lunedì 25 gennaio 2010

high on a desert plane...Trent WHITING





[l’albero di Giosuè:
E’ un albero contorto dall’aspetto preistorico, in contraddizione con se stesso, spinoso eppure sempreverde, che ricresce e rifiorisce sul suo cadavere in questi deserti paurosi e aridi, come “una croce deforme nel paese di Dio”. Il nomignolo, albero di Giosuè, è opera dei primi mormoni giunti in quelle lande desolate con la speranza che in futuro, quegli stessi luoghi, si sarebbero rivelati ai loro occhi e agli occhi dei loro figli come la mitica e biblica “terra promessa” di Giosué.]

2 commenti:

Skywalkerboh ha detto...

La moglie e i figli qui stavano da Dio, l'aveva detto. Aveva trovato la sua dimensione. Ma la vita dei giocatori di basket è un viaggio senza fine...

SoloDinamo ha detto...

tu pensa, Luca, che dall'Idaho è andato a studiare nell'Utah; diventato professionista nei campionati minori USA è venuto in Italia, dove ha giocato a Bergamo, Novara, Jesi, Fabriano, poi è stato in Germania, ancora Italia (Rimini) e il resto lo sappiamo...è esattamente come hai scritto tu, si fermano per non più di 2 anni (3-4 anni è un record), poi il viaggio continua...me lo ricordo alla palestra bowling quando accompagnava il figlioletto, era contento dell'ambiente e della buona preparazione tecnica del vivaio "Basket90".