia della Dinamo; un altro fu Tore Serra, oltretutto una marea di anni fa, nei primi anni ottanta ai tempi della serie B unica. Quanto al baby Doro, abbiamo visto in lui una grinta e una serietà sportiva che fa commuovere. Il ragazzo, anche lui diciassettenne, ha guardato con occhi di fuoco gli avversari, ha partecipato con costrutto alla manovra, ha subito fallo (incredibile la decisione di non fargli tirare i liberi!), è stato tradito dall'emozione in occasione del tiro da tre. C'è da comprenderlo perché quel pallone gli sarà parso in quel momento una palla medica (ma di quelle da 7 kg !), davanti a 4000 persone, al pubblico di casa, agli amici e al papà emozionatissimo (anche lui ex atleta e allenatore della Dinamo).

In settimana Meo aveva chiesto ai suoi ragazzi, tra le tante cose, voglia di soffrire e una maggiore carica emotiva.Questa scelta del tecnico, che sta iniziando a dare i suoi frutti, ci porta ad una riflessione sullo sport.
Il basket non è un esercizio retorico, il basket non è una figura di danza classica davanti ad uno specchio. Il basket non è neppure fatto di "se" e di "ma" (non a caso, non è stato previsto il pareggio), il basket è tanfo di sudore, di linoleum consumato, scarpe di gomma che stridono contro un parquet, agili giganti che volano sotto i canestri, ginocchia e gomiti sbucciati, gomitate e botte incassate in doloroso silenzio....furore atletico e vittorie memorabili, ma anche brucianti sconfitte.
Credo che la lezione del coach e del suo assistente sia stata ben compresa dai ragazzi e da ora in avanti, di fronte a cruciali sfide, per tutti noi che soffriamo dagli spalti ci sarà molto poco da dire o da criticare....ci sarà solo una lavagnetta con una scritta semplice " - 6 ", che sono le partite che restano fino al 2 di maggio. Quel giorno ci sarà il redde rationem (anche per il Brindisi, mica solamente per noi).
Tutto il resto - senza offesa - sono chiacchiere buttate sul web. Aria fritta, non utile al club .
Forza Dinamo, per sempre fino alla vittoria.


sabato 20 marzo 2010

11 giorni di fuoco indimenticabile



(il settore D contro Scafati, semifinali playoff 2009)
21 marzo-1° aprile 2010. In queste due date è racchiusa l'essenza del campionato della Dinamo, che se vuole puntare alla memorabile impresa della promozione diretta, dovrà assicurarsi tre vittorie nelle altrettante partite contro la Reyer, Scafati e Latina (in casa nell'anticipo pasquale). Questo consentirebbe agli uomini di Sacchetti di reggere il passo del Brindisi, che sta evidentemente lanciando la volata finale da lepre inseguitrice. Ovvio che Brindisi dovrà fare un "filotto" pieno, con almeno una vittoria in più della Dinamo, per poter ambire al bersaglio grosso. Il discorso sul Brindisi finisce qui, perché dobbiamo praticamente disinteressarci delle avversarie dirette per concentrarci sulle nostre partite.
Tutto ormai è stato detto in merito alla deludente prestazione di Casale Monferrato.
Sacchetti in settimana ha parlato ai suoi, li ha guardati negli occhi, ha cercato di responsabilizzarli, di trovare nuove motivazioni e insospettabili spinte morali. Ha giurato fiducia sulla loro professionalità, ma ha chiesto
maggiore durezza in campo. Occorrono "cattiveria", se è possibile cinismo. Ha chiesto espressamente di bloccare gli avversari quando si avvicinano all'area, senza timore di far fallo. A Casale sono stati fischiati in tutto alla Dinamo undici falli, probabilmente un irripetibile record negativo. In media neppure tre falli complessivi per tempino, ed è stato ben difficile bloccare in questo modo gli avversari, che per di più hanno catturato un numero enorme di rimbalzi, la base del loro dominio sotto i tabelloni. Gli italiani dovranno fare la loro parte. Hubalek, Kemp e Rowe devono essere adeguatamente assistiti e chi ha la responsabilità di alzarsi dalla panca deve portare grinta, punti, difesa e passione. Cattiveria e cinismo. Sacchetti ha parlato testualmente di "sofferenza", cioé che dobbiamo soffrire per vincere. Ha chiesto costanza e precisione nel tiro. Sacchetti ha ragione, ogni energia deve essere moltiplicata in vista di un obiettivo tanto importante, perciò nulla deve essere lasciato al caso.
Anche il pubblico dovrà fare la sua parte. Non è il momento di contestazioni o di inutili polemiche, il passato è alle spalle ed è venuto il momento di cogliere l'attimo. Restano ben poche partite in casa, tutto il resto è demandato ai "soliti" incrollabili appassionati delle trasferte, ben disposti ad affrontare lunghi viaggi pur di sostenere la squadra che rappresenta la Città. I ragazzi sono gli arbitri del loro destino: loro "dovremo avere il fuoco dentro", come ha detto in modo assai espressivo Ugo Ducarello, assistant coach. Questo discorso ci piace. E' quello che volevamo sentire.
Facciamo sì che per queste tre giornate sia un fuoco indimenticabile, in campo e sugli spalti.
FORZA RAGAZZI !





mercoledì 17 marzo 2010

Saint Patrick's day



Oggi è San Patrizio . Auguri alle "sante", ai "santi" e a tutti gli amanti dell'Irlanda.






Theme from “Harry’s Game”

Imtheochaidh soir is siar
A dtainig ariamh
An ghealach is an ghrian
Fol lol the doh fol the day
Fol the doh fol the day
Imtheochaidh an ghealach’s an ghrian
An Daoine og is a chail ‘na dhiadh
Fol lol the doh fol the day
Fol the doh fol the day
Fol lol the doh fol the day
Fol the doh fol the day
Imtheochaidh a dtainig ariamh
An duine og is a chail ne dhiadh
Fol lol the doh fol the day
Fol the doh fol the day

[Translation:]
I will go east and go west
(To the places) from whence came
The moon and the sun
The moon and the sun will go
And the young man
With his reputation behind him
I will go wherever he came from -
The young man with his reputation behind him

martedì 16 marzo 2010

Bentornato Luca (The Rising)






Luca Manca, motociclista sardo vittima di un grave incidente alla Dakar 2010 in Cile, è finalmente rientrato a Sassari.
Auguri a Luca e a tutti i suoi familiari !

Stay hard, stay hungry, stay alive


THE RISING-LA RESURREZIONE
(Traduzione di Marco e Giulio)
http://www.loose-ends.it/

"Non riesco a vedere niente davanti a me
Non riesco a vedere niente dietro a me
Mi faccio strada attraverso questa oscurità
Riesco a sentire solo questa catena che mi lega
Non so quanto lontano sono andato,
Quanto lontano sono andato, quanto in alto ho scalato
Sulla mia schiena un masso da sessanta libbre
Sulle mie spalle mezzo miglio di corda

Forza alzatevi per la resurrezione
Forza alzatevi, mettete le vostre mani nelle mie
Forza alzatevi per la resurrezione
Forza alzatevi per la resurrezione questa notte

Ho lasciato la mia casa questa mattina
Il suono delle campane impregnava l'aria
Con addosso la croce della mia chiamata
Sto arrivando qua giù su ruote di fuoco

Forza alzatevi per la resurrezione
Forza alzatevi, mettete le vostre mani nelle mie
Forza alzatevi per la resurrezione
Forza alzatevi per la resurrezione questa notte

Li,li, li,li,li,li, li,li,li

Ci sono spiriti sopra e dietro di me
Le facce annerite e gli occhi infuocati
Possa il loro prezioso sangue avvolgermi
Signore, mentre sto di fronte alla tua luce incandescente

Li,li, li,li,li,li, li,li,li

Ti vedo Maria nel giardino
Nel giardino [da dove vengono] centinaia di lamenti
Ci sono immagini sacre dei nostri figli
Che ballano nel cielo illuminato
Fammi sentire le tue braccia intorno a me
Fammi sentire il tuo sangue che si mescola al mio
Un sogno di vita mi appare
Come un pesce gatto che ondeggia in cima alla mia lenza

Cielo di oscurità e dolore (un sogno di vita)
Cielo d'amore, cielo di lacrime (un sogno di vita)
Cielo di gloria e tristezza (un sogno di vita)
Cielo di pietà, cielo di paura (un sogno di vita)Marco
Cielo di memoria e ombra (un sogno di vita)
Il tuo vento infuocato riempie le mie braccia questa notte
Cielo di desiderio e di vuoto (un sogno di vita)
Cielo di abbondanza, cielo di vita benedetta

Forza alzatevi per la resurrezione
Forza alzatevi, mettete le vostre mani nelle mie
Forza alzatevi per la resurrezione
Forza alzatevi per la resurrezione questa notte
Li,li, li,li,li,li, li,li,li "
[Bruce Springsteen - luglio 2002]

lunedì 15 marzo 2010

Fantascienza a Casale



Non me ne voglia l'autore del post, che "rubo" dal forum, ma penso che sia essenziale leggere i giudizi di chi a Casale c'é stato, ha visto bene la partita ed è in grado di valutare avendo tutti gli elementi per farlo. Che cosa si può dire, se non ribadire che siamo incredibilmente delusi da questa pericolosa involuzione della Dinamo, passata da un buona prova contro Brindisi, non assistita dalla fortuna, dai match vinti bene contro Casalpusterlengo e Udine, ad una partita assolutamente incolore e priva di mordente? Questa "non è scienza, è fantascienza", come recita la famosa pubblicità. Abbiamo visto cose mai viste, difensori che sotto canestro non vanno a rimbalzo ma fanno le belle statuine, George che all'andata non aveva fatto nulla di eccelso e si esalta contro di noi, Pierich che si alza dalla panchina e indisturbato fa il suo bel compitino (chi lo doveva marcare?), Rowe che ad un certo punto cade per terra da solo, Vanuzzo che sbaglia tutto lo sbagliabile, Kemp che ormai gioca con la maglietta con la "A" (=anarchia), ma di tipo anarchico individualista, quello più deleterio. L'unico a salvare la baracca è stato Hubalek, che segna e però non marca, perché non è il suo lavoro, essendo praticamente un' ala forte dotata di un gran tiro.
Le precedenti squadre di Cavina erano basate sul concetto semplice "primo non prenderle", erano dotate di due centrali classici come Nikkila e Ezugwu, che rappresenta poco più del fumo negli occhi nella filosofia di gioco di Sacchetti. Tattica che prevede la possibilità di prendere sonori break dagli avversari anche di otto-dieci punti, ma di rintuzzarli con dieci o dodici in nostro favore. Un credo che, per carità, funziona quando l'attacco va a meraviglia. Ma l'attacco ieri non c'era. Per di più, giochiamo senza difesa e senza la capacità di prendere i rimbalzi. E' da qui che si costruiscono le azioni e si contrasta l'offensività degli avversari. Certo, avevamo di fronte una grande Junior Casale che fa la partita della vita, ma non verrà il dubbio che a questi (come a Jesi o a Pistoia) la "partita della vita" gliel'abbiamo sempre concessa noi ?
Intanto Brindisi è lì, dall'alto della sua organizzazione di gioco, di una panchina sempre pronta a rispondere alle sollecitazioni, di una maggiore serenità dell'ambiente. Perdichizzi non sarà Bianchini, ma ha un approccio umano, un controllo totale dello spogliatoio, una capacità innata di prevedere le mosse degli avversari. Non saranno dei "mostri", probabilmente hanno individualità sui livelli di quelle della Dinamo ma almeno sono umili e "operai", evitano pericolosi giri trionfali, foto ricordo e dediche, una serie infinita di bagni di folla che (lo ripeto) sono quanto di più deleterio si possa concepire ai fini della concentrazione, specie nelle partite in casa.
Ma ecco il resoconto di chi a Casale Monferrato c'era davvero:

"Oggi abbiamo preso una lezione di pallacanestro a Casale. Non condivido frasi tipo lezione di umiltà oppure siamo molli, credo che l’impegno non sia mancato oggi, solo che con Casale è durissima per tutti.
Non credo che si sia perso perché i giocatori sono andati a fare un passeggiata. Si è perso perché ormai in attacco si gioca in 3, oggi uno dei tre era fuori forma, quindi ne rimangono solo 2, e così è fin troppo facile controllare la squadra.
Per quanto riguarda i rimbalzi, non è la prima volta che succede. Le avvisaglie si erano già viste. Non c’è organizzazione, qui è Sacchetti che deve trovare la soluzione, se gli avversari possono tranquillamente stazionare sotto il nostro canestro è normale che poi il rimbalzo lo prendono loro. La regola dei 3 secondi si sa che viene fischiata solo se si sta in area per 7 o 8, quindi un lavoro di taglia fuori non sarebbe una brutta cosa. Lo insegnano anche ai bambini che fanno il minibasket, possibile che Sacchetti non lo faccia?
Kemp non mi è piaciuto per niente, è giusto che guardi il canestro, ma dovrebbe avere una seconda opzione quando decide di penetrare, lui non cambia idea, se hai 2 giocatori davanti sicuramente c’è un compagno libero, cercalo ogni tanto, ma lui guarda solo la retina.
Che dire di Jason, oggi non era la giornata giusta, mai visto giocare così male.
Hubalek a me è piaciuto, niente da dire. In difesa non è andato peggio degli altri in attacco è l’unico che vede il canestro con continuità, stranamente Sacchetti ha deciso di tenerlo fuori dai giochi d’attacco per metà del terzo quarto e per buona parte del quarto dove lo schema era: palla a Kemp e poi vediamo che succede.
Poi c’è un problema grossissimo con Vanuzzo e Devecchi. Vanuzzo ha perso completamente la fiducia, non salta a rimbalzo, non guarda più il canestro, in 29 minuti non ha fatto un tiro da 2, in una occasione ha preferito un passaggio rischioso (perdendo palla) a un tiro tutto sommato semplice.
Devecchi non è mai stato un grosso attaccante e si sta confermando, però ultimamente è molle anche in difesa.
Oggi il maggior responsabile della sconfitta, secondo me, è l’allenatore. Il confronto con Crespi è stato impietoso. Il corri e tira contro l’organizzazione inizia a fare acqua. Se Conti, Vanuzzo e Devecchi iniziano a non vedere il canestro devi saper sopperire col gioco. Casale non ha dei fenomeni, ma riesce col gioco a vincere le partite. Ero allibito quando dopo l’ennesimo giocata di Kemp con lo schema "ora palleggio poi vediamo che succede", Sacchetti chiama il time out e parla praticamente solo con Kemp, ho visto proprio il disegno nella lavagna, ha fatto una linea a zig zag che dal centro andava verso la parte sinistra dell’attacco. Rientrati in campo non è cambiato nulla, ancora Kemp che si intestardiva nel suo folle gioco. Li ho capito che non era iniziativa personale, ma un preciso schema (schema?) dell’allenatore".
MalcolmY- Milano


sabato 13 marzo 2010

Replicanti, androidi, krumiri e italiani di buona volontà

per motivi a me incomprensibili, forse dovuti a qualche attacco alieno, è totalmente sparito il post di presentazione della partita di Casale. Mi scuso con tutti quelli che lo avevano letto ed erano intervenuti (cercherò di rifarlo anche se non è semplice). :-(

Attenti al Lapo !

mercoledì 10 marzo 2010

The Final Four 2010 revue

I pass della manifestazione (non sono miei...ho pagato regolarmente i biglietti)
1960: le mani di Uccio Virdis tengono stretto il primo gagliardetto della Dinamo
il primo direttivo Dinamo nella palestra del Liceo Azuni: la scintilla è scoccata
6.3.2010: il figlio di Giovanni Pilo, Bruno Sartori, Graziano Bertrand, Piero Baraccani, Rosario Cecaro, Antonio Lavosi, il presidente emerito Dino Milia, Luciano Mele...
il tifo del Settore "D"
Jason su Superbasket..."I'm bad, I'm nationwide"
l'autografo di Joe Crispin della N.B.B.
(senza parole)

Antonello Riva "nembo kid", GM del Veroli
la sopramaglia di Ivan Gatto donata ad un tifoso della Dinamo
(si ringrazia Cesare Vanali per la foto storica della Dinamo; le altre sono di Legadue e Superbasket (c) e le ultime tre sono state scattate dal sottoscritto)

martedì 9 marzo 2010

il capitano Federico Casarin # 7

Federico Casarin # 7 nella Dinamo 1992-'93, Campione d'inverno (sia pure in condominio), con Giampaolo Doro assistant coach, Zare Markovski head coach...in prima fila tra il pubblico. Subito a destra di Casarin si nota Anthony Frederick, tra i nostri migliori americani di sempre.
Il roster completo 1992-'93:
5 L. Angius
6 E. Rotondo
7 F. Casarin (K)
8 Vicinelli
9 M. Bonino
10 K. Miller
11 Ballestra
13 Salvadori
14 Brotto
16 A. Frederick

Con piacere, pubblico il contributo di una grande amica della Dinamo, anche lei presente alle nostre sfortunate Final Four 2010, che ha incontrato quasi casualmente a bordo campo l'ottimo Federico, attualmente direttore sportivo della Reyer Venezia.


"Flash back.
Ho cominciato a seguire seriamente la Dinamo nella stagione 1992-'93. Il capitano (quell'anno e i 4 successivi, se non sbaglio) era Casarin, affidabilissimo giocatore, prototipo dell'uomo spogliatoio e persona di estrema gentilezza e disponibilità. A un certo punto della stagione aveva preso l'abitudine di avvicinarsi a quella che io chiamo "tribuna disabili" (parquet, lato opposto alla panchina degli ospiti) per salutare. A fine partita, ma spesso anche durante il riscaldamento, e ne nascevano gradevolissime chiacchierate e battute. Non era l'unico, lo facevano ad esempio Bonino e Anthony Frederick. Ma con lui era nato un rapporto speciale, portato avanti per qualche anno anche quando ha lasciato Sassari. La sua canotta biancoverde con il numero 7 è l'unica che ho collezionato (non gliel'avevo nemmeno chiesta, è stato un suo bellissimo gesto al termine della sua ultima stagione alla Dinamo).
Ritorno al futuro.
So bene che quando si è giovincelli si tende a ingigantire tutto, a dare significati enormi a piccole cose, e a vedere eroi ad ogni angolo di strada. Ma in quel momento, più di 15 anni fa, la Dinamo e quel rapporto con Federico hanno rappresentato per me anche tantissime cose extrabasket, ed è per questo che ieri rivederlo è stato letteralmente un tuffo al cuore. L'avermi riconosciuto ed essersi dimostrato nuovamente una persona squisita sono stati la splendida conclusione di questo bel momento. E ho ancora stampato in faccia il sorriso un po' ebete di ieri sera!


P.s.: anche lui tifava per noi ed era dispiaciuto per ieri!"

(nota: Casarin, guardia, è stato alla Dinamo per cinque stagioni, dal 1991 al 1996, ed è il secondo realizzatore di sempre con ben 1923 punti).



lunedì 8 marzo 2010

tutto Veroli - la loro seconda Coppa Italia


il prologo (thanks Luigi 30°)
Dinamo 1960 - Olio Berio 1975 - Sella&Mosca 1980 - Numera BPS 1989


Sassari è stata al centro del basket nazionale per due giorni, in una mega-kermesse della Legadue che è servita per incontrarsi, fare clinic per allenatori, stringersi le mani, distribuire premi a più non posso e gustare delle specialità culinarie della Sardegna. Per il resto, si sono viste poche luci e molte ombre, ma non ho tanta voglia di far polemica perchè come insegna un antico adagio, non c'é peggior sordo di chi non vuole sentire (o capire, che è poi la stessa cosa). Dal punto di vista tecnico si è vista una sola partita, quella di sabato, di buon livello giocata dalla Dinamo contro la New Basket Brindisi, divenuta una specie di "bestia nera" visto che ormai è riuscita a batterci per tre volte in una stessa stagione. La sconfitta non deve essere vissuta come un'onta, un'offesa personale, anche se tutti speravamo in una giusta rivincita dopo la deludente partita vista il 6 febbraio. L'altra semifinale è stata poco più di un allenamento tra il furbo Reggio Emilia, che evidentemente non voleva spremersi in vista del duro campionato, ed un Veroli che ha giocato con più serietà e intensità agonistica. La finale è stata una partita davvero noiosa, a parte alcune fiammate nel secondo tempo, con numeri certamente bassini per il livello di categoria (il primo tempo è finito 21-28, e non mi parlate di minibasket femminile perché questo sarebbe offensivo per le bambine).
Jason Rowe ha vinto la gara delle schiacciate, a conferma della bravura eccelsa del nostro play, pur in presenza di avversari di tutto rispetto come Ebi e il giovane Melli. Tornando alla Dinamo e alla gara contro Brindisi, la nostra squadra ha dimostrato di saper combattere ad armi pari contro una formazione quadratissima, costruita per vincere,essenzialmente basata su tre campioni come Thomas, Crispin e Radulovic, ben supportati da Bryan e dal gruppo italiano sempre all'altezza. Credo che la Dinamo abbia giocato una partita fatta di cuore e di gran basket, discorso che riguarda tutti,compresi gli acciaccati come Devecchi e Vanuzzo (forse si sarebbe potuta tentare la carta Manca ed inserire più difesa, catechizzando a dovere Franz Conti, ma non discuto per principio le scelte di Sacchetti: conta chi ha giocato in campo; l'analisi della partita di Jason e Kemp fatta sul giornale locale è assolutamente esaustiva e aderente all'accaduto).

Non riesco a spiegarmi l'impeto atletico con cui i brindisini hanno affrontato la nostra semifinale, con una inusitata fame di vittoria, se paragonata con la scarsa vena palesata contro Veroli il giorno successivo. Squadra che, giocando la sua onestissima partita, non ha avuto troppe difficoltà nell'aggiudicarsi la seconda coppa. Forse sta in questa mia affermazione, ed in un paio di comportamenti antisportivi purtroppo sfuggiti a due giocatori della NBB, la chiave della contestazione anti-Brindisi che è stata organizzata dal pubblico nella finale domenicale. Schierarsi e tifare contro non è una cosa in sé negativa, ma lo si dovrebbe fare per una giusta causa. "Prima Veroli" onestamente non lo meritava. Intanto, perché si tratta di una nostra avversaria diretta (vedi la partita del 18/4 in cui vorranno rifarsi della sconfitta dell'andata, e conoscendo la sostanza e la pasta di cui è fatta questa squadra, non sarà di certo un passeggiata). In secondo luogo, tifare ed emozionarsi ci sta e ci può stare, ma un conto è schierarsi schiettamente, come tutti abbiamo fatto in buona fede, altra cosa è insultare, ed usare l'epiteto di "ladri" che si sono beccati squadra e tifosi brindisini.

Frase che un po' tutti abbiamo pensato, sussurrato o gridato, dopo l'annullamento del canestro (episodio contestatissimo sul quale saranno versati fiumi di parole - si attendono filmati alternativi a quelli della RAI, anche se è obiettivamente difficile anche per un giocatore come Kemp ricevere e tirare in un' inezia come il 40 per cento di un secondo...). Può darsi che vi sia pure stata una drammatica ed incredibile coincidenza: la macchina computerizzata, che accende sirena e tabellone, e le possenti braccia di Kemp, possono essersi messe d'accordo in un finale degno di un film di Alfred Hitchcock, organizzando un imprevedibile "concerto" a prova di coronarie. E' possibile -in altri termini- che sia accaduto l'impossibile e cioè che il tiro sia stato scoccato nello stesso esatto momento dell'accensione del tabellone, senza il sia pur minimo distacco temporale. E che quindi gli arbitri , che sono li per sbagliare ed arbitrare (è una battuta), che hanno normali occhi e cervelli, ma non sono macchinette e che una decisione dovevano pur prenderla, abbiano adottato quel tipo di esito che non ci è andato giù. In assenza di instant replay e dopo breve conciliabolo (a cui ha partecipato pure Infanti, ma lui cosa ci faceva esattamente ?), hanno giudicato il canestro irregolare. Però il dubbio rimane, perché un arbitro ha annullato immediatamente, con ampi gesti, mentre l'altro ha alzato il braccio (azione regolare) e guarda caso era proprio il direttore di gara piazzato meglio come visuale del campo.
In ogni caso, e prescindendo dal risultato finale, giudico l'arbitraggio insufficente e insicuro, eccessivamente fiscale nei confronti della Dinamo e distratto nei confronti della NBB, con differenze nel metro di valutazione dei falli, della infrazione di passi e di quant'altro che non dovrebbero essere ammissibili in una gara di questo livello tecnico.
TUTTO QUESTO RIGUARDA IL BASKET GIOCATO.
Altre cose che si sono viste (e che non vedevo da tanto) non hanno molto a che fare con la nostra tradizione di sportivi seri e appassionati. Sassari ha un grande pubblico, che a Brindisi neppure conoscono. La Dinamo è una grande e antica società, anche se non abbiamo un grande palmares (veramente non lo possiede neppure Brindisi). Lo diciamo con orgoglio e forza, leggendo certe affermazioni ingiuste e gratuite dei brindisini. Ciascuno ha diritto di sentirsi offeso, ma nessuno può darci patenti di bravura o di inciviltà. Ognuno guardi in casa propria: ogni pubblico è composto da esseri umani fallibili che possono anche sbagliare, a Sassari, a Brindisi, a Pistoia o a Milano. La premessa è doverosa. Non si può guardare una F.F. di Coppia Italia con animo freddo e pacato come se si guardasse il Macbeth al teatro. Si tifa. Il tifo deve essere caldo altrimenti è un'altra cosa.
Però parecchie cose devono essere puntualizzate ...
Per dare del "ladro" a qualcuno -prima di tutto- bisogna dimostrare il furto e poi che qualcuno l'ha commesso. Per scrivere "vergogna Brindisi" su un cartello occorre che l'avversaria abbia davvero qualcosa di cui vergognarsi. Ci si vergogna di solito (o ci si dovrebbe vergognare) per posti di lavoro bruciati, per lo scempio dei diritti sociali, per una strada non costruita dallo Stato che uccide le persone o per la devastazione ambientale, non per una partita di baloncesto. Ripeto che Brindisi ha fatto una gran partita e che di fronte aveva una Dinamo al top nelle sue punte di diamante (Jiri, Kemp e Jason prima di tutto), peraltro menomata dalle pratiche assenze di Devecchi, Vanuzzo e Baldassarre (il primo reduce da influenza che lo ha assai debilitato, il secondo che continua a giocare con la pubalgia ed era pressoché fermo nella parte finale della partita). Li abbiamo portati fino al 1° overtime sfiancandoli, tanto che domenica contro Veroli avevano perso gran parte della loro verve, ed abbiamo gettato via vantaggi importanti, anche di +8. Ancora una volta è emersa la scarsa propensione difensiva della Dinamo e la preoccupante attitudine a farsi recuperare break consistenti, conquistati mezzo minuto prima con tanta fatica e bravura.
Abbiamo perso di un solo misero punticino: questo è il basket.
Ma andiamo al nocciolo del problema. Thomas è un ragazzo di enorme prestanza atletica, un po' giocherellone e convinto che - nella patria sciagurata in cui si insulta l'italiano Balotelli e si augura la sua morte saltellando - si possa rendere il basket divertente con atteggiamenti forse sopra le righe. Forse non ha capito che non è aria. Magari un certo gesto poco rispettoso (io non l'ho visto) se lo poteva risparmiare. Lo capirà in seguito vivendo in Italia. Lo "sceriffo" Perdichizzi non è un mostro di simpatia, è stato un po' più gentleman nella partita di campionato, ma assicuro che in 30 anni di palazzetto ne abbiamo visto di peggio. Ribadito che il tiro da tre era (purtroppo) irregolare, è evidente che siamo stati fuorviati dall'esultanza della squadra che ha creduto in buona fede, come tutti noi, che il canestro fosse valido fino alla decisione del sig. Vicino. Un arbitro che insieme agli altri due ha fischiato alla Dinamo tutto il fischiabile (facendo anche errori a nostro favore, come una bomba di Hubalek che invece era da due). Ci voglio pure mettere a parziale attenuante l'agonismo di una partita contro un'avversaria particolare, il fatto che tutti fossimo gasati e vogliosi di rivalsa, e l'atteggiamento forse scorretto di Infante intorno al tavolo (questo sì, davvero grave e che deve far riflettere), però vorrei che qualcuno mi spiegasse gli eccessi che si sono visti dopo la partita. Le bottigliette scagliate in campo per colpire sono un gesto di teppismo, agli antipodi con il significato puro del basket: quello che si vede nelle foto storiche della Dinamo a San Giuseppe, cinque ragazzi volenterosi su un campetto di una scuola.
Il puro sport. Cose che a guardarle in fotografia fanno venire le lacrime agli occhi.
Non comprendo il coro e lo sberleffo contro una squadra che si sta ancora scaldando. Non capisco neppure perché avrei dovuto sostenere in quel modo così smaccato Veroli, che è mia diretta avversaria in campionato, con cui non ho alcun legame e che mi sta discretamente sulle scatole, a cominciare dai suoi tifosi che non hanno manco ringraziato Sassari (o meglio i 2500 presenti) per il forte, inusuale e imprevedibile sostegno guadagnato nella terra delle loro brevi vacanze estive. Ci sono regole, magari non scritte, di rispetto nel tifo, chiamatela "mentalità" o altre stupidaggini, ciascuno le chiami come vuole. Non ci si mette in mezzo ad una disputa tra due squadre estranee oltre il consentito. Nel tifo ci sono limiti invalicabili e magari invisibili che non devono essere superati. A Pistoia abbiamo pagato le conseguenze di una scelta scellerata (stare con Montecatini, che per un pistoiese è come il fumo negli occhi, poco più di un pisciatoio di ricconi che vanno alle terme).
Veramente, ad essere simpatica prima della F.F. era proprio Brindisi, col suo pubblico corretto ed entusiasta e lo scarso pedigree (cosa che li faceva somigliare proprio a noi). Se una partita è finita in una certa maniera, se un arbitro ha sbagliato (chi può dirlo con certezza ?), se ce li troviamo disgraziatamente avversari e i posti per salire sono solo due, che colpa ne hanno quei 30 signori accompagnati dalle loro signore contro cui è stato detto di tutto e di più ? Come si può giudicare un individuo che deve avere tirato qualcosa contro -o come minimo insultato- un dirigente del Brindisi, standosene mica in curva C-D, giammai a fianco di Zuppetta col suo tamburo, ma addirittura ad un metro di distanza, in piena tribuna centrale, in giacca e cravatta ? C'è tanto di filmato rai tv, hanno dovuto portare via di peso il dirigente brindisino, che la questione forse voleva regolarla de visu. C'é pure la ripresa della faccia di questo distinto signore: un fatto è certo, non è un sassarese, non è un tifoso Dinamo. Questo personaggio non può tifare la squadra che fu di Baraccani, dell'avvocato Dino Milia, del rag. Diana e del povero sig. Nicolino.

all aboard...Casale is the next stop
PER SEMPRE FORZA DINAMO
AVANTI FINO ALLA VITTORIA

(l'epilogo...)

N.B.: a 1'40" il famoso canestro segnato da FISHER in 4/10 di secondo.

mercoledì 3 marzo 2010

pallavolo a Sassari



Anche se questo blog è incentrato sul basket, mi sembra doveroso dedicare almeno una pagina a due grandissimi atleti che hanno fatto la storia del volley sassarese. La prima è Rosanna Baiardo, classe 1962, atleta formatasi nella Silvio Pellico, una delle più antiche società di pallavolo italiane. Ha giocato a Sassari fino alla serie B, poi si è trasferita definitivamente in società di serie A1. Con ben 119 presenze in nazionale, a partire dal 1981, ha partecipato alle olimpiadi, ai giochi del mediterraneo (medaglia d'oro) e ai campionati europei. Alcuni gravi infortuni l'hanno costretta a interrompere la carriera nel 1990. Ogni ulteriore notizia su questa straordinaria atleta le trovate sul suo sito, insieme ad una splendida galleria fotografica, con immagini scattate anche nella gloriosa palestra della Silvio Pellico in via dei Mille (la prima foto ritrae una bella schiacciata di Rosanna # 4):
http://www.rosannabaiardo.it/Default.asp

Parlando di belle storie di pallavolo, il pensiero corre immediatamente al caro Pier Paolo Peru, il migliore giocatore in assoluto espresso dal volley sardo. Classe 1958, ha collezionato numerose presenze nella nazionale maggiore (24), ed ha giocato in A1 nell'Asti, a Chieti e a Cremona. Un male incurabile ha stroncato la sua giovane vita nel 2002. Lo ricordiamo con rimpianto per la sua bravura eccelsa sotto rete, per la tenacia e rapidità di schiacciata da vero campione e per il sorriso sempre presente sul suo viso. A lui è stata intitolata la palestra C.O.N.I. di viale Adua. Ovviamente si è formato anche lui nella palestra della Silvio Pellico ed attualmente la società, che è stata rifondata, si chiama "3 P volley", a ricordo delle iniziali del suo prestigioso atleta. Il sodalizio ha festeggiato, l'estate scorsa, il suo centenario (1909-2009).
(ringrazio Giuseppe per la bella foto della Silvio Pellico di fine anni '70, con l'allenatore di sempre Giampaolo Galleri).



lunedì 1 marzo 2010

Tempra sarda vs tenacia friulana: 75-69



Il titolo è un po' enfatico, perché ieri sera al palaSerradimigni di sardo o di friulano non si è vista manco l'ombra, a parte qualche giocatore seduto in panchina. In ogni caso è stata una durissima battaglia che la Dinamo alla fine ha vinto in volata grazie ad alcuni accorti inserimenti ed alle sagaci scelte tattiche di Sacchetti, che sotto questo aspetto considerando l'andata ha vinto bene il duello con l'ex Cavina: Meo 2 - Demis 0, e palla a due. La coriacea e difensivista Udine ci ha fatto ballare, specie nel primo tempino, ma del resto questo si sapeva, secondo le buone tradizioni di coach Cavina, che non sceglie mai a caso i suoi player.Tutta gente di valore, accuratamente selezionata, contro la quale si è resa necessaria una super prestazione di Hubalek, Baldassarre (gladiatore ad honorem), Rowe e Vanuzzo, che hanno ben supplito ad una quasi drammatica giornata-no nel tiro da fuori. Per fortuna, dopo tanta sofferenza, è andata bene, ed ora la classifica si fa interessante perché alla ripresa del campionato (14/3/2010) le prime tre saranno chiamate a degli scontri di fuoco. Tutto potrebbe succedere ma potrebbe anche non accadere nulla (il significato di questa frase lo spiegherò in seguito, a seconda degli eventi). E tra Dordei stanco e leggermente deluso, Cavina emozionato, Binetti che nel settore "C" beve l'acqua di fuoco (e segna canestri pesanti), Ducarello più scatenato che mai e "tennents" Colombo unico cestista rockettaro, non mi resta che salutare augurando la buona notte.
34 punti sono in cascina, e chi l'avrebbe mai detto, ad agosto, di poter arrivare con un simile bottino di guerra a fine febbraio ? Una Dinamo bella e storica, o magari anche di più.

Vai con la Crow per il rockettaro Davide
; per tutti gli altri, bronzetti, applausi, simpatia, e può bastare.
(le foto sono di Legadue-tutti i diritti riservati)





la Dinamo dell'era Cavina 2007-2008:
Il buon Gigi da me fotografato alla festa natalizia della Dinamo, il 19.12.2008
Il bravo Demis alla sua lezione di basket, festa natalizia del 17.12.2007; Massimino assiste e impara (foto del sottoscritto)